elly schlein beppe sala

OGGI È IL GIORNO DELLA VERITÀ PER BEPPE SALA: SI DIMETTERÀ O RESTERÀ AL SUO POSTO? IERI L’INCONTRO CON LA DELEGAZIONE DEL PD È SERVITO A TROVARE UN COMPROMESSO SULLA VENDITA DELLO STADIO DI SAN SIRO: IL PARTITO PREDICA CALMA, MENTRE SALA VOLEVA CHIUDERE LA QUESTIONE ENTRO LUGLIO. ALLA FINE SI OPTERÀ PER UNO SLITTAMENTO A SETTEMBRE – AL PARTITO, PER ORA, BASTA OTTENERE L’ADDIO DELL’ASSESSORE GIANCARLO TANCREDI, PER CUI LA PROCURA HA CHIESTO I DOMICILIARI…

1. SALA IN AULA, L’APPOGGIO DEL PD: SI RIPARTE CON IL CAMBIAMENTO

Estratto dell’articolo di Chiara Evangelista per il “Corriere della Sera”

 

beppe sala

Sotto casa si presentano in tre. Non a mani vuote. La delegazione del Pd milanese porta con sé il pacchetto di condizioni che vuole presentare al sindaco Beppe Sala per continuare al suo fianco. «Segnali di cambiamento», dall’urbanistica fino al caro affitti.

 

E sull’ affaire San Siro? Temporeggiare, evitare di sfidare la Procura. Dopo due ore, i dem scendono: «Incontro positivo». Sala incassa l’appoggio del Pd, di nuovo, e trovano la quadra sullo stadio. Non sarà un requiem, salvo sorprese.

 

GIANCARLO TANCREDI BEPPE SALA

A far visita ieri al sindaco è una delegazione cittadina del Pd, composta dal segretario metropolitano Alessandro Capelli, l’omologa regionale Silvia Roggiani e la capogruppo a Palazzo Marino Beatrice Uguccioni.

 

La processione verso la casa del sindaco ha l’obiettivo di trovare una quadra su San Siro. Nei giorni scorsi i dem hanno espresso alcune perplessità sul cronoprogramma dettato da Sala per concludere entro luglio la trattativa tra il Comune e le squadre, Inter e Milan, per la vendita del Meazza e delle aree intorno allo stadio.

 

Con le indagini in corso — è il pensiero comune dei dem — non è il momento di cercare ulteriori scontri con la magistratura. Meglio rimandare, non forzare, nessuna accelerazione. Temporeggiare: questa è la parola d’ordine del Pd.

 

Posizione opposta a quella del sindaco Sala che più volte, invece, nei giorni scorsi ha ribadito la necessità di tirare dritto e sottoporre entro luglio al voto dell’aula il progetto San Siro.

 

Dopo un lungo braccio di ferro, ieri è arrivato il punto di incontro: rinvio a settembre.

Un compromesso tra la posizione di Sala che durante l’incontro ha ribadito la necessità di chiudere l’operazione prima che scatti il vincolo sul secondo anello, il 10 novembre, condizione che renderebbe nulla la vendita dell’impianto ai club, e la posizione del Pd che ha richiesto più tempo, alla luce delle indagini della magistratura.

 

BEPPE SALA SAN SIRO

Sciolto, dunque, l’ultimo nodo, la via è libera. Incassato l’appoggio pieno del Pd, anche sullo stadio, si allontana l’ombra delle dimissioni di Sala: «Come delegazione abbiamo ribadito al sindaco l’appoggio e il sostegno del Pd», spiega Capelli, sottolineando che però servono dei «segnali di cambiamento […]».

 

[…] Se, dunque, l’ipotesi del passo indietro del sindaco sembra lontana, appaiono ormai inevitabili, invece, le dimissioni dell’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi, indagato per falso induzione a dare o promettere utilità.

 

beppe sala Giancarlo Tancredi

Ieri l’amministratore ha incontrato il suo legale per preparare la linea difensiva e intende rispondere punto per punto alle domande che gli farà mercoledì il gip Mattia Fiorentino. Nei confronti di Tancredi la Procura richiede gli arresti domiciliari ma la misura potrebbe non essere necessaria, visto che oggi formalizzerà le dimissioni in aula, dopo l’intervento del sindaco Sala. Intanto è già partito il toto-assessore. La nuova figura in giunta potrebbe arrivare già mercoledì.

 

2. IL SINDACO VUOLE CERTEZZE SUI DOSSIER «CHIAVE» I DUE DISCORSI CON FINALI DIVERSI

Estratto dell’articolo di Maurizio Giannattasio per il “Corriere della Sera”

 

contestazione del centrodestra contro beppe sala in consiglio comunale 4

Sul tavolo ha due discorsi. La prima parte è uguale. Cambiano solo le conclusioni. In quello con la copertina verde, Beppe Sala andrà avanti a fare il sindaco, forte dell’appoggio della sua maggioranza, in quello con la copertina arancione, il sindaco farà un passo indietro perché non ha nessuna intenzione di subire il destino dell’anatra zoppa e continuare a vivacchiare semicommissariato dalla sua maggioranza.

 

Chi le ha intraviste sul tavolo, ha notato che il verde sovrasta l’arancione. Mestiere da aruspici. Ma tutti i messaggi, tutte le consultazioni fatte ieri da Sala, indicano che il sindaco pensa «alla prospettiva», che tradotto dal linguaggio nebbioso della politica, significa che sta lavorando alle cose da fare.

 

MANFREDI CATELLA beppe sala

Un’ipoteca sul futuro e sulla decisione di restare al suo posto. Ma con un particolare poco messo in risalto fino a oggi. A dettare l’agenda non sono solo le condizioni del Pd […], ma con forza eguale e contraria, quelle del sindaco al suo partito di maggioranza.

 

Quali dossier siete pronti a sostenere? Il patto elettorale vale ancora? Sul tavolo c’è questo, questo e questo ancora, quale sarà il vostro comportamento in aula? Tra questo e questo, c’è un questo più questo degli altri: la vendita di San Siro alle squadre.

 

Per Sala è quasi un punto d’onore: essere arrivati a un centinaio di metri dalla soluzione di una questione aperta da oltre 5 anni e lasciarla svanire nel nulla. Il Pd predica prudenza. Inutile correre, pericoloso portare in aula la delibera quando il termometro politico e giudiziario segna 40.

beppe sala elly schlein

 

Meglio aspettare, anche perché agosto è a un passo, e diventa veramente difficile forzare la mano. Domande e risposte. Quelle che il sindaco […] ha posto alla delegazione del Pd che ieri si è ripresentata a casa sua. […]

 

Pedala, il sindaco, pedala. Anche ieri, […] Sala non ha rinunciato alla biciclettata con il suo team di amici. C’è chi l’ha segnalato nelle vicinanze di corso Plebisciti. Per il resto, clausura. Con i suoi pensieri, le sue ubbie e le sue incazzature. Come quella sentitissima nei confronti dell’ex sindaca di Torino e attuale deputata dei 5 Stelle Chiara Appendino che ha chiesto un passo di lato al sindaco, ricordando che il Pd insieme alla destra aveva votato «quella schifezza del Salva Milano».

 

Sala l’aveva difesa in occasione dei fatti di piazza San Carlo e aveva continuato a difenderla in occasione della crisi della giunta torinese. Appuntatevi bene queste parole.

 

sala appendino

Sembrano profetiche: «Il suo problema — dice Sala parlando di Appendino — è che ha una maggioranza meno coesa di quella che ho io. L’ho vista determinata ad andare avanti.

Un sindaco sa che ha una responsabilità nel dimettersi, è una responsabilità enorme.

Lei ha la testa sulle spalle, ma dipende da come reagirà la maggioranza del Consiglio».

 

Ecco, ieri la sua maggioranza, almeno per quanto riguarda il partito di maggioranza relativa, ossia il Pd, ha reagito chiedendo e offrendo. Chiedendo discontinuità su temi caldi e offrendo disponibilità sull’appoggio futuro e sui singoli dossier. Anche la grana San Siro sembra avviata a una lento slittamento verso il mite settembre.

curva milan stadio san siro

Chi però pensa che gli esponenti del Pd siano usciti da casa Sala con il verdetto finale in tasca si sbaglia di grosso. Le cartelline con i discorsi sono ancora lì sulla sua scrivania[…]

 

Nella prima parte del suo discorso all’aula ricorderà le cose fatte, il miliardo per il welfare, il piano casa, le scelte sulla mobilità dolce, il bilancio che merita la tripla A, gli investimenti sulla cultura, le battaglie sui diritti. Per la seconda parte, bisognerà aspettare le riflessioni notturne e per chi legge il giornale è già il giorno delle grandi decisioni.

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