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4 PROCURE PER UN DEPISTAGGIO - OGGI ARRIVANO I MAGISTRATI EGIZIANI A ROMA: DALLA MORTE DI GIULIO LA COMPETENZA è PASSATA ATTRAVERSO MILLE UFFICI E ALTRETTANTE BUFALE, DALL'INCIDENTE STRADALE AL REATO SESSUALE FINO ALLA RAPINA FARLOCCA. MA PIGNATONE VUOLE VIDEO E TABULATI

1. L’INCHIESTA È PASSATA ATTRAVERSO 4 PROCURE LOTTA DI POTERE AL CAIRO

Viviana Mazza per il “Corriere della Sera”

 

L’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni sta scavando spaccature nel regime egiziano, tanto che nei giorni scorsi Lamis El Hadidy, presentatrice nota come una forte sostenitrice di Al Sisi, ha detto in tv: «Il conflitto tra le istituzioni dello Stato non dovrebbe essere combattuto sul cadavere dell’Egitto».

 

MAMMA REGENIMAMMA REGENI

Lo ha detto nello stesso giorno in cui Mohammed Abdel-Hadi Allam, il direttore di Al Ahram , quotidiano di Stato egiziano, in un sorprendente editoriale ha criticato le autorità per la gestione del caso Regeni, affermando che «la loro mancanza di comprensione per il valore della verità e la priorità dei diritti umani in Europa sta mettendo lo Stato egiziano in una situazione imbarazzante e gravissima».

 

Alla domanda però su quali siano le alleanze in questo scontro tra poteri, ogni egiziano ha un’opinione diversa. È la domanda da un milione di dollari. L’inchiesta su Giulio Regeni è al centro di tutto ciò.

 

REGENIREGENI

Il caso è ora in mano all’ufficio del procuratore generale Nabil Sadek. Ma prima se ne sono occupate già tre diverse procure distrettuali: prima quella di Giza, dove è stato ritrovato il cadavere il 3 febbraio, poi la procura di Nuova Cairo, dove il 24 marzo è stata annunciata la sparatoria contro cinque persone accusate di essere una gang di criminali legata dai media all’omicidio Regeni, e infine la procura di Qalyubia, dove è stata ritrovata un borsa contenente i suoi documenti.

 

Giulio RegeniGiulio Regeni

I procuratori non sono tutti uguali. Il procuratore di Giza Ahmed Nagi fu subito chiaro nell’affermare che sul corpo di Giulio c’erano chiari segni di tortura, contraddicendo il capo della polizia di Giza Khaled Shalaby (con precedenti per tortura) che affermava che si trattava di un incidente d’auto. Invece il procuratore aggiunto, Hossam Nasser, è sembrato fare dei passi indietro.

 

«Tutti i segni sul suo corpo risalgono alle 10-14 ore precedenti alla morte e non è vero che le torture sarebbero durate per cinque giorni, non ci sono prove mediche né testimoni», ha detto al Corriere , mentre sulla base dell’autopsia italiana, l’avvocato della famiglia Regeni, Alessandra Ballerini, ha parlato di «otto giorni» di torture durante una conferenza stampa al Senato.

VIGNETTA GIANNELLI - AL SISI COLLABORA SUL CASO REGENIVIGNETTA GIANNELLI - AL SISI COLLABORA SUL CASO REGENI

 

Si è deciso di accentrare le indagini nelle mani del procuratore generale per fare ordine nel caos? Oppure per dare meglio gli ordini dall’alto? È ancora presto per valutare il comportamento di Sadek, è stato nominato pochi mesi fa e sono tempi in cui è improbabile che venga promosso qualcuno che non è leale verso il sistema.

 

Molti si chiedono se prima o poi il regime sarà costretto a trovare un capro espiatorio. Giorni fa, il conduttore Youssuf Al Hosseiny, sulla rete On Tv , ha affermato che il rinvio dell’arrivo della delegazione a Roma sarebbe stato legato al rifiuto di Khaled Shalaby di farne parte. «Ha detto che preferirebbe suicidarsi piuttosto che consegnarsi agli italiani». La corrispondente da Washington della tv di Stato Hanan Al Badri nel frattempo sostiene di sapere che gli italiani conoscono l’assassino di Regeni per via di intercettazioni di politici egiziani, inquirenti della procura e funzionari della polizia: «Chi ha sbagliato paghi, non possiamo rischiare il nome del Paese».

giulio regeni paola regenigiulio regeni paola regeni

 

Ci sono cittadini egiziani, come un testimone che mentì dicendo di aver visto litigare Giulio con un altro italiano, che raccontano bugie «per difendere la patria», come confessò lui stesso più tardi al procuratore.

 

PASSAPORTO DI GIULIO REGENI PASSAPORTO DI GIULIO REGENI

Allo stesso tempo altri egiziani si stanno facendo avanti, come la madre di Khaled Said, studente torturato e ucciso dalla polizia nel 2010, che ha espresso solidarietà con Paola Regeni. O come i parenti dei cinque presunti criminali uccisi a Nuova Cairo, che affermano ora di credere che i loro figli siano stati giustiziati. Moamen Tawfeeq ha detto che il corpo del nipote 21enne aveva un singolo colpo di pistola alla testa. «È stato ucciso a sangue freddo».

 

( Ha collaborato Farid Adly )

 

 

2. REGENI:VIDEO E TABULATI,QUEL CHE ITALIA VUOL SAPERE

 (ANSA) - Immagini video, tabulati telefonici, referti e verbali: è il "materiale probatorio" che l'Italia chiede da molte settimane all'Egitto per far luce sull'omicidio del ricercatore friulano Giulio Regeni - il cui cadavere fu scoperto il 3 febbraio scorso lungo la strada che collega la capitale egiziana ad Alessandria - e che spera di avere domani nell'incontro che inquirenti ed investigatori dei due Paesi in programma a Roma.

REGENIREGENI

 

Per l'Egitto saranno presenti due magistrati e tre ufficiali di polizia egiziani, per l'Italia il Procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone, il pm Sergio Colaiocco e gli investigatori del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri che seguono il caso. Gli egiziani arrivano al tavolo con un dossier sulla morte del ricercatore italiano di duemila pagine che include un esame compiuto su 200 persone di diverse nazionalità che avevano rapporti con la vittima.

 

erri de luca manifestazione per giulio regenierri de luca manifestazione per giulio regeni

Ma non è detto che si tratti dei documenti richiesti più volte dall'Italia, ritenuti indispensabili per fare passi in avanti verso la verità, dopo i depistaggi - ultimi quello di un omicidio commesso da una banda di rapinatori; e di un "incrocio" tra l'omicidio Regeni e un traffico di reperti archeologici gestito da una banda locale - da parte delle autorità egiziane, censurati pubblicamente dal governo italiano.

 

il manifesto prima pagina con gli articoli di giulio regeni dopo la morteil manifesto prima pagina con gli articoli di giulio regeni dopo la morte

L'interesse italiano è su piu' fronti, a cominciare dai video dei luoghi frequentati da Regeni il 25 gennaio (giorno della scomparsa), nel tentativo di individuare il ricercatore, o suoi amici, o persone la cui identificazione può essere di interesse investigativo. Ugualmente, le immagini video potrebbero essere utili - secondo gli investigatori - per individuare furgoni o automobili sospette, che potrebbero in qualche modo essere in collegamento con la scomparsa di Regeni.

 

giulio regeni paz zarategiulio regeni paz zarate

L'Italia chiede con insistenza anche i dati raccolti dalle celle telefoniche dei luoghi sicuramente frequentati quel 25 gennaio da Regeni, la cui "lettura" potrebbe dare una svolta decisiva alle indagini; e, inoltre, ogni elemento raccolto dalle autorità egiziane relativo al periodo dal 25 gennaio al 3 febbraio, data, quest'ultima, del ritrovamento del cadavere. Non solo: gli investigatori vorrebbero anche copia del verbale di ritrovamento del cadavere di Regeni, per verificare la compatibilità della descrizione della salma con quanto rilevato al momento dell'autopsia.

 

giuseppe pignatonegiuseppe pignatone

E, inoltre, i verbali di tutte le testimonianze raccolte dagli investigatori egiziani: sia quelle degli amici del giovane italiano, sia quelle delle altre persone ascoltate dalla polizia. E ancora, una parola definitiva sul ritrovamento, il 24 marzo scorso, dei documenti di Giulio Regeni nell'abitazione della sorella del capo di una banda specializzata in sequestri e rapine di stranieri.

 

Infine, gli investigatori italiani - secondo quanto si è appreso - potrebbero chiedere anche informazioni sull'interesse che le autorità egiziane avessero per le ricerche di Regeni, in particolare per i suoi incontri con il sindacato degli ambulanti e per quel progetto, solo abbozzato e forse non gradito al Cairo, che era nella mente del ricercatore italiano, di chiedere un finanziamento da 10mila sterline alla Antipod Foundation per promuovere un programma di sviluppo proprio in Egitto.

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