giorgia meloni viktor orban - meme by edoardo baraldi

ORBAN, UN PUZZONE PORTA GUAI – DAL PARTITO POPOLARE RIBADISCONO CHE L’INGRESSO DEL PREMIER UNGHERESE NEL GRUPPO DEI CONSERVATORI GUIDATO DA GIORGIA MELONI RISCHIA DI CONGELARE IL DIALOGO TRA IL PPE ED ECR: “ACCOGLIERE FIDESZ METTE IN DISCUSSIONE LA CREDIBILITÀ DI MELONI SULLA GUERRA IN UCRAINA, L’EUROPEISMO E IL RISPETTO DEI DIRITTI” – ANCHE IL PARTITO DI ZEMMOUR E MARION MARECHAL, "RECONQUETE!", ENTRERA' NEL GRUPPO ECR...

IL PARTITO DI ZEMMOUR E MARION MARECHAL NEL GRUPPO ECR  
(ANSA) - STRASBURGO, 07 FEB - Reconquete!, il partito di ultradestra francese fondato da Eric Zemmour e del quale è vicepresidente Marion Marechal-Le Pen, entra nel gruppo dei Conservatori e Riformisti. Ad annunciarlo a Strasburgo, in un punto stampa, sono il co-presidente del gruppo Ecr Nicola Procaccini, Marion Marechal e Nicolas Bay, eurodeputato di Reconquete!, che finora militava tra i non iscritti all'Eurocamera.

 

Estratto dell’articolo di Francesca Basso per il “Corriere della Sera”

 

GIORGIA MELONI VIKTOR ORBAN

L’ingresso dopo le elezioni europee del partito di Viktor Orbán, Fidesz, nel gruppo dei conservatori Ecr, di cui fa parte Fratelli d’Italia, rischia di raffreddare le prove di dialogo tra il Ppe e Giorgia Meloni al Parlamento Ue. È il messaggio non troppo velato che arriva da fonti del Ppe.

 

E l’annuncio che dovrebbe fare oggi il copresidente del gruppo Nicola Procaccini dell’entrata nell’Ecr dell’eurodeputato francese Nicolas Bay del partito di estrema destra Reconquête! di Éric Zemmour (capolista per le Europee Marion Maréchal Le Pen), non migliorerà la situazione.

 

Zemmour è considerato ancora più estremo di Marine Le Pen, il cui Ressemblemet National è in Identità e democrazia (ID), dove milita anche la Lega e nei confronti del quale al Parlamento Ue è stato attivato un «cordone sanitario», gli eurodeputati di ID sono esclusi da tutte le cariche.

 

nicolas bay

Fonti del Ppe spiegano che questo spostamento dell’Ecr verso l’anima più anti-europeista, incarnata finora dal partito polacco Diritto e Giustizia (Pis), renderà molto difficile ogni forma di relazione con Fratelli d’Italia.

 

Le posizioni di Fidesz sulla Russia e la guerra in Ucraina, e il mancato rispetto dello Stato di diritto in Ungheria sono linee rosse che i popolari non intendono oltrepassare. Del resto Fidesz ha lasciato il Ppe nel 2019 prima di esserne cacciato proprio per le posizioni incompatibili con il gruppo. «Accogliere Fidesz mette anche in discussione la credibilità di Meloni su questi temi», spiega una fonte del Ppe.

 

MANFRED WEBER INCONTRA GIORGIA MELONI A PALAZZO CHIGI - 11 NOVEMBRE 2022

Orbán gioca bene le sue carte e c’è un motivo se ha bussato alla porta dell’Ecr e non a quella di ID nonostante lo corteggi in modo aperto. In ID c’è il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) e il premier ungherese sa che «quella è la linea rossa dei tedeschi: in Ungheria ci sono enormi investimenti a cominciare dalle case automobilistiche e Orbán non vuole rischiare di perderli. In Italia si deve capire che Fidesz è diventato tossico nello spazio politico europeo: chi salva Orbán perde di credibilità a livello europeo», prosegue la fonte.

 

È una sorta di avvertimento alla premier Meloni nonostante da tempo ripeta che il suo partito sosterrà Ursula von der Leyen, che è del Ppe, quando il Parlamento Ue dovrà votare per la sua riconferma se si ricandiderà. Von der Leyen dovrebbe sciogliere la riserva il 19 febbraio ma sarà il congresso del Ppe a Bucarest il 6 e 7 marzo a ufficializzarne la corsa.

 

Giorgia Meloni Viktor Orban Mateusz Morawiecki

«La linea dell’Ecr probabilmente sarà contro von der Leyen — viene osservato —. Votando per lei, Meloni e il suo partito rischiano di mettersi in minoranza» se continua la campagna acquisti tra l’estrema destra. I sondaggi danno i due gruppi di destra ed estrema destra in grande crescita.

 

ID potrebbe diventare il terzo gruppo dietro ai Popolari, che si conferma la forza principale, e i socialisti. L’Ecr sarebbe il quinto gruppo per una manciata di voti di differenza dai liberali di Renew Europe (i 10 seggi attribuiti a Fidesz rappresentano quindi un tesoretto che fa gola). Giugno è ancora lontano e i risultati delle urne possono cambiare.

 

Ma un Ecr fortemente anti-Ue, fanno capire dal Ppe, non farebbe che rafforzare l’asse con socialisti, liberali e Verdi, che si sono già offerti di entrale nella prossima maggioranza di governo purché ci siano chiari impegni per portare avanti il Green deal, in questi giorni sotto attacco da parte delle forze di centrodestra e destra. […]

meloni orbanMANFRED WEBER A PALAZZO CHIGI PER INCONTRARE GIORGIA MELONI

 

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