LA PAGNOTTA E' LITTORIA! - A PADOVA C'E' UN FASCIO-PANETTIERE, VALERIANO ANDRONI, CHE SULLE PROPRIE BUSTE HA FATTO STAMPARE UNA POESIA DI MUSSOLINI CHE RECITA: "AMATE IL PANE, CUORE DELLA CASA, PROFUMO DELLA MENSA, GIOIA DEL FOCOLARE..." - IL COMPONIMENTO E' FIRMATO CON UNA "M", MA IL FORNAIO RIVENDICA DI ESSERE UN CAMERATA: "SONO DIVENTATO MILITANTE DA RAGAZZINO E HO SEMPRE PORTATO AVANTI CERTI VALORI..."
Estratto dell'articolo di Gabriele Pipia per www.ilgazzettino.it
«Amate il pane, cuore della casa, profumo della mensa, gioia del focolare...». Comincia così la poesia scritta sui sacchetti consegnati ogni giorno dallo storico panificio Androni del quartiere Mandria, zona sud di Padova. Un inno al prodotto che quattro generazioni della stessa famiglia sfornano tutte le mattine da 107 anni.
Chissà quanti clienti in questi decenni hanno letto quelle parole senza conoscere l’autore e senza soffermarsi su quella firma composta da un’unica lettera: “M”. Già, perché la “Poesia del pane” fu scritta nel 1928 da Benito Mussolini e il fornaio che oggi la ripropone rivendica con orgoglio una lunga tradizione fascista.
«Non mi nascondo, sono diventato militante da ragazzino e ho sempre portato avanti certi valori» spiega Valeriano Androni, titolare di un panificio in cui la stessa poesia è affissa in bella mostra anche dietro il bancone. Androni, però, sapeva benissimo che prima o poi qualche cliente avrebbe potuto storcere il naso e farlo notare pubblicamente. [...]
Per raccontare il nuovo capitolo bisogna partire dal contesto e raccontare che la famiglia Androni è storicamente nota negli ambienti della destra padovana, dal Fascismo a Forza Nuova. Lo premette lo stesso Valeriano, 65 anni, affiancato dai figli: «Il panificio venne aperto da mio nonno nel 1919. La mia è una famiglia di credenti e combattenti.
C’è chi ha combattuto con il Battaglione Mussolini e chi è finito in prigione in Sudafrica. Dopo la Seconda guerra mondiale abbiamo subito due attentati. Una bomba è esplosa proprio qui vicino, un’altra dall’altro lato della strada. I partigiani ci avevano preso di mira. Io sono entrato nel Fronte della Gioventù a 13 anni.
Mi portò mio padre Giovanni: avevo un cognome conosciuto e non mi facevano nemmeno giocare in patronato. Ho sempre continuato a stare in prima linea nell’organizzazione di tante cerimonie come quelle per le foibe, per i delitti di Mazzola e Giralucci, per l’eccidio di Codevigo. Sono anche presidente del Raggruppamento nazionale combattenti e reduci della Repubblica sociale italiana. Faccio tutto alla luce del sole».
Talmente alla luce da sole da decidere di mettere la poesia del Duce sui sacchetti. «Quelle sono parole molto belle a prescindere da chi le ha scritte, direi lo stesso se l’autore fosse stato Togliatti». La poesia compare su vari sacchetti in diverse zone d’Italia, ma Androni rivendica il primato: «Noi ci abbiamo pensato prima di tutti, già 35 anni fa. La firma per esteso non serve, basta una M. Chi vuole capire capisce...».
E la gente capisce? «Abbiamo avuto sempre buoni rapporti con tutti indipendentemente dalla politica. Noi pensiamo semplicemente che su quel periodo storico siano state scritte tante falsità. Sono state fatte cose sia giuste che sbagliate». Non la pensa così un cliente che su Google recensisce il panificio con queste parole: «Posto piacevole, mi disturba solo la presenza di un enorme pannello con una poesia di Mussolini sul pane. Hanno omesso la firma alla fine, ma io la conosco». [...]


