volodymyr zelensky

LE DUE PARTI IN COMMEDIA DI ZELENSKY - LA PARABOLA DELL’EX COMICO DIVENTATO PRESIDENTE IN UCRAINA: ACCUSATO DI ESSERE FILO-PUTIN PER IL SOLO FATTO DI ESSERE RUSSOFONO, ORA SI TROVA A DOVER GESTIRE LE MINACCE DI MOSCA E A TENTARE DI RASSICURARE I SUOI CITTADINI DAL PANICO OCCIDENTALE - IL J’ACCUSE CONTRO USA E UE A MONACO: “SE VOLETE AIUTARCI DAVVERO, NON C'È BISOGNO DI ANNUNCIARE COSTANTEMENTE LE DATE DI UNA PROBABILE INVASIONE. NOI DIFENDEREMO LA NOSTRA TERRA…” - VIDEO

 

 

Anna Zafesova per "la Stampa"

 

zelensky putin

Essere Volodymyr Zelensky non è mai stato facile, ma oggi non esiste un mestiere più complicato al mondo di quello del presidente ucraino. Da un lato, Vladimir Putin gli punta addosso 150 mila fucili russi mentre si rifiuta di incontrarlo per tentare un'intesa.

 

Dall'altro, Joe Biden incalza gli alleati con il pericolo di un'imminente invasione russa, che ancora prima di iniziare ha già provocato una fuga di capitali dall'Ucraina, diventata destinazione sconsigliata da governi di mezzo mondo, con le maggiori compagnie aeree che cancellano i voli verso Kiev e gli investitori che mettono i loro progetti in freezer.

volodymyr zelensky mangia con i soldati

 

In casa ha ad est i separatisti filorussi che fanno piovere colpi di mortaio sulla linea del fronte, sperando che prima o poi ai militari ucraini saltino i nervi, e a ovest gli oligarchi che si imbarcano sui loro jet privati per scappare da un'invasione che appare sempre più probabile.

 

VLADIMIR ZELENSKY

Alla porta del Mariinsky, lo splendido palazzo settecentesco della presidenza, si avvicendano cortei di leader internazionali ansiosi di offrire solidarietà, in una concentrazione mai vista a Kiev.

 

Ma dalla tribuna della conferenza sulla sicurezza di Monaco - dove è andando sfidando apertamente il consiglio di Biden di restare a casa - Zelensky ha dato sfogo a rabbia e amarezza: «Apprezziamo qualunque aiuto, ma non chiediamo beneficenza... I missili stanno piovendo sulle nostre città, non su quelle europee». La platea di Monaco che applaude in piedi il presidente ucraino segna la consacrazione di un ex attore come un leader di statura internazionale.

 

TRUMP ZELENSKy 1

Perfino molti dei suoi detrattori, gli elettori del suo arcirivale Petro Poroshenko che l'hanno sempre sospettato di una «zrada», un tradimento verso i russi, ora plaudono al coraggio e alla maturità di un politico che bollavano come «pagliaccio». Ma non era il successo al quale il 44enne comico di Kryvyj Rih aspirava quando, tre anni fa, ha vinto le elezioni con uno strabiliante 71%, unendo Est e Ovest dell'Ucraina in un sogno che prometteva di entrare in Europa facendo la lotta agli oligarchi e la pace con la Russia.

 

autobomba a donetsk

La sua campagna elettorale è stata un fenomeno senza precedenti dell'era mediatica: già famosissimo con gli spettacoli e i film del suo collettivo Kvartal 95, Zelensky ha girato una serie televisiva, «Servo del popolo», in cui ha interpretato un professore di liceo di Kiev diventato presidente per caso. Le tre stagioni sono state un capolavoro di satira politica, ma anche un programma elettorale in formato sit-com che ha spiazzato la classe dirigente ucraina, catapultando «Ze» (o il suo personaggio) alla presidenza tra l'esultanza degli elettori soprattutto giovani, e lo scandalo dell'intellighenzia che lo vedeva come l'incarnazione del populismo, paragonato a Donald Trump o a Beppe Grillo.

 

la trascrizione della telefonata tra trump e zelensky su biden 1

Zelensky però è un riformista e un europeista, e da russofono di origine ebraiche che ha girato la serie che gli è valsa la presidenza interamente in russo, è una smentita vivente del mito di un'Ucraina discriminatoria. Semmai sono i suoi metodi da star dello spettacolo ad aver fatto temere che si sarebbe dedicato più alle apparenze. La sua inesperienza, e l'ingenuità dei debuttanti del suo partito «Servo del popolo» che ha preso la maggioranza alla Rada, hanno fatto sperare sia Putin sia Trump.

 

meeting normandia voldymyr zelensky vladimir putin emmanuel macron

Ma proprio nella prova dell'Ukrainagate il comico ha mostrato di essere molto più abile del previsto. Stretto tra Trump che gli chiedeva di indagare il figlio di Biden, minacciando di togliere all'Ucraina gli aiuti, e i democratici che pur di incastrare The Donald avrebbero sacrificato un governo a Kiev, era riuscito a evitare una trappola mortale senza dire esplicitamente no al primo, e facendo capire che non avrebbe mai detto sì ai secondi.

 

Da allora, la posizione tra il martello e l'incudine è diventata il marchio di fabbrica del sesto presidente ucraino. Negli ultimi giorni ha polemizzato apertamente con Biden, facendo videoappelli rassicuranti ai concittadini che smentivano le dichiarazioni allarmanti del presidente americano (anche perché sarebbe toccato poi a Zelensky dominare l'eventuale panico).

VLADIMIR ZELENSKY

 

L'analista di Carnegie Moscow Konstantin Skorkin ritiene che a Washington molti vorrebbero veder tornare il più ligio Poroshenko, che con i venti di guerra è risalito nei sondaggi. Ma a Monaco il presidente ucraino non ha risparmiato critiche anche ai leader europei «che non sanno cosa significa incontrare ogni giorno le famiglie dei caduti», rievocando il celebre «Perché morire per Danzica?» come esempio di un «appeasement» che rischia di ripetersi sulla pelle dell'Ucraina.

 

ZELENSKY

Agli alleati occidentali Zelensky rivolge toni ironici ereditati dal suo mestiere precedente: «Se volete aiutarci davvero, non c'è bisogno di annunciare costantemente le date di una probabile invasione. Noi difenderemo la nostra terra, in qualunque giorno. Abbiamo più bisogno di altre date. Sapete perfettamente quali».

 

Quelle per l'adesione alla Ue e alla Nato, che l'Europa non ha mai voluto dare nonostante «gli ucraini siano morti in nome della scelta europea». Gli scandali di corruzione dei «servi del popolo», gli scontri con gli oligarchi e i giornalisti, il disastro della pandemia e la caduta nei sondaggi, tutto passa in secondo piano di fronte a un attacco che appare imminente. E che segnerebbe la fine di Zelensky: un'Ucraina in guerra vorrebbe politici molto più duri.

soldati ucraini 1soldati ucraini 2esercitazione russa e bielorussa 4vladimir zelensky giura da presidente dell'ucraina 10vladimir zelensky 6vladimir zelensky 2voldymyr zelensky emmanuel macrontruppe russe crimea vladimir putin EVACUAZIONE BAMBINI UCRAINAputin e lukashenko guardano le esercitazioni militariesercitazione russa e bielorussa 1esercitazione russa e bielorussa 3esercitazione russa e bielorussa 2angela merkel ha un malore durante la visita del capo di stato ucraino zelensky a berlino 3vladimir zelensky 7trascrizione della chiamata trump zelenskyvoldymyr zelensky emmanuel macron vladimir putinolaf scholz volodymir zelensky zelenskyvolodymyr zelensky e vladimir putin 1volodymyr zelensky e jens stoltenberg 6meeting normandia voldymyr zelensky angela merkel emmanuel macron vladimir putin vladimir zelensky 5UN SELFIE CON VLADIMIR ZELENSKYvladimir zelensky giura da presidente dell'ucraina 9vladimir zelensky 4vladimir zelensky giura da presidente dell'ucraina 3vladimir zelensky giura da presidente dell'ucraina 2vladimir zelensky giura da presidente dell'ucraina 1vladimir zelensky 8

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...