lorenzo guerini vincenzo enzo amendola xi jinping luigi di maio

“SE AL GOVERNO FOSSIMO STATI NOI, IL MEMORANDUM CON LA CINA NON L’AVREMMO FIRMATO” – ENZO AMENDOLA E LORENZO GUERINI FANNO CAPIRE A DI MAIO CHE BISOGNA TORNARE ALLE CARE VECCHIE ALLEANZE E SMETTERE DI BACIARE LA PANTOFOLA A XI JINPING, O GLI AMERICANI SI INCAZZANO – ORA INVOCANO PURE UN’INDAGINE SULLE ORIGINI DEL VIRUS, DOPO 8 MESI IN CUI SIAMO STATI COMPLICI DELLA PROPAGANDA DI PECHINO. MEGLIO TARDI CHE MAI…

 

 

 

 

 

Mattia Soldi per www.formiche.net

XI JINPING GIUSEPPE CONTE

 

“Se al governo fossimo stati noi, il Memorandum con la Cina non lo avremmo mai firmato”. Le parole contano in politica, e pesano se a pronunciarle è una delle figure più autorevoli del governo e del Pd.

 

luigi di maio xi jinping

Il ministro Enzo Amendola era in un seminario organizzato dal Centro Studi Americani e in un dialogo con gli ex ministri Tria e Tremonti ha voluto spiegare con estrema chiarezza la sua posizione. La grande intesa con Pechino siglata dal Conte 1 a trazione Lega-M5S e recentemente rivendicata ancora dal ministro degli esteri Di Maio è una iniziativa disconosciuta dal Partito Democratico. Una posizione fortissima che non viene usata in termini polemici con l’alleato grillino (Amendola ha un rapporto di dialogo consolidato con Di Maio) ma che è destinata ad incidere non poco nella postura del Conte 2.

lorenzo guerini con mark esper

 

Per molto tempo infatti la formazione guidata da Nicola Zingaretti aveva evitato di prendere una posizione netta rispetto all’infatuazione cinese dei partner di governo. La imbarazzante radicalità di Alessandro Di Battista e la reazione sempre più esplicita dell’amministrazione Usa (da ultimo l’intervista del segretario della Difesa Esper) hanno sciolto i dubbi residui.

Lorenzo Guerini

 

Che l’uscita del ministro degli affari europei non sia un fulmine a ciel sereno trova conferma nelle dichiarazioni del collega Lorenzo Guerini. Il titolare della Difesa ha sempre avuto una posizione filo-atlantica in modo trasparente e coerente ma anche prudente dal punto di vista comunicativo.

 

luigi di maio xi jinping

Sul quotidiano La Repubblica, ora diretto da Maurizio Molinari, ha scelto di esprimere in modo netto le sue riserve per la gestione cinese dell’emergenza sanitaria. È una prima volta per un esponente di questo governo. Per quanto le parole sono misurate, anche in questo caso pesano. E sono destinate a cambiare il rapporto di forze all’interno di maggioranza. Che l’Italia sia saldamente ancorata alla Nato è uno slogan che in Europa e negli Stati Uniti si sono stancati di registrare come un disco rotto. Guerini richiama in particolare l’attenzione sulla necessità di avviare un’indagine per accertare in trasparenza le origini del virus. Iniziativa, questa, che trova il pieno supporto della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, per cui “sarà necessario lavorare sulla trasparenza dopo la crisi”.

 

giuseppe conte lorenzo gueriniGIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMP

L’alleanza atlantica non è una foglia di fico dietro la quale nascondere le manovre di politica estera più spericolate. Questo fraseggio ripetuto sempre più stancamente dai vertici del governo non convincono più. Ecco perché le uscite di Amendola e Guerini segnano una fase nuova. All’insegna di un equilibrio basato sulla relazione con l’Europa e con gli Stati Uniti che naturalmente non significa essere anti-cinesi. La musica è cambiata.

luigi di maio xi jinping

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…