ursula von der leyen giuseppe conte

COSA PENSANO IN EUROPA DELLA CRISI DEL GOVERNO E DELL’OPERAZIONE RESPONSABILI? - IL MESSAGGIO È CHIARO: "NESSUNO IN QUESTO MOMENTO CONSIDERA CONTE INSOSTITUIBILE" - PER BRUXELLES, CHE HA GIÀ BOCCIATO IN VIA INFORMALE IL RECOVERY PLAN ITALIANO, LO SCENARIO PEGGIORE SONO LE URNE: "IL GOVERNO ITALIANO DOVRÀ GESTIRE UNA FASE CRUCIALE E HA BISOGNO DI RAFFORZARSI, NON DI INDEBOLIRSI. UNA MAGGIORANZA RISICATA È SINONIMO DI INSTABILITÀ”

giuseppe conte e ursula von der leyen a bruxelles

Marco Bresolin per “la Stampa”

 

Un ritorno alle urne è certamente lo scenario considerato più preoccupante. Ma il tentativo di mettere insieme una maggioranza risicata, sulle spalle di pochi «responsabili costruttori», lascia molti dubbi ai piani alti delle istituzioni dell' Unione europea. E, a quanto risulta, anche nelle principali cancellerie del Vecchio Continente. Dove al momento nessuno, a differenza di quanto successo nell' estate del 2019, è uscito allo scoperto per sostenere la riconferma di Giuseppe Conte a Plazzo Chigi.

 

ursula von der leyen incontra giuseppe conte a palazzo chigi 3

«Il presidente Conte è stato uno dei migliori esempi di lealtà in Europa» disse in conferenza stampa al G7 di Biarritz l'allora presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. Oggi, invece, tutti tacciono.

 

Diverse fonti Ue premettono che in questa fase non c'è alcuna intenzione di immischiarsi nelle dinamiche politiche italiane. A Bruxelles si considerano «osservatori attenti», ma senza alcun tipo di ruolo attivo. «Siamo in modalità 'wait and see'», dicono. Aspettano e guardano, nella speranza che il tutto si risolva al più presto e nel migliore dei modi.

 

christine Lagarde

La necessità di una soluzione rapida della crisi è l' unico punto che viene apertamente sottolineato nelle dichiarazioni ufficiali, che comunque sono scarse e striminzite. Dietro la garanzia di anonimato, però, più di una fonte racconta gli umori e le sensazioni di questi attenti osservatori dei movimenti politico-istituzionali che sono in corso nel Paese che ha il secondo debito pubblico d' Europa e che è destinatario della fetta più grande del Next Generation EU.

 

Un ritorno alle urne, come è noto, mal si concilia con la necessità di fare in fretta. Lo scioglimento delle Camere, la campagna elettorale e i prevedibilmente difficili negoziati per formare una nuova maggioranza paralizzerebbero l'Italia per diversi mesi proprio nel momento in cui bisogna prendere decisioni-chiave. A questo si aggiungono i timori per un possibile ritorno al potere delle forze apertamente euro-critiche. «Per questo - confida una fonte Ue -, nel rispetto delle prerogative del capo dello Stato, ci auguriamo che gli attori politico-istituzionali valutino tutte le strade per evitare il voto anticipato».

ursula von der leyen incontra giuseppe conte a palazzo chigi 1

 

La mossa di Matteo Renzi viene stigmatizzata perché ha scatenato un caos di cui tutti avrebbero fatto volentieri a meno. Ma tra le soluzioni per uscirne, quella della caccia ai responsabili viene vista con po' di scetticismo e tanta preoccupazione. «Il governo italiano - fa notare un' altra fonte europea - dovrà gestire una fase cruciale e ha bisogno di rafforzarsi, non di indebolirsi. Una maggioranza risicata, in balìa di pochi senatori, è sinonimo di instabilità e immobilismo». E allora quali sono le alternative?

 

paolo gentiloni valdis dombrovskis

I diversi interlocutori da noi consultati a questo punto si fermano. Non se la sentono di "proporre" possibili vie d' uscita, ma uno di loro rivela che "nessuno in questo momento considera Conte insostituibile". Lo dice facendo notare che è difficile trovare dichiarazioni di leader europei in suo sostegno. L' unico a uscire allo scoperto è stato il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, che nei giorni scorsi si era detto sicuro che «il presidente Conte e le forze di governo sappiano superare questo momento di difficoltà proteggendo gli italiani dall' irresponsabilità».

 

DAVID SASSOLI

Ma la presa di posizione di Sassoli è certamente influenzata dal suo passaporto e soprattutto dalla sua appartenenza politica. Lo stesso Paolo Gentiloni, dopo il silenzio dei giorni scorsi, ieri è parso molto più misurato. «La Commissione - si è limitato a dire il commissario all' Economia durante un evento di "Internazionale" - si augura sempre di avere interlocutori stabili, impegnati nelle comuni sfide europeiste. E qui mi fermo perché sto facendo training autogeno».

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