nardella

PER DARE UNA “MOSCHEA” AI MUSULMANI DI FIRENZE, NARDELLA FA INFURIARE MEZZA TOSCANA - IL SUCCESSORE DI RENZI ASSEGNA LA CASERMA GONZAGA ALLA COMUNITÀ ISLAMICA PER LE CELEBRAZIONI DEL RAMADAN - SINISTRA E CENTRODESTRA IN RIVOLTA E SI INCAZZA PURE L’IMAM

matteo renzi dario nardellamatteo renzi dario nardella

Marcello Mancini per “la Verità”

 

«Renzianizzarsi» senza essere Renzi può essere rischioso. Il mite Nardella, sindaco di Firenze, spesso criticato per le differenze con il suo irruente predecessore, sprovvisto di manuale del perfetto decisionista, piuttosto considerato un saggio temporeggiatore, s' è messo a fare il Renzi ed è scoppiato un putiferio. Oggetto del contendere, la sede della moschea concessa alla comunità islamica che, senza ascoltare tanti pareri, Nardella ha individuato nella ex caserma Gonzaga, che per anni ha ospitato il mitico corpo militare dei Lupi di Toscana.

 

saltalamacchia nardellasaltalamacchia nardella

Trentatremila metri quadrati dismessi da tempo, per i quali è stato bandito un concorso internazionale e per la cui destinazione s' è discusso tanto fra associazioni, partiti e, soprattutto il comune di Scandicci. Perché l' ex caserma è proprio sul confine di Firenze e Scandicci, vicinissima all' ospedale di Torregalli, presidio sanitario per chi vive nell' area fiorentina: è nel territorio di Palazzo Vecchio, ma l' attività ricade soprattutto nel comune vicino.

 

PATATA BOLLENTE

Il sindaco Nardella, che è anche il presidente dell' Area metropolitana, s' è fatto forte di questo ruolo e ha tirato diritto per la sua strada. Lo scontro con il suo collega Sandro Fallani, ovviamente pd ma moderatamente renziano, è diventato una patata bollente per il partito. Anzi: proprio una questione politica. Tant' è che è sceso in campo a far da paciere, il segretario metropolitano, Fabio Incatasciato, anche lui renziano morbido.

 

NARDELLANARDELLA

La crisi amministrativa è complicata dall' aspetto turbolento del carattere fiorentino, soprattutto quando di mezzo c' è la presunta prepotenza del capoluogo. Insomma, gli scandiccesi accusano Nardella di essersi comportato con arroganza, e Firenze di averla fatta, come al solito, da padrona. Basta sentire che cosa dice la vice capogruppo dem in Regione, Monia Monni, che a Scandicci e dintorni riconosce il suo bacino elettorale: «Nardella ricorre a vecchi metodi che hanno sempre generato tensione tra la Firenze invadente e arrogante e i territori che si sono fatti carico di risolvere i suoi problemi». Il problema è che la moschea e il centro islamico, oggi sono sistemati in un garage nel centro di Firenze, in una posizione disagiata per chi li frequenta e soprattutto esposta ai malumori dei residenti.

 

superluna a firenzesuperluna a firenze

PARTITO INVISCHIATO

Ora il Pd non sa come venirne fuori. Anche perché vive le contraddizioni del concetto di accoglienza: da una parte il favore, almeno a parole, verso la costruzione di moschee per garantire a tutti la libertà di culto, come da manuale della sinistra; dall' altra la difficoltà a tenere a bada la gente, che la moschea non la vuole proprio accanto all' uscio di casa, perché non si fida dei musulmani.

 

Che significa, in un momento come questo, perdere un sacco di voti, dettaglio che non sfugge a nessuno dei democratici.

IZZEDDIN ELZIRIZZEDDIN ELZIR

Nardella ha impugnato il piglio governativo: «Viviamo una situazione di emergenza, perché in città ci sono 30.000 fedeli musulmani, che hanno diritto di pregare in luoghi dignitosi». E dunque? Ecco l' avvertimento al sindaco di Scandicci: «D' ora in poi tutti devono fare la loro parte, sennò vince il principio del Nimby, acronimo per not in my backyard, cioè non nel mio cortile. Mettere d' accordo tutti è impossibile: se crediamo di trovare l' unanimità su questo tema prendiamo in giro i fiorentini e la comunità musulmana E io, sindaco di Firenze e sindaco metropolitano, non sto al gioco di rimanere stritolato tra tutti quelli che la vogliono cotta, cruda, semicruda o semicotta. Ora si facciano avanti anche gli altri.

 

Perché non può essere solo un problema di Dario Nardella». Ma Fallani non lo segue, anche perché deve rendere conto a quanti finora si erano espressi sul destino dell' ex caserma, che tutto prendeva in esame fuorché l' ipotesi di ospitare una moschea. C' era anche l' idea di realizzare alloggi ad affitto calmierato per 250 giovani coppie. E voi capite quanto l' argomento sia sensibile e la differenza costituisca materia assai più popolare (o populista?) della moschea.

IZZEDDIN ELZIR CON NARDELLAIZZEDDIN ELZIR CON NARDELLA

 

L'IMAM ALLA FINESTRA

Chi sta a guardare è l' imam Izzeddin Elzir, personaggio assai noto, perché come presidente dell' Unione delle comunità islamiche, è spesso ospite di programmi televisivi. Prima si è visto promettere la soluzione opulenta, cioè l' ex caserma, poi gli hanno rivoltato la frittata, perché Nardella, nel tentativo di evitare la crisi istituzionale, ha innestato la retromarcia: «La mia era solo una proposta temporanea per il prossimo Ramadan che cade il 27 maggio - ha corretto il tiro - poi è chiaro che si può valutare come soluzione definitiva». La risposta di Elzir: «Se è così tenetevi l' ex caserma, a noi interessa una proposta vera».

 

Dunque siamo punto e a capo. Il Pd in tempesta che si prepara alle primarie del 30 aprile, proprio qui, a casa di Renzi, aggiunge un altro motivo alle contrapposizioni già abbastanza dure. Che vengono vissute non solo fra i renziani e gli orlandiani, per così dire, cioè quelli che catalizzano gli ex ds. Ma anche fra le correnti renziane, che ci sono e scorrono come un fiume carsico. Il leader Matteo non avrà apprezzato questa devastante fuga in avanti del suo fedelissimo Nardella, che ha fatto arrabbiare tutti. Proprio ora, nel momento più sbagliato. Lui non l' avrebbe fatto. E c' è da giurare che, a modo suo, non mancherà di farglielo sapere.

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