DOVE NON METTE PIEDE OBAMA, ARRIVA PUTIN - PER “TIMES” E “TELEGRAPH” CI SAREBBERO SOLDATI RUSSI A COMBATTERE IN SIRIA AL FIANCO DI ASSAD - ZAR VLAD VUOLE PUNTELLARE IL REGIME: ORA QUALUNQUE DECISIONE INTERNAZIONALE SU DAMASCO PASSA PER MOSCA

Carlo Panella per “Libero Quotidiano”

 

ASSAD PUTINASSAD PUTIN

Militari russi combattono in Siria: la notizia clamorosa è riportata dal "Times" e dal "Telegraph" che citano la televisione di Stato Siriana. Nel corso del telegiornale infatti, l' emittente di Assad ha trasmesso un servizio di tre minuti che mostra un blindato armato per il trasporto delle truppe tra i più avanzati di Mosca: un BTR-82A APC. Ha otto ruote motrici, è dotato di una torretta con sistemi di visione notturna ed armato con un cannone da 30 mm e con una mitragliatrice da 7,62 mm.

 

Nel video inoltre si sentono voci parlare in russo. Non basta, nel servizio si afferma che le immagini si riferiscono a combattimenti in corso sulle montagne che circondano Latakia, "capitale" della regione abitata dagli alauiti. Le alture che circondano Latakia sono in larga parte controllate dai miliziani dell' Isis che lanciano razzi e missili sul centro abitato e che mercoledì hanno portato a segno nel centro della città un attentato con autobomba che ha fatto 10 morti.

 

VLADIMIR PUTIN CON LA PISTOLA jpegVLADIMIR PUTIN CON LA PISTOLA jpeg

Nel servizio si afferma inoltre che il villaggio di Slunfeh sarebbe controllato dai soldati russi. Il tutto, dopo che il Mossad ha rivelato nei giorni scorsi che 6 modernissimi Mig-32 russi con equipaggio russo sono stati forniti alla Siria e che il Fronte al Nusra (al Qaida) ha pubblicato su Internet immagini di droni russi che operano (manovrati da personale russo) sulla zona di Idlib.

 

La notizia è doppiamente clamorosa: rivela che Vladimir Putin ha deciso di impegnare direttamente le sue forze armate per impedire il crollo verticale del regime di Assad e per garantire che la roccaforte degli alauiti e quindi di Assad, non cada mai nelle mani dei ribelli.

obama netanyahu assad isis 1obama netanyahu assad isis 1

 

Ma è ancora più indicativo che Assad renda pubblico questo impegno militare russo su suolo siriano attraverso la sua televisione ufficiale. Un segno di debolezza, perché certifica che ormai non è più sufficiente l'impegno militare al suo fianco dei pasdaran iraniani e degli Hezbollah libanesi ed è indispensabile che sia la Russia in prima persona a garantirgli una possibilità di arrocco, di fuga nella sua Latakia nel caso anche Damasco sia perduta.

 

uomo ferito da un bombardamento di forze alleate ad assaduomo ferito da un bombardamento di forze alleate ad assad

Ma anche un segnale forte alla platea internazionale: l' impegno militare russo impedirà qualsiasi tracollo del regime baathista e obbligherà sempre e comunque a una soluzione concordata in cui Putin farà la parte del leone. C' è poi una terza notizia rivelatrice: il portavoce di Putin non ha assolutamente smentito l' impiego militare su suolo siriano e si è limitato a un giro di frase: «Sapete che c' è una interazione tra la Russia e la Siria. La cooperazione è stata mantenuta, è un processo permanente. Non vorrei darvi dettagli più specifici».

 

L ESECUZIONE DI UN FEDELE DI ASSAD DA PARTE DI RIBELLI SIRIANI L ESECUZIONE DI UN FEDELE DI ASSAD DA PARTE DI RIBELLI SIRIANI

A fronte di questa gravissima escalation della crisi siriana, suona sempre più allucinante e inquietante il silenzio della Amministrazione Usa e quello di Barack Obama. Atteggiamento che ha una sola ragione: se Washington denunciasse questa ingerenza militare russa in Siria a difesa di Assad, salterebbe tutta l' impalcatura geopolitica su cui si regge l' accordo sul nucleare con l' Iran che sarà bocciato nei prossimi giorni dal Senato Usa (ma rimarrà in vigore perché Obama opporrà il suo veto alla bocciatura).

 

L' Iran, infatti, non può tollerare di perdere l' indispensabile alleato siriano (che da due anni difende manu militari) e un eventuale presa di posizione ufficiale di Obama contro l' impegno russo a favore di Assad darebbe voce agli oltranzisti iraniani (tra i quali spiccano il potente ayatollah Mesbah Yazdi, che presiede il Consiglio che nominerà il successore di Khamenei e il comandante dei Pasdaran, Ali Jaafari).

 

L ESECUZIONE DI UN FEDELE DI ASSAD DA PARTE DI RIBELLI SIRIANI L ESECUZIONE DI UN FEDELE DI ASSAD DA PARTE DI RIBELLI SIRIANI

In questo contesto, Obama riceverà oggi il re saudita Salman che gli farà - secondo quanto riporta la stampa araba - una proposta spiazzante: i sauditi appoggeranno l' accordo con l' Iran a patto che Obama dia loro via libera per intervenire massicciamente in Siria, accelerando la caduta di Assad.

 

IL RAPPORTO SULLE TORTURE DEL REGIME SIRIANO IL RAPPORTO SULLE TORTURE DEL REGIME SIRIANO

Proposta saggia, che Obama però rifiuterà, perché è prigioniero della sua caparbia illusione di passare alla storia per la pace con un Iran che invece continua, spietatamente, a seminare guerre il Medio Oriente, a iniziare da una Siria da cui sono fuggiti 4 milioni di abitanti che forniscono la massa preponderante dei clandestini in fuga verso l' Italia e l' Europa.

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?