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SE LA NATO CHIAMA, L’ITALIA RISPONDE? – PORTARE LA SPESA MILITARE DALL’1,5% AL 3,5% NEL 2030 (A CUI SI AGGIUNGE UN 1,5% DI INVESTIMENTI), COME CHIEDE L’ALLEANZA ATLANTICA, SIGNIFICA TROVARE OLTRE 40 MILIARDI DI EURO – I GUAI SONO DEL MINISTRO GIORGETTI, CHE SI RITROVA IL SUO PARTITO, LA LEGA, CONTRARIA A OGNI AUMENTO DELLA SPESA PER LA DIFESA – SENZA CONTARE CHE SALVINI PRETENDE LA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE ESATTORIALI E FORZA ITALIA CHIEDE LA SFORBICIATA DELL’IRPEF AL CETO MEDIO (MISURE CHE RICHIEDONO MILIARDI DI EURO DI COPERTURE) 

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

giorgia meloni e giancarlo giorgetti - question time alla camera

Non che il mestiere di ministro dell’Economia sia mai stato facile in Italia, ma in questa fase Giancarlo Giorgetti si trova stretto fra pressioni diverse […] Ci sono il peso del Fisco sui consumi delle famiglie, la competizione fra i partiti della maggioranza in vista delle scadenze elettorali e la trasformazione geopolitica dell’Occidente, che impone all’Italia scelte distanti per loro natura dai fattori interni.

 

Tra undici giorni in Olanda Giorgia Meloni sarà al prossimo vertice della Nato, il primo di tutti i leader dell’Unione europea con Donald Trump. […] è praticamente certo che i governi annunceranno […] che la loro spesa per la Difesa dovrà salire. Il nuovo obiettivo sarà un bilancio di settore pari al 3,5% del prodotto lordo di ciascun Paese, più un altro 1,5% di investimenti. Ogni anno.

mark rutte giorgia meloni foto lapresse.

 

Le seconde sarebbero le spese legate alla sicurezza, incluse strade, porti, aeroporti, tunnel, ponti o cyber-security; qui c’è la possibilità di riclassificare parti del bilancio esistente. Ma la prima voce di uscite pari al 3,5% del prodotto lordo prevede per l’Europa milioni di proiettili di artiglieria in più, migliaia di carri armati nuovi, una capacità di difesa antimissile quattro volte più ampia e decine di migliaia di soldati in più.

 

Per l’Italia significa passare da una spesa annua per la Difesa dell’1,5% del Pil, come oggi, a una spesa più che doppia: uno scarto di oltre 40 miliardi di euro ai valori attuali.

giorgia meloni e giancarlo giorgetti - question time alla camera

È il prezzo per sperare che Donald Trump non perda la pazienza e non porti l’America fuori dalla Nato, di fatto decretando la fine dell’alleanza che da quasi ottant’anni garantisce la difesa dell’Italia.

 

Meloni da sola formalmente avrà un diritto di veto, ma sul piano politico sa di non potersi smarcare. […] Paesi più determinati, come la Polonia o i tre baltici, spingono per arrivare al 3,5% di spesa nella Difesa entro il 2030. Governi che si sentono più distanti dalla minaccia russa indicano il 2035 e fra questi, oltre al Canada e alla Spagna, dovrebbe trovarsi l’Italia. Ma anche in questo caso l’aumento di spesa militare del governo dovrebbe essere dell’equivalente di quattro miliardi di euro correnti all’anno, per le prossime dieci leggi di Bilancio.

 

mark rutte giorgia meloni foto lapresse

Atterrerà dunque presto tutto sulla scrivania di Giancarlo Giorgetti in via XX Settembre. Il ministro sa già che, a partire proprio dalla sua stessa Lega, nei partiti di maggioranza e opposizione la propensione a presentare agli elettori un aumento della spesa militare è ai minimi. Ma Giorgetti conosce anche le richieste che salgono dal mondo della politica […]: tagli alle tasse sul ceto medio e eliminazione a basso costo delle pendenze fiscali.

[…]

 

Il taglio dell’aliquota dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) dal 35% al 33% per i redditi da 28 mila e 50 mila euro e una limatura anche per chi arriva fino a 60 mila euro costerebbe circa cinque miliardi di euro. […] dieci milioni di elettori sarebbero raggiunti, di cui seicentomila fra 50 mila e 55 mila euro di reddito e altri quattrocentomila fra 55 mila e 60 mila euro.

DONALD TRUMP GIORGIA MELONI

 

[…] la logica dei numeri che accompagna le riforme fiscali nell’Italia del 2025 è questa. In base ad essa, per esempio, una rottamazione delle pendenze fiscali […] toccherebbe potenzialmente venti milioni di elettori con contestazioni aperte all’Agenzia delle Entrate.

[…]

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