steve bannon davide casaleggio

PERCHÉ NEI GIORNI IN CUI NASCEVA IL GOVERNO CONTE DAVIDE CASALEGGIO HA INCONTRATO STEVE BANNON? – L’INCHIESTA DI WIRED SUL MOVIMENTO 5 STELLE (“CHE SUCCEDE QUANDO GLI UTOPISTI TECH GUIDANO UN PAESE?") RACCONTA I CONTATTI ANGLOAMERICANI DELLA CELLULA FONDATIVA DEI 5 STELLE – L’INCONTRO CON IL GURU POPULISTA È AVVENUTO A ROMA E…

 

 

Jacopo Japoboni per www.lastampa.it

 

DAVIDE CASALEGGIO IN PISCINA

La notizia è destinata a non passare inosservata, altro tassello cruciale del network internazionale anglosassone ultraconservatore in cui naviga il Movimento cinque stelle. La riferisce Wired, che era probabilmente la rivista più amata da Gianroberto Casaleggio, quella su cui hanno scritto e sono stati intervistati tanti cyber-utopisti simili a quello che avrebbe voluto rappresentare lui in Italia: «Una fonte vicina a (Steve) Bannon ha confermato a Wired che quando era a Roma, a giugno, Bannon incontrato Davide Casaleggio».

 

L’articolo di Darren Loucaides è una lunga storia delle origini e dello sviluppo del Movimento, intitolata “What happens when Techno-utopians actually run a country”, Che succede quando davvero gli utopisti tech guidano un Paese). Wired parte da prima che il Movimento nascesse, ossia dagli anni in cui Casaleggio iniziò l’esperimento di testare le dinamiche di costruzione e gestione del consenso e del discorso online nella intranet di Webegg.

GIORGIA MELONI STEVE BANNON

 

Ma le rivelazioni più forti dell’articolo riguardano appunto la sfera dei contatti angloamericani della cellula fondativa dei cinque stelle (abbiamo inviato mail agli indirizzi personali di Davide Casaleggio per ottenere conferma o smentita della notizia di un suo incontro a Roma con Bannon, ma non abbiamo ricevuto risposta).

davide casaleggio

 

L’incontro sarebbe avvenuto a inizio giugno 2018, il o intorno al 3, cioè proprio nei giorni in cui stava nascendo il governo di Giuseppe Conte, l’alleanza Movimento-Lega per la quale così tanto si è battuto politicamente proprio il mondo di Steve Bannon. Bannon dopo il 4 marzo disse subito a caldo, al New York Times, che l’alleanza tra le due forze populiste era «il sogno finale», suo e di suoi tanti amici.

 

STEVE BANNON SALVINI

L’8 si incontrò con Matteo Salvini a Milano (allo Spazio Pin, in quella occasione era presente anche Marcello Foa), un pomeriggio che racconteremo meglio in altra occasione. In seguito l’ex senior strategist di Donald Trump alla casa Bianca (e successore di Paul Manafort alla guida della campagna presidenziale Trump) spiegò a The Politico che Lega e Movimento erano profondamente affini, anche se in una specie di chiasma rovesciato: «Un partito populista con tendenza nazionalista come i Cinque stelle e un partito nazionalista con tendenze populiste come la Lega», disse, e resta tuttora una delle letture più vere e penetranti fatte finora del fenomeno del Movimento. «È imperativo che funzioni, perché questo mostra un modello per le democrazie dagli Stati Uniti all’Asia». A Politico.eu Bannon chiarì ulteriormente il concetto: «L’alleanza Lega-Movimento è un esperimento che, se funziona, cambierà la politica globale».

BEPPE GRILLO E DAVIDE CASALEGGIO

 

L’articolo di Wired contiene tanti altri dettagli interessanti, oltre a confermare - dal lato americano - una indiscrezione che in Italia era stata anticipata da Nicola Biondo e Marco Canestrari, due ex collaboratori di Gianroberto Casaleggio. Per esempio Wired accenna a uno degli episodi cruciali della storia del Movimento: la visita in Casaleggio associati a Milano, nel gennaio 2015 - raccontata con due fonti dirette che parteciparono all’incontro - di Nigel Farage e Liz Bilney (ceo di Leave.Eu, il comitato finanziatore della Brexit costituito da Arron Banks).

GRILLO E FARAGE

 

Scrive Wired: «È stato questo incontro, dice [Bilney], che “ha piantato il seme delle idee” di quello che porterà al successo della Brexit. Leave.EU è stata fondata sei mesi dopo l’incontro di Milano, e un anno dopo il Regno Unito ha votato per lasciare l’Unione europea (Bilney è ora sotto indagine della National Crime Agency per presunta violazione delle leggi sulle regole di spesa elettorali)».

 

STEVE BANNON

L’inchiesta di Wired contiene poi altri dettagli sulle tecniche e le modalità usate da Casaleggio ai tempi dell’esperimento sul consenso e la psicologia di gruppo in Webegg. Wired ricorda tra l’altro che, accanto alla fede convinta che le reti avrebbero abbattuto la mediazione tra capi e base (nelle aziende e nelle società), avvicinando le periferie ai vertici e dando potere decentralizzato alle periferie (i nodi esterni di una rete), Casaleggio coltivava poi un culto e una passione per la verticalità: «Scrisse un commento su una rivista lodando Gengis Khan (apocrifo) e la pratica di uccidere i suoi generali a caso come mezzo efficace di mantenere i subordinati e gli intermediari sulle loro dita. Khan, lui scrisse, “divenne il più grande conquistatore nella storia con l’applicazione di tecniche e principi che oggi sono necessari per competere in rete”».

gianroberto casaleggiobeppe grillo gianroberto casaleggiodavide casaleggio luigi di maio marcello minennaGIANROBERTO CASALEGGIODAVIDE CASALEGGIO IN PISCINA davide casaleggio 2gianroberto casaleggioLUIGI DI MAIO DAVIDE CASALEGGIO

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....