matteo renzi mosca al naso

PERCHÈ RENZI SI È ASTENUTO? PERCHÉ NON HA PROVATO A SEPPELLIRE CONTE VOTANDO NO? - NON SOLO PERCHÉ GLI ITALOVIVENTI AFFEZIONATI ALLO SCRANNO GLI AVREBBERO VOLTATO LE SPALLE: LA CADUTA DEL GOVERNO CONTE SAREBBE STATA UN DISASTRO D'IMMAGINE PER RENZI - IL FALLIMENTO DEL BULLO È AVVENUTO NON SOLO PERCHE' E' STATO UCCELLATO DAL PD MA PERCHE' E' STATO INCAPACE DI FAR CAPIRE ALLA GENTE I MOTIVI DELLA SUA BATTAGLIA PER CONTO TERZI (SUPPORTATO DA GRAN PARTE DEL PD) CONTRO IL 'CONTISMO SENZA LIMITISMO' - PER QUANTO RIGUARDA GIORNALI E TALK, RENZI È DETESTATO PERCHÉ, DA EGOMANIACO QUAL È, NON HA MAI CAPITO CHE IN POLITICA, MA ANCHE NELLA VITA, IL CARATTERE È PIÙ IMPORTANTE DEL TALENTO. E L’ARROGANZA NON È MAI UN BUON SOSTITUTO DI UNA BUONA PERSONALITÀ

DAGONOTA

renzi a porta a porta

Perché in Senato Renzi non ha provato a seppellire Conte, votando no? In primis perché non ha voluto rischiare la spaccatura all’interno di Italia Viva: se Bonifazi era pronto a votare no alla fiducia, altri erano a favore dell’astensione. E poi perché Renzi ha capito che se avesse fatto cadere il governo Conte-Casalino-Travaglio, mediaticamente sarebbe stato un disastro per lui.

 

matteo renzi

Nei giorni scorsi, giornali e talk hanno ripetuto a loop che la mossa di uscire dal governo di Renzi, durante una pandemia da 600 morti al giorno, è una follia, evitando ovviamente di sottolineare i fallimenti degli ultimi mesi di Conte, a partire dall’estate del liberi-tutti,: dalla sanità alla mobilità, dai bonus a pioggia (quello che Draghi definirebbe "debito cattivo") all’immobilismo totale per l’apertura di nuovi progetti industriali ("debito buono").

post contro renzi di pierre cantagallo

 

Quasi nessuno degli opinionisti ed editorialisti ha poi fatto cenno all’impermeabilità del premier quando dal PD, Mattarella compreso, gli si chiedeva “collegialità” nelle decisioni, dal Recovery Plan al Mes. Renzi, nel suo ruolo di "demolition man", è riuscito a picconare l’avvocato solo al comando.

 

Nel suo discorso alla Camera, Conte ha accettato di mollare la delega ai servizi (vi ricordate? “L’autorità delegata spetta al premier”), ha accettato di portare in aula la nuova legge elettorale proporzionale (che aveva sempre bloccato), ha accettato le modifiche al Recovery Plan e di fare entro due/tre settimane l’indigesto rimpasto.

 

Ecco: tutte le istanze e contestazioni renziane le hanno ottenute Zingaretti e compagni, senza avere più tra i piedi quel toscano rompicoglioni.

 

L'EGO DI MATTEO RENZI

Renzi è stato uccellato e poi gettato nel cassonetto dal PD, da una parte. Dall’altra, il disastro del Bullo è avvenuto, come già all’epoca del referendum che l’ha sepolto, proprio nel campo della comunicazione.  Non è stato capace di far capire alla gente i motivi della sua battaglia per contro terzi (gran parte del PD) contro il ''contismo senza limitismo''.

 

Per quanto riguarda l'astio manifestato da giornali e talk, Renzi - da perfetto egomaniaco - non ha mai capito che in politica, ma anche nella vita, il carattere è più importante del talento. E l’arroganza non sostituisce una buona personalità. Sparare querele a pioggia (ne sa qualcosa Dagospia), non vuol dire "fare politica" ma solo continuare a fare il bullo del baretto di Rignano sull’Arno. Dove ad attenderlo c’è sempre un flipper.

 

matteo renzi teresa bellanova

PERCHE' RENZI SI E' ASTENUTO

Vittorio Feltri per "Libero quotidiano"

 

Tutti sanno che Giuseppe Conte, avendo ottenuto in Senato la "minoranza assoluta", avrà notevoli difficoltà a mandare avanti la baracca del governo, e molti sostengono che prima o poi crollerà.

 

È una ipotesi non peregrina, ma personalmente, conoscendo le debolezze dei signori del Palazzo, mi sento di scommettere che il premier riuscirà a resistere ad ogni attacco. Non perché egli sia bravo nel gestire la cosa pubblica, questo no. E lo abbiamo sperimentato.

 

GIUSEPPE CONTE MATTEO RENZI - BY GIANBOY

Il problema è che nessun deputato (e nessun senatore) ha interesse a chiudere in anticipo la partita per un motivo terra terra: il desiderio, o meglio l' imperativo, di non lasciare la poltrona che ora c' è e va difesa fino alla morte, mentre in caso di elezioni anticipate sarebbe una impresa riuscire a riconquistarla. Per quale ragione? Il numero dei parlamentari, per effetto di una legge sconsiderata, è stato ridotto e le poltrone disponibili diminuite.

 

La politica la fanno gli uomini, i quali, benché forse abbiano degli ideali, sono pronti a tradirli allo scopo di tutelare i propri interessi di tasca: primum vivere, deinde philosophari. Quindi l' opposizione non si faccia molte illusioni di poter ribaltare la frittata. Certamente, avessimo un Capo dello Stato muscolare la faccenda avrebbe un esito diverso, infatti è arduo accettare un esecutivo allo sbando quale il nostro attuale, tuttavia Mattarella non ha il nerbo necessario a rimescolare le carte sciogliendo le Camere e indicendo nuove elezioni.

GIUSEPPE CONTE - MATTEO RENZI

 

Da lui è lecito attendersi una spalmata di vaselina, di sicuro non un virile strappo. E affermiamo ciò con rispetto, avendolo visto all' opera negli ultimi anni. È una persona perbene, non un condottiero alla Cossiga, il presidente picconatore.

 

Qualcuno confidava in Matteo Renzi, era persuaso che costui fosse in grado di rompere il giocattolo del premier e invece, al momento di dargli il colpo finale, si è limitato ad astenersi. Come si spiega ciò è semplice dire. Se egli avesse votato no, come sarebbe stato apparentemente logico, il suo gruppo di affezionati allo scranno gli avrebbe voltato le spalle. E addio Italia Viva e condoglianze per la sua morte. Il resto è soltanto chiacchiera.

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…