elisabetta belloni quirinale

IL PIANO “B” PER IL QUIRINALE – SI PARLA TANTO DI UNA DONNA AL COLLE E VIENE FUORI ANCHE IL NOME DI ELISABETTA BELLONI (MA E' UNA SUGGESTIONE DEL "FOGLIO": MAI E' SALITO AL COLLE IL CAPO DEI SERVIZI SEGRETI) - NOMINATA A MAGGIO DIRETTORE GENERALE DEL DIS E CON UNA LUNGA CARRIERA DIPLOMATICA ALLE SPALLE, È CONSIDERATA DA SEMPRE NEUTRALE RISPETTO AI PARTITI. NONOSTANTE QUESTO, GODE DELLA STIMA DI LUIGI DI MAIO, MA ANCHE DI RENZI E GENTILONI. E HA UN FILO DIRETTO CON GIANNI LETTA…

Simone Canettieri per www.ilfoglio.it

 

elisabetta belloni 1

Opzione donna per il Quirinale. Se ne parla. Sono nomi scritti sulla sabbia, certo. Prima, stante l’indisponibilità di Sergio Mattarella a un bis, tutti pendono dai desiderata di Mario Draghi. Il premier – così raccontavano ieri tra la Camera e Palazzo Chigi – dovrebbe sciogliere la riserva sotto le feste di Natale.

 

Prima del messaggio di fine anno del presidente della Repubblica. Il possibile rifiuto dell’ex banchiere sarebbe l’innesco per il piano B. Una roulette di nomi e veti. Che passano da Giuliano Amato ma che arrivano anche all’opzione donna. C’è una carta coperta: si chiama Elisabetta Belloni. 

luigi di maio elisabetta belloni

 

Il governo Draghi l’ha nominata lo scorso maggio alla direzione generale del Dis. Prima donna alla guida di una struttura dell’intelligence.

 

Ambasciatrice, romana, è considerata da sempre neutrale alle dinamiche dei partiti. Anche se gode della stima di Luigi Di Maio (prima del Dis era segretaria generale della Farnesina), ma anche di Matteo Renzi e di Paolo Gentiloni. Nel centrodestra ha da sempre un filo diretto con Gianni Letta.

paola severino elisabetta belloni foto di bacco

 

E’ la donna dei primati. Oltre alla particolarità del ruolo al Dis, è stata la prima studentessa ammessa al liceo gesuita Massimo, quello di Draghi.

 

Ma anche la donna del “quasi”. Nel 2018  Elisabetta Belloni danzò sui giornali per qualche giorno come quasi premier di una maggioranza Pd-M5s, scenario che andò subito in frantumi (salvo ripresentarsi dopo un anno). Questo nome ritorna adesso nei ragionamenti del deep state qualora la matasse diventassero difficili da dipanare.

elisabetta belloni 4

 

Davanti cioè a un sostanziale muro contro muro delle forze del Parlamento con franchi tiratori in stato di grazia e partiti spappolati. L’ipotesi rosa merita un capitolo nel romanzo chiacchierone del Quirinale.

 

Di cui fanno parte anche Paola Severino e Marta Cartabia. Nomi spendibili e di alto profilo, ma per motivi diversi considerati divisivi quando ci saranno da contare i voti. Specie quelli del M5s, principale gruppo di mischia con 233 schede a disposizione, senza contare i fuoriusciti che soprattutto al Senato hanno conservato un rapporto con i grillini.

 

coraggio italia di giovanni toti e luigi brugnaro

C’è chi fa notare infatti che la carta Draghi potrebbe essere impallinata proprio da un pezzo importante di pentastellati che siede a Palazzo Madama. Gli stessi che non hanno mai digerito il nuovo premier e che in qualche modo sono fuori dal controllo di Giuseppe Conte (come dimostra il clamoroso risultato dell’elezione del capogruppo: alla fine l’ha spuntata Maria Domenica Castellone).

 

Sono questi giorni di forti scomposizioni del quadro politico in vista dell’appuntamento del Quirinale. Anche il centrodestra è attraversato da piccole e grandi scosse.

mario draghi sergio mattarella

 

Come il caso di “Coraggio Italia”, creatura fondata da Luigi Brugnaro. Il sindaco di Venezia sembra essere arrivato ai ferri corti con Giovanni Toti, e tutto il gruppo di ex forzisti transitati da Cambiamo che non condividono la linea politica del “piccolo doge”.

 

Brugnaro infatti vede l’approdo della sua creatura in un nuovo scacchiere che guardi alle forze liberal di centro: Matteo Renzi e Carlo Calenda, passando da altri possibili fuoriusciti di Forza Italia. Toti, ma anche Paolo Romani e Gaetano Quagliarello, non la pensano così. Puntano infatti a rimanere nell’alveo del centrodestra tradizionale come gamba moderata dell’asse Salvini-Meloni.

elisabetta belloni 5

 

Toti ha parlato di questo suo malessere anche  con il leader della Lega. E Romani si è sfogato con Silvio Berlusconi. In questi giorni, se non si ricomporrà la frattura, i critici di Coraggio Italia (già soprannominati in Transatlantico “Scoraggio Italia”) potrebbero formare un gruppo al Senato con il Maie di Ricardo Merlo. Tutto dunque si muove, di ora in ora, in un Parlamento sempre più balcanizzato. Ecco perché Draghi agli appelli di Enrico Letta per un tavolo comune con tutti i leader ci crede poco. Anche Salvini glielo propose lo scorso 13 ottobre, durante il consueto vertice a Palazzo Chigi, ma il premier sembrò poco interessato. In uno scenario così frastagliato tutto può accadere. A partire dall’opzione donna. Che porta, magari, a Elisabetta Belloni. Chissà.

elisabetta belloni ELISABETTA BELLONI elisabetta belloni 3

Ultimi Dagoreport

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?