mario draghi joe biden

DRAGHI COME BIDEN: L’ESERCITO PER VACCINARE IL PAESE - IL PIANO DEL COMMISSARIO ALL'EMERGENZA FIGLIUOLO PREVEDE LA SOMMINISTRAZIONE DI MEZZO MILIONE DI DOSI AL GIORNO, IL TRIPLO DI QUELLO CHE SI FA ORA - DOVRANNO PARTECIPARE L'ESERCITO, I CARABINIERI, LE FORZE DI POLIZIA, I VIGILI DEL FUOCO NELLA LOGISTICA E NELLA SICUREZZA. MA ANCHE LA PROTEZIONE CIVILE, LE REGIONI, I COMUNI, LA CROCE ROSSA - COINVOLTI DENTISTI E MEDICI DI FAMIGLIA, SI USERANNO ANCHE FABBRICHE E ORATORI. LISTE DI RISERVA PER NON SPRECARE LE FIALE

mario draghi al centro vaccinazione di fiumicino 1

Fabio Tonacci per “la Repubblica”

 

Una data da cerchiare in rosso su tutti i calendari d' Italia: 15 settembre. Se tutto va bene, se i vaccini arriveranno rispettando le consegne previste, se gli italiani si vaccineranno, nella settimana del 15 settembre 2021 vedremo la fine del tunnel. Per quella data, infatti, il generale Francesco Paolo Figliuolo, Commissario all' emergenza, ha fissato il raggiungimento dell' immunità di gregge.

 

FRANCESCO PAOLO FIGLIUOLO

«La copertura dell' 80 per cento della popolazione, compresi gli under 16», come specifica il nuovo Piano vaccinale nazionale diffuso ieri. Perché ciò accada, nei sei mesi che ci separano da quel momento, dovrà dispiegarsi il più grande sforzo di sanità pubblica e logistica mai immaginato: 500 mila somministrazioni al giorno, tre volte di più di quelle che si fanno adesso. Partecipano tutti i pezzi dello Stato.

 

L' esercito, i Carabinieri, le forze di Polizia, i Vigili del Fuoco nella logistica e nella sicurezza. Ma anche la Protezione civile, le Regioni, i Comuni, la Croce rossa. A fare le punture, oltre ai medici di base, saranno chiamati odontoiatri, farmacisti, medici sportivi, specializzandi. I palazzetti, i teatri, le caserme e le cittadelle militari come la Cecchignola a Roma, le scuole, i siti produttivi e della grande distribuzione potranno diventare hub vaccinali. Scenderanno in campo le grandi aziende (Eni, Poste, Enel, Stellantis) con i loro medici interni. La Conferenza episcopale italiana si è impegnata a mettere a disposizione parrocchie e oratori. Il tutto, però, partendo da un presupposto: che arrivino i vaccini promessi.

francesco paolo figliuolo

 

L' approvvigionamento Tutte le fiale sbarcano all' hub nazionale di Pratica di Mare (ad eccezione di quelle di Pfizer, che arrivano direttamente ai punti di destinazione) per poi essere distribuite in tutta Italia con i mezzi Sda di Poste Italiane e con i camion dell' esercito. Nel prossimo semestre attendiamo 137 milioni di dosi: 52 milioni da aprile a giugno, il resto entro settembre.

 

La maggior parte delle consegne sarà di Pfizer (61 milioni), poi AstraZeneca (25 milioni), Johnson & Johnson (23) che ha la caratteristica di essere monodose, Moderna (17) e Curevac (14). Il grande problema della prima fase della campagna di immunizzazione sono stati i tagli alle forniture: erano previsti 16 milioni di vaccini entro il 30 marzo, a oggi ne sono stati consegnati la metà.

 

mario draghi al centro vaccinazione di fiumicino 2

Gli altri dovrebbero arrivare entro la fine del mese. Ma, visti i precedenti non favorevoli, il Commissario ha stilato il cronoprogramma dell' immunità di gregge calcolando anche una certa quota di possibili mancate consegne: a partire dal primo aprile, le dosi che nella tabella figurano come somministrabili sono meno rispetto a quelle che, sulla carta, dovremmo ricevere. La riserva delle dosi e il pronto intervento Figliuolo vuole evitare di scivolare sull' ultimo miglio della filiera. Da qui la filosofia alla base del Piano: «Decisioni accentrate, esecuzione decentrata».

 

vaccino astrazeneca

Quindi ha ordinato il monitoraggio costante del fabbisogno locale, con l' idea di intervenire con uomini e mezzi della Protezione civile e della Difesa nel momento in cui qualche Regione dovesse rallentare. A tale scopo ha deciso di creare una "riserva vaccinale", pari all' 1,5 per cento delle fiale, «per fronteggiare esigenze impreviste». Non è l' unica novità di carattere strategico. Viene introdotto nel Piano nazionale il principio del "punto di accumulo". Tradotto, significa che il Commissario può inviare task force sanitarie e un maggior numero di dosi nelle aree cluster di paesi e quartieri dove si accendono focolai. Saranno predisposti team di pronto intervento, composti da uomini della Protezione civile e soldati dell' Esercito, per spegnere il contagio con vaccinazioni a tappeto.

 

MARIO DRAGHI

Le priorità nelle liste dei vaccinandi Seguendo questo schema, da lunedì sono previste 300 mila somministrazioni al giorno. Mentre dal 14 aprile si dovrebbe arrivare al target delle 500 mila vaccinazioni ogni 24 ore. Con tale ritmo l' immunità di gregge si raggiungerebbe il 15 settembre.

 

«Ma i nostri problemi finiranno molto prima», profetizza Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità in Puglia. Entro la fine del mese, infatti, sarà completata l' immunizzazione degli over 80, degli ospiti delle Rsa e del personale sanitario. Molte Regioni hanno vaccinato insegnanti e forze di polizia.

 

volontari protezione civile cisom

D' ora in avanti, anche per evitare i "furbetti", il criterio base sarà quello anagrafico. Ora tocca ai disabili e chi ha "estreme vulnerabilità", individuate secondo una tabella del ministero, poi si procederà dalla classe '42 a salire. «In questa maniera gli ospedali si svuoteranno», spiega Lopalco. Per ridurre gli sprechi in caso di rinuncia all' ultimo minuto (dopo il caso del lotto sospeso di AstraZeneca, ci sono state diverse disdette delle prenotazioni) le Regioni saranno obbligate ad avere liste di riserva con i nominativi di chi è prenotato nei giorni successivi, che potrà essere chiamato all' improvviso per la puntura.

 

PIERLUIGI LOPALCO

Odontoiatri e parrocchie Dove si vede lo sforzo maggiore a cui è chiamato il sistema Paese è nel rendere capillare la somministrazione. La platea dei vaccinatori si compone dei dottori di medicina generale (fino a 44 mila medici), degli odontoiatri (fino a 60 mila), degli specializzandi (23 mila). «Tramite accordi in via di finalizzazione - specifica il Piano - si potrà fare ricorso a medici sportivi, medici dei siti produttivi, i convenzionati e i farmacisti». Potenziata la rete dei centri di vaccinazione: oggi composta da 1.733 punti, Figliuolo conta di allargarla con scuole, palestre, aree della grande distribuzione, zone industriali, parrocchie e oratori.

 

L' ultimo capitolo del Piano riguarda la piattaforma informatica a cui si potrà accedere per prenotarsi. L' idea è razionalizzare i registri (per evitare, ad esempio, che chi lavora in Lombardia e si fa vaccinare in Campania resti negli elenchi lombardi) e controllare per via informatica il fenomeno dei furbetti che saltano le liste.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…