giorgia meloni africa piano mattei

IL PIANO MATTEI PARTE MALE: È UN FOGLIO BIANCO E GLI AFRICANI NON SI FIDANO – IL PROGETTO DELLA MELONI SUSCITA DIFFIDENZA TRA I PAESI DEL CONTINENTE NERO, A CUI NON PIACE IL NOME MATTEI (“NEOCOLONIALE”). DIFFICILMENTE IL PIANO SARÀ COMPETITIVO RISPETTO ALLA PENETRAZIONE RUSSA E CINESE IN AFRICA: NON A CASO ALGERIA E EGITTO HANNO MANDATO DELEGAZIONI DI SERIE B, LA LIBIA È IN MANO AI RUSSI E IL SAHEL È NEL CAOS. BOLA TINUBU, PRESIDENTE DELLA NIGERIA, INVECE CHE A ROMA VOLA A…PARIGI

 

 

 

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per www.repubblica.it

 

giorgia meloni moussa faki leader unione africana

Il malessere covava da settimane. Ignorato da Palazzo Chigi, ma diffuso ai massimi livelli della diplomazia africana a Roma. Condensato nell’accusa espressa ieri pubblicamente dal presidente della commissione dell’Unione africana, Moussa Faki: «Sul Piano Mattei non siamo stati coinvolti».

 

Quello che non è emerso, però, è se possibile anche peggio. Perché ai partner africani non è piaciuto soprattutto un dettaglio […] della grande operazione mediatica e politica portata avanti da Giorgia Meloni in questi mesi: il nome del Piano. Chiamarlo “Mattei” come il fondatore dell’Eni — una scelta di cui sembra abbia il copyright il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari — non è stata una mossa apprezzata […].

 

giorgia meloni vertice italia africa

E non lo è stata soprattutto nella regione subsahariana, in cui la visione illuminata del dirigente pubblico italiano è poco conosciuta. Ed evoca semmai il precedente di una presenza straniera, che alimenta sospetti. E rischia di far passare l’operazione italiana come neocoloniale, per certi versi addirittura predatoria. Proprio lo scenario che la premier intende in tutti i modi evitare.

 

Alcuni segnali di questo malessere hanno lambito i vertici di governo, di recente. Ma l’esecutivo ha proseguito sulla linea imposta da Palazzo Chigi e portata avanti per mesi, evitando di scegliere l’unica strada che avrebbe garantito consenso: aprire al confronto, proporre una scrittura concordata del Piano.

 

abdul hamid mohammed dbeibeh con giorgia meloni

E dunque, il progetto parte male, suscitando reazioni quantomeno tiepide in chi dovrebbe invece beneficiarne. Ma soprattutto — è opinione diffusa in ambienti diplomatici — si mostra poco competitivo rispetto alla penetrazione russa e cinese in Africa.

 

Di Russia, in effetti, si discute poco durante la Conferenza. Ma basta osservare presenze e assenze […] per comprendere quanto Mosca riesca a complicare gli sforzi meloniani di conquistare sostegno sulla sponda Sud del Mediterraneo. Già un primo segnale era arrivato da Algeria ed Egitto.

 

VLADIMIR PUTIN COME UN GOLPISTA AFRICANO

I primi — che mantengono solide relazioni diplomatiche con i russi, i cinesi e pure con Hamas — hanno scelto di inviare a Roma soltanto la ministra degli Esteri […]. I secondi hanno scelto di limitare la delegazione alla ministra per la cooperazione internazionale. Ma il dato più significativo è un altro, riguarda la Libia e lo segnala a metà giornata il renziano Enrico Borghi.

 

Nelle ore in cui il premier del governo di unità nazionale libico Abdulhameed Mohamed Dabaiba si trova a Roma, il viceministro della Difesa russo Yunus-Bek Yevkurov viene accolto a Bengasi dal generale Haftar. Sul tavolo, un accordo per una base navale a Tobruk, che punta a rafforzare la presenza della flotta di Mosca nel Mediterraneo.

 

giorgia meloni ursula von der leyen vertice italia africa

«E a schierare i sommergibili nucleari russi», azzarda Borghi. È un segnale della fragilità della tela che Roma prova a tessere. La stessa che aveva spinto pochi giorni fa la premier a chiedere a Istanbul, durante la visita ad Erdogan, l’intercessione dei turchi per gestire la partita libica.

 

Gestire i flussi migratori che partono dalle coste della Libia e della Tunisia significa infatti investire in stabilità. È la ragione per la quale Meloni cerca di sfruttare la presenza a Roma del tunisino Saied e del direttore del Fmi Kristalina Georgieva per provare a favorire quel finanziamento di tre miliardi di dollari senza il quale Tunisi minaccia ritorsioni sul fronte dei migranti.

 

kais saied giorgia meloni

[…] La Conferenza viene disertata da altri Paesi determinanti nello scacchiere africano. Sono quelli del Sahel, preda di recenti colpi di Stato militari, territori in cui la Wagner presta la propria opera di “protezione” dei regimi in cambio dello sfruttamento di materie prime pregiate. Una regione che è ormai polveriera  […]. Ecco, a Palazzo Madama mancano le delegazioni di Burkina Faso, Mali e, soprattutto, Niger. In quest’ultimo caso, la ritirata dei francesi ha aperto definitivamente il campo alle milizie.

 

CHI COMANDA DAVVERO IN AFRICA - LA MAPPA

Meloni deve fare i conti con queste defezioni, ma anche con un banco vuoto che la diplomazia non aveva previsto: quello della Nigeria. Non è un dettaglio, visto il peso del Paese, il più popoloso del continente con 210 milioni di abitanti. A disturbare Palazzo Chigi, però, è una circostanza poco nota e ancora più scomoda: il presidente nigeriano Bola Tinubu, assente, è […] in Europa. Dallo scorso 24 gennaio si trova a Parigi […]

l'invasione cinese in africaI MERCENARI DELLA WAGNER SALVANO I MINATORI CINESI - REPUBBLICA CENTRAFRICANALA SPARTIZIONE DEL CONTINENTE AFRICANO

giorgia meloni ursula von der leyen sergio mattarella vertice italia africa

AFRICA - CINA CONTRO USAPUTIN AFRICAKAIS SAIED SERGIO MATTARELLA KAIS SAIED SERGIO MATTARELLA VLADIMIR PUTIN IN VERSIONE AFRICANObambini in miniera per estrarre cobalto

giorgia meloni sergio mattarella vertice italia africa giorgia meloni vertice italia africa GIORGIA MELONI CIRCONDATA DAI LEADER DEL CORNO D AFRICA AL VERTICE FAO giorgia meloni e il presidente del mozambico filipe nyusigiorgia meloni . sergio mattarella vertice italia africa giorgia meloni ignazio la russa vertice italia africa. giorgia meloni vertice italia africa giorgia meloni roberta metsola vertice italia africa giorgia meloni, azali assoumani.

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)