milano fdi fratelli d'italia giorgia meloni carlo fidanza ignazio la russa francesco gaetano caltagirone duomo

DAGOREPORT - PIJAMOSE MILANO! E CHE CE' VO'! DALL’ALTO DELLE REGIONALI LOMBARDE DEL 2023, CON IL TRIONFO DI FRATELLI D'ITALIA (25,18%), MENTRE LA LEGA SI DEVE ACCONTENTARE DEL 16,5 E FORZA ITALIA DEL 7,23, L’ASSALTO DI FRATELLI D’ITALIA ALLA MADUNINA ERA INEVITABILE - LA REGIONE È IN MANO DEL LEGHISTA ATTILIO FONTANA CHE, CON L’ASSESSORE ALLA SANITÀ GUIDO BERTOLASO, HA SBARRATO LA PORTA ALLE MIRE DELLA MELONIANA FAMIGLIA ANGELUCCI - EPPOI, SAREBBE PURE ORA DI DARE SEPOLTURA A ’STI POTERI FINANZIARI CHE SE NE FOTTONO DI ROMA: ED ECCO L’ASSALTO DI CALTAGIRONE A GENERALI E DI MPS-CALTA-MEF A MEDIOBANCA - IN ATTESA DI PRENDERSI TUTTO, LE MIRE DELLA DUCETTA PUNTANO AD ESPUGNARE ANCHE PALAZZO MARINO: AHÒ, ORA A MILANO CI VUOLE UN SINDACO ALLA FIAMMA! - ALLA FACCIA DEL POTERE GUADAGNATO SOTTO IL DUOMO IN TANTI ANNI DI DURO LAVORO DAI FRATELLI LA RUSSA, IL CANDIDATO DI GIORGIA SI CHIAMA CARLO FIDANZA. UN “CAMERATA” GIÀ NOTO ALLE CRONACHE PER I SALUTI ROMANI RIPRESI DALLE TELECAMERE NASCOSTE DI FANPAGE, NELL’INCHIESTA “LOBBY NERA” - UNA NOTIZIA CHE L’IMMARCESCIBILE ‘GNAZIO NON HA PER NULLA GRADITO…

DAGOREPORT

ignazio la russa enrico pazzali carmine gallo - lapresse

Pijamose Milano! E che ce’ vo’! Alla Fondazione Fiera di Milano, orfana dello spione di Equalize, Enrico Pazzali, il partito della Fiamma vuole piazzare Giovanni Bozzetti, ex assessore e per anni consigliere di Ignazio La Russa (come del resto Pazzali). Per avere un’idea della cuccagna della Fiera, ha informato il 10 aprile Alessandro Corica su “Repubblica”, gli investimenti previsti per il triennio 2025-2027 hanno un valore da 213,8 milioni.

 

giovanni bozzetti ludmilla voronkina bozzetti melania rizzoli compleanno ludmilla voronkina bozzetti

 

 

 

 

A luglio al vertice di A.r.i.a. Spa, azienda che governa la spesa pubblica della Regione, è stato nominato Marco Ambrosini, vicino al sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti di FdI, ma anche guida del Casinò di Campione d’Italia poi andato in crac. Poi, con l’appoggio dell’assessore ai Trasporti Franco Lucente (FdI pure lui), c’è stata la scelta di Andrea Severini per gestire i pendolari di Trenord e quella dell’inossidabile Elio Catania a presidente della società autostradale Milano Serravalle.

 

MARCO AMBROSINI

Anche nella sanità, continua l’inchiesta di Corica, la Fiamma sta facendo sentire sempre più il suo peso. Solo a Milano FdI può contare sul direttore generale del Policlinico Matteo Stocco, destinato a inaugurare quel nuovo ospedale di cui si parla da anni e di cui lui taglierà il nastro con il presidente dell’ospedale (in quota Lega) Marco Giachetti. E poi Simona Giroldi, alla guida dell’ospedale Santi Paolo e Carlo, e Tommaso Russo che dirige l’Asst Nord, l’ospedale di Sesto San Giovanni.

Andrea Severini

Ma dall’alto dei risultati delle Regionali del 2023 in Lombardia, con Fratelli d'Italia al 25,18% mentre la Lega si deve accontentare del 16,53% e Forza Italia ridotta al 7,23%, l’assalto di Fratelli d’Italia alla Madunina era inevitabile.

 

Il Pirellone è ancora in mano del leghista Attilio Fontana (con l’assessore alla Sanità Bertolaso che ha sbarrato la porta alle mire dei meloniani Angelucci). Eppoi, sarebbe pure ora di dare sepoltura a sti’ ''salotti'' radical chic che hanno sempre schizzato la destra post-fascista, per non parlare di quei poteri finanziari che considerano i Palazzi di Roma una cloaca massima.

 

ATTILIO FONTANA BERTOLASO

L’antico ruolo di motore economico-finanziario del Bel Paese è ora sotto schiaffo con l’assalto portato da Caltagirone a Generali e da Mps-Calta-Milleri a Mediobanca e in attesa di prendersi il governo della Regione, le mire della Ducetta puntano a prendersi Palazzo Marino: perbacco, ora ci vuole un sindaco alla Fiamma!

giorgia meloni antonio angelucci giampaolo angelucci

 

 

 

 

Mancano più di due anni alle elezioni amministrative a Milano (si voterà, come ha specificato il Viminale nella primavera del 2027), eppure c’è già maretta. In un lungo dialogo tra la Regina di Coattonia e il co-fondatore del partito e suo colonnello milanese, l’irresistibile Ignazio La Russa, si è discusso della candidatura del “fratellino” che avrà il compito di espugnare Palazzo Marino battendo il "sinistro" che verrà chiamato per succedere a Beppe Sala, giunto all’ultimo mandato (l’ex direttore di “Stampa” e “Repubblica”, Mario Calabresi, è il nome più gettonato)..

francesco gaetano caltagirone l urlo di munch - fotomontaggio lettera43

 

 

 

 

Giorgia Meloni, tanto per cambiare, vuole per sé anche la scelta del candidato, nonostante il potere guadagnato in tanti anni sotto il Duomo dai fratelli La Russa, le radici meneghine dei suoi alleati, tanto di Salvini (nato in città) quanto di Forza Italia, partito fondato dal “bauscia-in-chief”, Silvio Berlusconi.

 

Ma chi sono i "papabili"? Tra i Fratelli d’Italia frulla un’idea un po’ balzana, che ricorda l’epica sconfitta del “pistolero” Luca Bernardo, o quella di Michetti a Roma: scegliere Carlo Fidanza, nato a San Benedetto del Tronto (nelle Marche) e noto per le sue passioncelle mal-destre. Fidanza fu uno dei protagonisti principali dell’inchiesta “Lobby nera” di Fanpage: fu ripreso mentre faceva il saluto romano e invocava i “camerati”.

fidanza meloni

 

Fidanza, europarlamentare che vive da sempre a Milano, ha però un merito ineguagliabile agli occhi dell’Underdog: è un fedelissimo, uno yes-man leale che, non a caso, è stato nominato anche nel ruolo cruciale di vicepresidente di Ecr, il gruppo dei Conservatori e Riformisti a cui appartiene, in Europa, Fratelli d’Italia.

 

Un nome “di parte”, insomma, che difficilmente provocherà entusiasmi tra le file di Lega e Forza Italia. Fino a qualche tempo fa, i papabili alla candidatura a sindaco di Milano erano Enrico Pazzali, l’amico di ‘Gnazio finito dall’altare alla polvere, e l’ex forzista Maurizio Lupi, leader del nano-partito, Noi moderati. Era stata Giorgia Meloni stessa a sedurlo al fine di non far cadere i 6 deputati e 2 senatori di Lupi (pochi, ma potenzialmente determinanti) nell’area di gravità di Forza Italia.

SILVIO BERLUSCONI CON GLI APPUNTI SULLA MELONI AL SENATO

 

Durante l’incontro con La Russa, la premier, gonfiati i muscoli, ha prima messo all’angolo il suo interlocutore, accusandolo di aver indebolito moltissimo il partito con la sua strenua difesa di Daniela Santanchè; poi gli ha ricordato il sostegno indefesso per la vicenda giudiziaria (in attesa di archiviazione) che ha coinvolto il figlio, ma anche sottolineando quanto ha faticato per issarlo alla seconda carica dello Stato, in barba all’alleato Forza Italia.

SILVIO BERLUSCONI IGNAZIO LA RUSSA SENATO 2

 

 

 

 

 

 

Indimenticabile il ritorno al Senato di Silvio Berlusconi, che proprio in occasione del voto per la presidenza, ebbe modo di mostrare tutta la sua incazzatura nei confronti della Ducetta (il famoso foglietto a favore di telecamere con gli appunti: “supponente, prepotente, arrogante…”), seguito dallo scazzo sul “dipendente Mediaset” suo compagno, Andrea Giambruno, e la replica stizzita di Meloni: “Non sono ricattabile”.

 

ignazio la russa giorgia meloni

Dopo aver indorato la pillola e ricordato tutti i favori fatti, Giorgia Meloni ha servito l’amaro calice al povero ‘Gnazio, con una notizia per nulla gradita: il mio candidato a sindaco di Milano si chiama Carlo Fidanza. Un “camerata” già noto alle cronache per i saluti romani ripresi dalle telecamere nascoste di Fanpage, nell’inchiesta “Lobby nera”. L’europarlamentare, uscito pulito da quella vicenda, non incontra però i favori di La Russa, che lo considera una seconda fila non adeguata a un incarico così gravoso. Ma, come dicono quelli che hanno studiato al liceo, “ubi maior, minor cessat”…

 

 

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO