BOVINO, TI ROVINO! LE POLITICHE ANTI-IMMIGRAZIONE DI TRUMP HANNO UN NUOVO VOLTO: IL "CALABROLESO" GREG BOVINO (L'UNICO BOVINO MACELLAIO E NON MACELLATO) – IL RAS DELLA POLIZIA DI FRONTIERA CHE TERRORIZZA I PICCOLI STRANIERI HA ORIGINI ITALIANE: IL BISNONNO ARRIVÒ IN PENNSYLVANIA DALLA CALABRIA – CON I CAPELLI RASATI AI LATI E IL CAPPOTTO MILITARE PARE UNA VERSIONE COSPLAY DEGLI UFFICIALI DELLA GESTAPO, ORGANIZZA RETATE CON CANZONI METAL E LANCIA LACRIMOGENI ALLE FESTA DI BAMBINI PER HALLOWEEN - HA PROMESSO DI ARRESTARE TUTTI GLI IMMIGRATI ILLEGALI CHE SI SONO MACCHIATI DI CRIMINI, TRA I QUALI INCLUDE LA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA. SUO PADRE FINÌ IN PRIGIONE PER AVER INVESTITO E UCCISO UNA DONNA 26ENNE - BOVINO HA SOSTENUTO IERI CHE L’UOMO UCCISO A MINNEAPOLIS ERA ARMATO E AVEVA RESISTITO AI TENTATIVI DI DISARMARLO, MENTRE SUI SOCIAL... – VIDEO
Non è certo un caso che Greg Bovino, il direttore del Border Patrol, vada in giro a visitare le sue truppe di occupazione in Minnesota letteralmente vestito da gerarca nazista. pic.twitter.com/aApYqKdtcA
— Daniele Angrisani (@putino) January 17, 2026
Viviana Mazza per il “Corriere della Sera” - Estratti
Capo di uno dei nove settori della polizia di frontiera, origini calabresi, Greg Bovino è diventato il simbolo delle retate d’immigrati illegali avvenute in diverse città americane, a partire da Los Angeles la scorsa estate, e anche delle tattiche sempre più aggressive contro i manifestanti, come quello ucciso ieri a Minneapolis da uno dei suoi uomini: Bovino ha sostenuto ieri che l’uomo ucciso era armato e aveva resistito ai tentativi di disarmarlo, mentre sui social si diffondevano accuse agli agenti di avere sparato dopo averlo disarmato.
Accuse sostenute anche dai video. Il bisnonno Michele arrivò in Pennsylvania dalla Calabria, lasciando la famiglia ad Aprigliano, per diventare minatore in America.
A 43 anni, 15 anni dopo, avviò le pratiche per ottenere la naturalizzazione e portando la moglie e i quattro figli in America. Tra loro, Vincenzo, 12 anni, il nonno di Greg Bovino. Era il maggio 1924, lo stesso mese in cui nacque la Border Patrol dopo il passaggio di una legge approvata per ridurre il numero di italiani e di altri immigrati dal Sud e dall’Est Europa.
Il paradosso è che oggi l’amministrazione Trump sembra credere che, se c’è una persona che può aumentare i numeri delle espulsioni di massa di immigrati illegali, si tratta proprio di Bovino, il 55enne capo della polizia di frontiera che è stato chiamato a svolgere queste operazioni con tattiche aggressive lontano dai confini desertici o montuosi in cui di solito la sua unità è chiamata a dare la caccia ai trafficanti di droga o a tenere fuori chi vuole entrare illegalmente.
Nomi altisonanti I suoi uomini ora agiscono in realtà urbane che non sono addestrati a gestire. Le proteste degli americani hanno preso di mira soprattutto l’Ice (Immigration and Customs Enforcement Agency) ma la Border Patrol è un’agenzia diversa del dipartimento della Sicurezza interna. E Bovino è stato chiamato proprio perché l’amministrazione non considerava l’Ice all’altezza.
Le operazioni condotte da Bovino hanno avuto nomi eclatanti: a giugno l’Operazione Cavallo di Troia a Los Angeles, a settembre a Chicago l’Operazione blitz di mezzanotte (dopo l’uccisione di una giovane investita da un immigrato illegale ubriaco), a Charlotte (Charlotte’s Web, «la tela di Carlotta» come il titolo del libro per bambini di E. B. White) dove il simbolo è una rifugiata ucraina uccisa in metropolitana da un afroamericano; a ottobre a New Orleans l’Operation Swamp Sweep (ripulire la palude) e adesso a Minneapolis (Operation Metro Surge, valanga metropolitana).
In un video del 21 gennaio a Minneapolis Bovino esce con altri agenti dai Suv, è circondato dai manifestanti, mentre alcuni vengono arrestati, la tensione aumenta e lui lancia tre avvertimenti e poi tira «fumo tattico verde». È famoso, sin dal 2020, per filmati con sottofondo di musica heavy metal per promuovere il lavoro della Border Patrol. Sono stati proprio i film e i libri a spingere Bovino a unirsi alla polizia di frontiera. (...)
E a Bovino è stato dato il compito di scegliere nuovi leader Ice, dove ha messo in molti casi personale della Polizia di frontiera. Ha promesso di arrestare «la feccia» della società, gli immigrati illegali che si sono macchiati di crimini, tra i quali include la guida in stato di ebbrezza. Suo padre finì in prigione per aver investito e ucciso una donna 26enne quando Greg aveva 14 anni. I genitori divorziarono. L
GREG BOVINO CON POSA E LOOK NAZI
’esperta di «stile» del New York Times in un articolo su di lui afferma che il suo cappotto — verde militare doppiopetto con spalline e bottoni dorati — «per via dei suoi precedenti storici è impossibile da ignorare» e che, insieme ai capelli rasati ai lati e alti al centro, ricorda l’abbigliamento della Gestapo (i meme sui social sono tantissimi). La portavoce del dipartimento di Sicurezza interna le ha risposto che quel cappotto fa parte «della divisa invernale regolare della polizia di frontiera» e che «paragonare le forze dell’ordine ai nazisti o alla Gestapo è incredibilmente pericoloso».
IL FIGLIO DI EMIGRATI ITALIANI
Lirio Abbate per “la Repubblica” - Estratti
C'è un'immagine che resta: Gregory Kent Bovino, comandante della Border Patrol, impettito dentro un trench verde militare a Minneapolis. Spalline rigide, bottoni dorati, marcia da comandante d'occupazione.
Gavin Newsom, governatore della California, l'ha chiamato "SS garb", abito da SS, evocando il Reich. Greg ha risposto con aria offesa: «È la mia divisa da vent'anni».
Un uomo, una mise, una missione. E forse è vero che l'abito non fa il monaco. Ma fa il comandante, quando questo è Greg Bovino. Nell'America del secondo mandato di Trump, quello non è un cappotto, è un manifesto; e Bovino è il volto più visibile, e più temuto, della guerra all'immigrazione voluta da Trump. Si definisce "apolitico" ma lancia lacrimogeni su bambini mascherati per Halloween. E lo fa sempre davanti alle telecamere.
ALEX PRETTI AGGREDITO DAGLI AGENTI DELL ICE. A MINNEAPOLIS
Bovino si muove come un personaggio da film d'azione in uno Stato che ha sostituito la politica con l'estetica della forza. Lancia lacrimogeni sulla folla, arresta con blitz notturni i migranti in pigiama e gira videoclip in stile "Call of Duty".
Cresciuto nella Carolina del Nord, tra wrestling e ideali di "Ma and Pa America", Bovino è figlio della doppia anima americana. Da parte di madre, l'orgoglio wasp, bianco anglosassone e protestante; da parte di padre, la discendenza diretta da Michele Bovino, emigrato calabrese sbarcato in America nel 1924 in cerca di lavoro. Se oggi Greg esiste, è perché ieri qualcuno l'ha accolto. Quel qualcuno, oggi, lo rispedirebbe indietro con le manette ai polsi.
alex pretti fermato dall ice a minneapolis
Ecco la contraddizione morale di Bovino: nipote di un immigrato italiano che sognava un futuro, è diventato l'uomo che quel futuro oggi lo spezza, lo nega, lo deporta.
Non protegge i confini: li impone.
Li sposta dove vuole, dentro le città, le scuole, i cortili. Ogni latino, ogni accento sbagliato, ogni volto "non americano" è un bersaglio.
GREG BOVINO CON POSA E LOOK NAZI
GREG BOVINO
GREG BOVINO CON POSA E LOOK NAZI
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