gabrielli franceschini casini

SUL PONTE SVENTOLA BALENA BIANCA: MA QUALE ELLY, CI VUOLE GABRIELLI! - GLI EX DC AL LAVORO PER IL "CAVALIERE BIANCO" DELLE POLITICHE 2027: L'EX CAPO DELLA POLIZIA, SERVIZI E QUANT'ALTRO, FRANCO GABRIELLI DA FRANCESCHINI A CASINI, 230 REDUCI DEMOCRISTIANI, CON LA SCUSA DI RICORDARE BENIGNO ZACCAGNINI, INIZIANO A TESSERE LA TELA PER LANCIARE GABRIELLI (DA RAGAZZO ISCRITTO ALLA DC) PRESENTE ALL’EVENTO, CHE SI SCHERMISCE: “POSSO DARE SOLTANTO UN CONTRIBUTO DI PENSIERO” - CASTAGNETTI, GIANNIZZERO DI MATTARELLA, LA BUTTA LI’: “TENETELO D'OCCHIO!” - NON POTEVA MANCARE ANCHE ERNESTO MARIA RUFFINI, UN ALTRO DC CHE NON NASCONDE LE SUE AMBIZIONI…

FRANCESCHINI E CASINI RADUNANO GLI EX DC "ORA RICONCILIAMOCI" 

Concetto Vecchio per “la Repubblica” - Estratti

 

Un gruppo di ex democristiani arrivati dalla Romagna, tra cui Massimo Bulbi, lettiano di Roncofreddo, vaga alla ricerca del salone delle Colonne all'Eur. Il posto in effetti è ben nascosto. Qui Dario Franceschini ha riunito la diaspora scudocrociata nel cinquantesimo anniversario dello storico congresso dc che al Palasport, non lontano da qui, incoronò Benigno Zaccagnini segretario. «L'onesto Zac», una storia così rocambolesca che dovrebbero farci un film.

franceschini 3

 

(…)

Sono arrivati in 230, da tutta Italia. Prima sono andati a messa. Reduci, altri più giovani, accolti da Pier Ferdinando Casini, un altro big che si è dato da fare per questo revival "storico affettivo", come lo chiama Franceschini.

 

Tutte le vecchie correnti rappresentate. Anche chi è ha scelto la destra come Gianfranco Rotondi, Carlo Giovanardi, Giuseppe Gargani, tre del sì al referendum; Leoluca Orlando scuote la testa quando rivede in un video quel che diceva di lui Giulio Andreotti; ci sono gli ex ministri Vincenzo Scotti e Carlo Fracanzani, quest'ultimo fu uno dei cinque che si dimise contro la legge Mammì insieme a Sergio Mattarella: «Ogni tanto ci sentiamo col presidente, parliamo anche di pallavolo, di cui sa tutto».

casini franceschini

 

 Calogero Mannino ricorda Maastricht, Angelo Sanza dice che nel dare il risultato finale inciampò rompendosi la caviglia. Ognuno ha un aneddoto da annegare nella nostalgia. 

Il senso politico lo offre Franceschini:

 

«È una giornata di svolta, basta rinfacciarci a vicenda, "tu sei andato coi comunisti", "tu sei andato con la destra". Padre Sorge mi disse: noi dobbiamo essere il sale della terra non difendere la saliera.

 

Ecco, continuiamo a essere il sale». Quindi questa è una giornata di riconciliazione. Quel congresso si concluse con i dc che cantavano Bella ciao – Zaccagnini era stato partigiano – e il no ha appena trionfato in difesa della Costituzione. Corsi e ricorsi storici. In sala i figli dei protagonisti di allora: Antonia De Mita, Serena Andreotti, Alessandro Forlani, Flavia Piccoli Nardelli. «Ricordo che papà veniva fermato per avere un lavoro, per la casa», ricorda Livia Zaccagnini.

 

franco gabrielli

Silvia Costa, che fa notare che è mancato un ricordo di Tina Anselmi che proprio nel ‘76 fu la prima ministra, ferma l'ex capo della polizia Franco Gabrielli, da ragazzo iscritto alla Dc, e gli dice: «Ti tengo d'occhio».

 

Gabrielli secondo i rumours sarebbe il federatore del campo largo gradito ai cattolici. «Posso dare soltanto un contributo di pensiero» si schermisce l'interessato col cronista. S'intromette Pierluigi Castagnetti: «Tenetelo d'occhio!». Non poteva mancare Ernesto Maria Ruffini, l'ex direttore dell'Agenzia delle entrate, che non nasconde le sue ambizioni. 

(…)

 

LA «REUNION» DEI DEMOCRISTIANI: SIAMO ANCORA IL SALE DELLA POLITICA 

Francesco Verderami per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Si sono riuniti a Roma per celebrare il cinquantesimo anniversario del congresso dc che elesse Benigno Zaccagnini segretario. E all’appuntamento c’erano duecento figli incanutiti di una storia di altri tempi, eredi di un glorioso passato che l’avvento del bipolarismo ha destinato alla diaspora, ma testimoni sempre fieri delle origini ovunque abbiano poi piantato la tenda.

franceschini

 

E proprio per la loro attuale appartenenza, la festa è parsa inizialmente una reunion di traditi e traditori. Seduti ai tavoli hanno rivissuto la loro esperienza attraverso frammenti delle interviste televisive di Mixer , dove Giovanni Minoli incalzava i potenti capi del partito.

 

Le immagini hanno riproposto un giovane Ciriaco De Mita, uno smilzo Antonio Gava a dieta, un tagliente Giulio Andreotti, un inedito Arnaldo Forlani che si riconosceva nei vitelloni di Federico Fellini, un cavallo di razza come Amintore Fanfani che temeva di venire circondato da una scuderia di asini. Franco Marini sempre con la pipa, Mino Martinazzoli sempre umbratile. Un amarcord.

 

Ma nessuno dei presenti aveva il ciglio umido perché tutti ricordavano l’efferata lotta che avveniva nel partito: impropriamente additata come mero scontro di potere, era in realtà l’esaltazione del rito della democrazia. Mescolati nel salone c’era chi è stato qualcuno e chi vorrebbe diventare qualcosa, come Ernesto Ruffini e Franco Gabrielli. Perché ci saranno le elezioni e poi la corsa al Colle.

 

ernesto maria ruffini

Ma i pensierini andreottiani sussurrati dai commensali si sono interrotti quando Dario Franceschini ha preso la parola. L’ideatore dell’evento, con Pier Ferdinando Casini al fianco, ha chiesto alla comunità di non rinfacciarsi più l’accusa di tradimento per aver scelto di stare a destra o a sinistra: «Non saremo più la saliera della politica ma possiamo ancora essere il sale della politica». Un’autentica lezione: la Dc non c’è più, i democristiani ci sono ancora . 

 

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