nicola zingaretti

PRENDI QUESTA MANO, “ZINGA” – LE STRATEGIE DEL NEOSEGRETARIO PD: CERCA ALLEATI PER LE EUROPEE MA DAI VERDI A PIZZAROTTI E’ UN CORO DI NO AL LISTONE UNITARIO, ILARIA CUCCHI DECLINA L’OFFERTA DI FARE DA CAPOLISTA – LE MOSSE PER CAMBIARE IL PARTITO: NUOVI CAPOGRUPPO (ALLA CAMERA E’ FAVORITO ANDREA ORLANDO), LA VICE DI ZINGARETTI POTREBBE ESSERE PAOLA DE MICHELI (EX BERSANIANA DI FERRO, POI LETTIANA, QUINDI RENZIANA, ORA ZINGARETTIANA. E DOMANI?)

Francesca Schianchi per “la Stampa”

NICOLA ZINGARETTI

 

Ha poco più di un mese di tempo, Nicola Zingaretti, per decidere in che modo il suo Pd, il partito che ha appena ereditato dalla gestione renziana, dovrà andare alle elezioni Europee. Se solo o con una lista unitaria con altre forze politiche, se con o senza il simbolo (il neoleader ha già rotto il tabù, dichiarandosi pronto a rinunciarvi).

 

ferilli calenda

Il primo nodo politico da sciogliere, una scelta che rischia di essere condizionata dalla volontà degli altri: già prima dell' elezione, Zingaretti aveva espresso una «ispirazione unitaria» annunciando, in un' intervista al Quotidiano nazionale, la volontà di incontrare i dirigenti dei Verdi, +Europa e Italia in comune, il partito del sindaco Federico Pizzarotti, per proporre un' avventura comune. Conta di incontrarli la settimana prossima: ma, per ora, il rischio di flop dell' iniziativa è altissimo.

zingaretti

 

«Una lista unica che metta tutti insieme in nome di un vago europeismo non risponde alle esigenze degli elettori», boccia l' idea Monica Frassoni, co-presidente del partito Verde europeo. «Costruire un unico fronte contro i sovranisti mi sembra un errore», concorda il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli. Loro, già da qualche mese lavorano a una lista con Italia in comune e alcune altre realtà (da Possibile di Pippo Civati a Diem 25, movimento lanciato da Yanis Varoufakis a Volt), dal nome temporaneo di Onda verde e civica. E, per ora, non sono interessati a cambiare strada, «è meglio anche per il Pd andare separati, per evitare confusione», chiude la Frassoni.

 

Quando la telefonata di Zingaretti arriverà, saranno tutti ben contenti di incontrarlo.

CARLO CALENDA SCRUTATORE ALLE PRIMARIE PD

«Ha dimostrato di essere un amministratore competente e capace» e «sarà certamente un interlocutore importante per tutto il centrosinistra», lo accolgono a braccia aperte con un comunicato congiunto Pizzarotti e Alessio Pascucci, rispettivamente presidente e coordinatore nazionale di Italia in comune. Il che però non significa aperture alla lista unica: «Mi sembra complesso alterare il percorso cominciato con i Verdi», commenta Pascucci.

manifestazione antirazzista milano zingaretti

 

Anche il primo cittadino di Parma, frontman del partito che ha esordito in qualche elezione locale (due e mezzo per cento alle elezioni sarde di due settimane fa) nelle settimane scorse ha scartato l' ipotesi di un listone alla Calenda. Eppure, ieri è sembrato aprire uno spiraglio evitando prudentemente di commentare, «la fase sta andando avanti così, poi si valuterà cosa ci propone Zingaretti», spiegano dal suo entourage.

CALENDA IN COSTUME APPENA USCITO DAL LAGHETTO DI MONTAGNA

 

Anche da +Europa si sottolinea il percorso diverso fatto finora: «Noi abbiamo un progetto distinto da quello del Pd. Afferiamo all' Alde, il gruppo dei liberaldemocratici, loro al Pse - spiega Benedetto Della Vedova, da poco più di un mese segretario del partito fondato da Emma Bonin o - anche se abbiamo un obiettivo comune: costruire un' alternativa ai sovranisti antieuropei». Naturalmente, molto dipende da quale sarà nel dettaglio la proposta del neosegretario dem, ma «l' idea di partecipare a un allargamento della lista del Pd non ha senso».

Posizioni contrarie, per il momento. Ma è nel corso di questo mese che si compiono le scelte definitive. «Con le primarie il Pd ha dimostrato di avere ancora una sua forza», ragiona chi è vicino a Zingaretti, convinto che la posizione dei potenziali alleati possa cambiare. Per il neoleader c' è tempo fino al 15 aprile per trovare compagni di viaggio.

federico pizzarotti

 

2. NUOVI CAPIGRUPPO PER ARCHIVIARE IL RENZISMO COSÌ IL NEO LEADER SI PREPARA A CAMBIARE I DEM

Nino Bertoloni Meli per “il Messaggero”

 

Già oggi, probabilmente, i due capigruppo Delrio e Marcucci offriranno le loro dimissioni al neo segretario Zingaretti. Non un gesto di sfida, men che meno di guerriglia, più semplicemente una prassi consolidata dopo l' elezione di un nuovo leader alla guida del partito. Le chiamano «le prime grane» di Zingaretti, in realtà sono i passi quasi scontati dopo una battaglia congressuale che ha da una parte legittimato una nuova leadership e dall' altra archiviato la precedente.

 

paola de micheli pro zingaretti

Grane, o regolamenti di conti, o più banalmente adeguamento alla nuova situazione che riguardano, oltre ai capigruppo, il tesoriere, alcune realtà locali come la Sicilia e la Campania, l' assetto nella Capitale e la nomina del nuovo presidente del partito, forse l' unica carica data per certa e sicura nella figura di Paolo Gentiloni. Ancora più da prassi è il cambio del tesoriere. Bonifazi, l' uscente, ci ha tenuto a precisare che i conti sono «in equilibrio», ma altri parlano di «profondo rosso». Circola il nome di Misiani, sicuramente esperto in materia visto che è stato tesoriere con Bersani prima ed Epifani poi, ma forse proprio per questo fa storcere il muso a quanti temono il cosiddetto ritorno della Ditta.

 

zingaretti 1

I PASSAGGI Più politicamente complicato, e delicato, il discorso sui capigruppo. Quello alla Camera, Graziano Delrio, si è schierato con Martina, è considerato uomo di raccordo, avrebbe pure, raccontano, rotto con Renzi, ma certamente non si può considerare esponente della nuova gestione. Memore anche del precedente di Roberto Speranza, capogruppo con Bersani e poi con Renzi leader, e in quella veste costretto a barcamenarsi a ogni stormir di fronda, adesso si vorrebbe seguire un' altra strada, in pratica cambiare da subito il capogruppo. E chi meglio di Andrea Orlando per assurgere alla guida dei deputati dem?

 

zingaretti giachetti martina

L' ex Guardasigilli è stato tra i primi sostenitori di Zingaretti e tra i più accaniti anti renziani, ed era anche il predestinato al posto di Speranza ai tempi, tranne vedersi sopravanzato all' ultimo momento. Assai meno gettonata l' altra ipotesi che circola, di Maurizio Martina capogruppo come suggello del patto ex ds tra i due, «non basta il gradimento del Nazareno, poi il capogruppo dev' essere votato dai parlamentari», fanno notare i bene informati. E altri aggiungono, quasi minacciosi: «Il problema vero alla Camera è ridimensionare il ruolo di Rosato, uomo forte di Renzi e vero capogruppo ombra». Niente vicesegretariato per Martina, dunque, gira voce che vice di Zingaretti sarà Paola De Micheli.

 

NICOLA ZINGARETTI MAURIZIO MARTINA

Più ingarbugliata ancora la situazione al Senato. Lì i renziani hanno il loro fortino di resistenza, sarebbero ancora circa 35 su 55, e il loro capogruppo è tra i più ultras dell' ex leader. Andrea Marcucci ha fatto sapere che ne discuterà direttamente con il nuovo leader, è probabile che fino alle Europee Zingaretti non intenda aprire fronti interni, ma c' è anche il partito di quelli che reclamano nuovi assetti.

Considerato che, visti i numeri, non si può dare uno schiaffone a Renzi proponendo un capogruppo ostile, le voci si indirizzano su Franco Mirabelli, di area franceschiniana ma mai in conflitto con la ex gestione.

nicola zingaretti

 

I TERRITORI Sui territori, fischiano le orecchie a Faraone in Sicilia e a De Luca in Campania: per entrambi, e ancor più per il siciliano, si prospetta una operazione ridimensionamento, visto che proprio Zingaretti già prima del voto ha avvertito che «il modo di gestire il partito nell' isola e in alcune parti del Sud non è in sintonia con il mio modello». Un sicuro cambio è da attendersi a Roma, dove Orfini, Nobili e compagnia escono ridimensionati assai. Si parla del veltroniano Morassut come possibile punto di riferimento dem nella Capitale.

 

Per le Europee, tre dei cinque capilista sarebbero Calenda, Cacciari e Pisapia, gli altri due dovrebbero essere donne, ma Ilaria Cucchi intanto ha declinato.

andrea orlando e nicola zingarettizingaretti ascolta l intervento di gentiloni

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....