romano prodi giorgia meloni

“GIORGIA MELONI? HA ALZATO TROPPO I TONI, ALLA LUNGA CONSUMA” – PARLA ROMANO PRODI, IL NEMICO NUMERO 1 DELLA DESTRA: “PERCHÉ LA PREMIER MI ATTACCA? FORSE SI TRATTA DI UN PROBLEMA FREUDIANO. PUÒ ESSERE CHE LE RICORDI CHE LA SINISTRA SA ANCHE VINCERE. SONO STATO L’UNICO. ANCHE GLI AMICI DEL PD MI TENGONO FUORI. LO FANNO TUTTI, IO PER PRIMO" – SULL'AMMUCCHIATA ANTI-MELONI STRONCA LA PROPOSTA DI FRANCESCHINI DI MARCIARE DIVISI AL PROPORZIONALE PER COLPIRE UNITI NEI COLLEGI UNINOMINALI: “MA COME SI PUÒ FARE QUESTO DISCORSO 2 ANNI E MEZZO PRIMA DELLE ELEZIONI? SENZA UN PROGRAMMA CONDIVISO, È SOLO CINISMO..."

Annalisa Cuzzocrea per “la Repubblica” - Estratti

 

ROMANO PRODI GIORGIA MELONI - IMMAGINE CREATA CON GROK

Romano Prodi (…) Ha sempre pensato che la politica abbia bisogno di radici. E ha sempre sentito le sue, anche quando era all’estero, ben piantate in questo Paese. Di Meloni dice: «Ha alzato troppo i toni, alla lunga consuma». Del centrosinistra: «Senza un programma condiviso non è politica, ma solo cinismo».

 

(...)

 

Meloni ha scelto il trumpismo?

«Non c’è dubbio. Cosa c’è meglio del trumpismo per legittimare la sua storia? È la stessa ragione per cui Musk legittima l’Afd, c’è un grande movimento di legittimazione delle estreme destre: un grave colpo a una democrazia già in crisi».

 

ROMANO PRODI GIORGIA MELONI - IMMAGINE CREATA CON GROK

E le ragioni della crisi quali sono?

«Pensare che democrazia significhi che se vinci le elezioni puoi fare quel che vuoi. Il voto legittima il comportamento autoritario. Lo strumento principe della democrazia viene usato per ucciderla».

 

Perché Meloni la attacca?

«Forse si tratta di un amore non corrisposto, un problema freudiano? Scherzi a parte, può essere che le ricordi che la sinistra sa anche vincere. Sono stato l’unico».

 

Pensa possa ritenerla un candidato scomodo per il Quirinale?

«È folle avercela con me che ho 86 anni e sono fuori da qualsiasi gioco politico, ma non perché mi tenga fuori Meloni. Anche gli amici del Pd mi tengono fuori. Lo fanno tutti, io per primo».

 

ROMANO PRODI GIORGIA MELONI - IMMAGINE CREATA CON GROK

La premier è convinta del complotto di cui parla, che vede lei alla guida di una serie di personalità desiderose di abbattere il governo con la complicità della magistratura e dell’avvocato Luigi Li Gotti?

«Non le nascondo la mia sorpresa quando ho visto la prima sortita della premier ad Atreju, e la mia incredulità quando ha inventato che fossi dietro alla denuncia di una persona che, come lui stesso ha detto, non ho mai incontrato. È improbabile che Meloni creda a quel che dice, ma certo pensa che le convenga dirlo. E qui fa un grande errore, perché tenere i toni così alti a lungo è impossibile. Consuma».

 

È preoccupato dello scontro con la magistratura?

«Sono preoccupato del fatto che il Parlamento sia sempre più periferico e la magistratura sempre più attaccata».

 

(…)

Schlein direbbe che non l’ha vista arrivare. Oggi si potrebbe rifare?

«L’Ulivo certamente no. Quel che si può fare è cercare quattro grandi problemi sui quali trovare una visione comune: sanità, casa, scuola, lavoro».

 

Mettendo d’accordo Pd, 5 stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Più Europa, Azione, Italia Viva?

«Sono i problemi del riformismo, ma solo se si parte dai contenuti e non dalla leadership può nascere un’azione comune che sollevi entusiasmo».

ROMANO PRODI GIORGIA MELONI - IMMAGINE CREATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE

 

La proposta di Franceschini di marciare divisi al proporzionale per colpire uniti nei collegi non la convince?

«Ma come si può fare questo discorso due anni e mezzo prima delle elezioni? Se scriviamo oggi che dobbiamo andare al voto senza un’idea, anzi che dobbiamo proprio evitare di avere un’idea in comune, si possono anche vincere le elezioni, ma si uccide il Paese. Politica è dire quel che serve all’Italia per la distribuzione del reddito, la sanità, la casa. Non dire solo che mancano le risorse, ma dire come vanno riformati gli ospedali, i medici di base, le case di comunità. Poi ci si riuscirà oppure no, ma se non si parte da questo è solo cinismo».

 

E se i 5 stelle si rifiutano o mettono veti, che si fa?

«La proposta di Franceschini potrebbe essere l’ultima spiaggia alla vigilia del voto. Ma se partiamo dall’idea che non ci si può mettere d’accordo su un programma, mi pare difficile vincere le elezioni. Se vogliamo che gli astenuti vadano a votare bisogna discutere di cose che emozionino. Ero ministro quando nel 1978, alla vigilia di Natale, si votò la riforma del Sistema sanitario nazionale. C’era emozione».

 

ROMANO PRODI GIORGIA MELONI - IMMAGINE CREATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE

C’è lei dietro i centristi che si muovono per far nascere qualcosa di nuovo dentro o accanto al Pd?

«Ho avuto il piacere di aver partecipato a un dibattito che non ho organizzato, ma non ho avuto nessun riscontro dopo quello che ho detto. Mi pare difficile che io possa manovrare qualcosa. Però posso parlare».

 

Crede che il Pd a guida Schlein sia troppo a sinistra per tenere dentro i moderati?

«Il Pd di Schlein ha fatto ottimi progressi, ma non esiste in Europa nessun partito, neanche la grande Cdu-Csu, che possa farcela da solo. È la nuova democrazia che esige la coalizione. A questo punto accanto al Pd, che per le sue dimensioni ha la responsabilità maggiore, è bene che ci siano forze convergenti. Non devo essere certo io a organizzarle, ma è utile che si cominci a discuterne».

 

ROMANO PRODI - DARIO FRANCESCHINI - FOTO LAPRESSE

Tra due anni e mezzo immagina un centrosinistra che va al voto guidato da Schlein o da un federatore?

«Il problema è vedere chi è in grado di federare. Quel ruolo si conquista, non è dato. La competizione è aperta per tutti, Schlein e altri. Io ho visto con favore l’inizio della discussione, ma non decido io come va avanti. Meloni può star tranquilla».

 

Può stare tranquilla in assoluto?

«Non credo. È ancora popolare, ma il governo perde punti nei sondaggi.

romano prodi elly schlein

Stiamo arrivando al momento in cui nuove proposte possono essere accolte perché aumenta lo scontento su come vanno le cose. È finito il periodo in cui si può dare la colpa a chi è venuto prima, e questo è un cambiamento politico enorme che apre ogni orizzonte».

romano prodi elly schleinprodi schlein ursula von der leyen giorgia meloni romano prodi meme by edoardo baraldi

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