luigi di maio taglio parlamentari

PREPARATE LA GOGNA: OGGI CONOSCEREMO I NOMI DEI “FURBETTI” DEL BONUS – DOPO CHE IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI HA TOLTO L’ALIBI DELLA PRIVACY, L’INPS È PRONTA A RIVELARE LE IDENTITÀ DEI PARLAMENTARI CHE HANNO CHIESTO I 600 EURO – LA LEGA E I 5 STELLE PROMETTONO LA LINEA DURA, MA PER ORA NESSUN ESPULSO – I PEONES HANNO PAURA: “E SE ADESSO CHIEDO L’ECOBONUS COSA SUCCEDE?” - I CONSIGLIERI LOCALI CHE RIVENDICANO DI AVER PRESO I SOLDI: “NON È UN BONUS PER SOPRAVVIVERE, MA UN RISARCIMENTO DANNI…”

1 – IL GARANTE DELLA PRIVACY "SI PUÒ PUBBLICARE IL NOME DI CHI HA PRESO IL BONUS"

Estratto dell’articolo di Federico Capurso per “la Stampa”

 

Pasquale Stanzione

Tre lettere metteranno fine allo scandalo dei deputati che hanno chiesto il bonus Covid, squarciando il velo che copre le loro identità. La prima, firmata dal Garante per la protezione dei dati personali Pasquale Stanzione, è già partita ed è la più importante, perché rimuove l'ostacolo della privacy dietro al quale si erano protetti i cinque furbetti. «Sulla base della normativa vigente - scrive - la privacy non è d'ostacolo alla pubblicità dei dati relativi ai beneficiari del contributo».

 

PASQUALE TRIDICO

Principio che vale soprattutto in questo caso, sottolinea, dove non c'è «una condizione di disagio economico-sociale» da tutelare e per di più, «a causa della funzione pubblica svolta, le aspettative di riservatezza si affievoliscono».

 

Su queste basi, il presidente della Camera Roberto Fico scriverà oggi la seconda lettera, indirizzata all'Inps, chiedendo un'istruttoria per rendere noti i nomi dei parlamentari che hanno fatto richiesta, nei mesi di marzo e aprile, dei bonus da 600 e da 1000 euro destinati alle partite Iva.

 

roberto fico beve una birretta 2

La terza e ultima lettera, attesa entro domani, sarà breve: cinque nomi e cinque cognomi, col bollino dell'Istituto di previdenza. «È giusto che gli italiani sappiano chi ha tradito la loro fiducia», inizia già a spingere Luigi Di Maio, «perché di mezzo c'è l'interesse pubblico. È una questione di giustizia e trasparenza».

 

(…) Qualcuno sta confessando, ma le lettere per ottenere i nomi dovranno essere avanzate da ciascun organo di appartenenza. A nulla serviranno poi le liberatorie fatte firmare ieri dal reggente M5S Vito Crimi a ogni deputato grillino per chiedere l'accesso ai dati Inps e verificare che non siano stati chiesti bonus. (…)

 

luigi di maio e virginia saba a palinuro 25

2 – E ADESSO I PEONES HANNO PAURA «COSÌ NEANCHE IL CONTRIBUTO AUTO»

Estratto dell’articolo di Emilio Pucci per “il Messaggero”

 

(…)

 

Certo, si tratta di «una questione etica», di un gesto irrispettoso di chi non ha considerato che quei fondi dovevano servire a chi veramente ne aveva bisogno, tuttavia la caccia alle streghe, partita da giorni, preoccupa big' e peones' di ogni partito. C'è malessere perfino nel Movimento 5Stelle per l'ordine partito di rinuncia alla privacy con tanto di autocertificazione.

 

matteo salvini andrea dara

«E se adesso chiedo l'ecobonus cosa succede?», allarga le braccia un pentastellato. «Dal 2015 sto usufruendo del bonus ristrutturazione. Se si viene a sapere sono nel torto?», si chiede un renziano. «Avevo pensato di chiedere il bonus per cambiare l'auto, ma mi sa che ne farò a meno», si lamenta un altro esponente della maggioranza.

 

Accade che da un lato tutti chiedono che i responsabili del misfatto' facciano un passo avanti, che si cambi la legge, che i deputati restituiscano il tesoretto'. Dall'altro, però, c'è il terrore di venire risucchiati nella gogna mediatica. Di vedere le proprie facce alla mercè dei social.

elena murelli 1

 

(…) Anche negli altri partiti sono in tanti che, pur rimarcando la gravità del caso, chiedono di abbassare i toni. Il consigliere piemontese Sarno ha fatto outing spiegando che si è trattato di un errore e quei soldi li ha ridati subito in beneficienza. Rimproverano chi ha alzato la voce di evitare di alimentare l'antipolitica.

 

«Tutti hanno qualche scheletro nell'armadio, di questo passo non si salva più nessuno», dice un leghista. Le chat parlamentari ribollono. Chi cerca di ridimensionare la vicenda viene tacciato di incoerenza. Succede perfino nel Movimento 5Stelle: «Ma ora chi ha chiesto il bonus per i monopattini è un delinquente?», azzarda un senatore. «Chi ha la responsabilità di questo Paese dovrebbe darsi una calmata», dice un deputato dem.

luigi di maio vito crimi

 

(…) Eppure ammette un esponente di governo M5S quando è stata pensata la norma era stato lanciato l'avvertimento. «Va bene la tempestività ma bisognava comunque porre un tetto», osserva un sottosegretario. E c'è chi mette nel mirino altre categorie: «Ci sono avvocati e commercialisti che hanno fatto la stessa cosa.

 

 Perché colpire solo quei pochi parlamentari che hanno sbagliato?», si chiede un presidente di commissione. «In giro ci sono troppi Robespierre», è il grido d'allarme lanciato da qualche consigliere regionale che pur ci ha messo la faccia. La preoccupazione è che non rotolerà, mediaticamente parlando, solo qualche testa.

 

GIORGIA MELONI LUCA ZAIA MATTEO SALVINI

«Non è una difesa della casta ma fare il parlamentare diventerà un insulto», sottolinea un forzista. Ecco l'altra faccia della medaglia, di chi si appella al garantismo per chi al di là dell'inopportunità dell'operazione non ha commesso alcun reato. «E' una manovra il sospetto nel centrodestra costruita ad arte da M5S per perorare la causa del taglio dei parlamentari. Pd e Iv, pur avendo detto sì al taglio, non organizzeranno alcuna iniziativa sul territorio. «Ma ora è evidente si lamenta un dirigente dem che i pentastellati si intesteranno da soli la vittoria».

 

3 – L'AZZURRO MATTIUSSI RIVENDICA SUI SOCIAL LA SCELTA MENTRE ALTRI CONSIGLIERI AMMETTONO DI AVERLI DATI IN BENEFICENZA

Estratto dell’articolo di Alberto Mattioli per “la Stampa”

 

Franco Mattiussi

E poi ci sono quelli che i soldi dell'Inps li hanno presi, e lo rivendicano sui social. Scuse, pentimenti, dimissioni? Macché. «Pentito, io? Per nulla. Con il mio post su Facebook non mi sono affatto autodenunciato: ci ho proprio messo la faccia». Parola di Franco Mattiussi, consigliere di Forza Italia in Friuli, due alberghi, una locanda e un bar dalle parti di Aquileia, due milioni di fatturato, «che vuole, siamo una piccola azienda. Però ho 28 collaboratori e sette familiari che lavorano con me, devo pensare a loro. Il governo mi ha fatto chiudere, quindi questo non è un bonus per sopravvivere, ma un risarcimento danni».

ubaldo bocci

(…). Mattiussi (stipendio da 7.500 euro netti al mese) è scatenato: «Non accetto lezioni di morale da nessuno. Chi punta l'indice di solito ha qualcosa da nascondere». Certo in Friuli sono tosti. Tiziano Centis, artigiano, eletto in Regione fra i Cittadini, proclama che non solo i 600 euro li ha ricevuti ma anche che chiederli era «opportuno e doveroso», amen.

ubaldo bocci matteo renzi

 

Ora tocca a Ubaldo Bocci, coordinatore del centrodestra in Consiglio comunale a Firenze, ex sfidante di Dario Nardella ed ex consigliere d'amministrazione di Azimut, ultimo reddito dichiarato 277 mila euro: «Certo che i 600 euro li ho presi, anzi ne ho presi 1.200 in due mesi. Ma solo per manifestare tutto il mio disgusto per una legge fatta male».

 

matteo salvini ubaldo bocci

Prego? «Sì. Infatti l'ho detto già in aprile alla riunione dei capigruppo. Naturalmente poi i soldi dell'Inps li ho dati in beneficenza, ho le ricevute dei bonifici. Ma volevo denunciare tutta l'assurdità di questa legge». Ionesco sull'Arno. Poi ci sono i tempisti.

 

Prendete il consigliere regionale cuneese Matteo Gagliasso, classe '93, grande promessa della Lega in Piemonte. La richiesta gli è stata fatta dal commercialista a sua insaputa, un classico del furbettigate.

 

Matteo Gagliasso Matteo Salvini

Gagliasso racconta di averlo scoperto solo dall'estratto conto della banca e di aver deciso di restituire i soldi all'Inps venerdì, insomma due giorni prima che scoppiasse lo scandalo: appunto, tempismo eccezionale.

 

Poi c'è Diego Sarno, sempre consigliere regionale, sempre in Piemonte, ma del Pd, oggi autosospeso. La colpa è della sua compagna e del suo commercialista, che sono poi la stessa persona. Per provare la procedura, costei ha usato diverse partite Iva, compresa quella del compagno, convinta che la richiesta non sarebbe stata accettata. Invece l'Inps munifico il bonus l'ha mandato e a Sarno non è rimasto che darlo in beneficenza. Seguono commenti sui social, per lo più irriferibili.

Franco Mattiussi Massimiliano Fedriga

 

 

Ultimi Dagoreport

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...