1. PROSEGUE LA DÉBACLE DEL MINISTRO DEGLI ESTERI TERZI DI SANTAQUALCOSA SUI MARÒ: IL PROCURATORE INDIANO DELLO STATO DEL KERALA NON SI FIDA DI CONCEDERE DUE SETTIMANE DI VACANZE NATALIZIE PER I DUE FUCILIERI: TEME CHE NON TORNINO IN INDIA 2. MA VA CAPITO: TERZI SI OCCUPA SOPRATTUTTO DI PIAZZARE I SUOI UOMINI: VOLEVA NOMINARE IL SUO CAPO SEGRETERIA AMBASCIATORE IN ARGENTINA. PECCATO CHE SI TRATTI DI PLACIDO VIGO, EX AMBASCIATORE A PANAMA E GRANDE AMICO DI LAVITOLA. IN COMPENSO “PIAZZA” A BELGRADO IL SUO CAPO UFFICIO STAMPA E A OTTAWA IL CAPO DI GABINETTO 3. BOCCIATO DA MONTI E NAPOLITANO, GIUDICATO “SOSPETTOSO E DIFFIDENTE” DAI COLLEGHI DI GOVERNO, IL NOSTRO EROE VOLA VERSO UNA CANDIDATURA CON FINI

1. MARO':GOVERNO INDIA NON SI OPPONE A PERMESSO NATALIZIO
(ANSA) - Il governo indiano non si oppone alla concessione di un permesso natalizio di due settimane ai marò nel caso in cui il tribunale del Kerala accolga la richiesta italiana. Lo ha detto oggi il portavoce governativo Syed Akbaruddin rispondendo a una domanda dell'ANSA nell'incontro settimanale con la stampa. "Rispetteremo qualsiasi decisione sarà presa dall'Alta Corte del Kerala - ha detto - in merito alla petizione presentata dall'Italia".

2. MARO':PROCURATORE KERALA CONTRARIO LICENZA, TEME NON TORNINO
(ANSA) - Il procuratore generale dello Stato indiano del Kerala ha argomentato oggi con tanti 'no' la sua posizione "assolutamente contraria" alla concessione della licenza di due settimane ai marò per le festività natalizie. Intervenendo nel dibattito nell'aula 5B dell'Alta Corte del Kerala a Kochi dopo i legali di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone che hanno illustrato gli argomenti e le garanzie a sostegno della richiesta, l'avvocato Asaf Ali ha ricordato che in Italia la Procura di Roma ha aperto un' inchiesta per omicidio nei confronti dei due fucilieri del San Marco. "Non è plausibile 'My Lord' - ha detto rivolgendosi al giudice P.Bhavadasan - che un magistrato locale ne disponga il fermo e quindi la proibizione a tornare in India?".

In questo caso, ha aggiunto, "la crisi giudiziaria si trasformerebbe in una crisi politica i cui riflessi sarebbero tutti a carico dello Stato del Kerala". Ali ha ricordato con foga che "qui siamo davanti ad un processo per l'uccisione di due pescatori indiani" e pur non arrivando a mettere in discussione il valore delle garanzie presentate dal console generale di Mumbai Giampaolo Cutillo a nome della Repubblica italiana per un ritorno dei marò alla fine della 'licenza', ha però avanzato l'ipotesi che "dietro la richiesta vi sia un retropensiero" mirante a far saltare il processo in India.

Il legale ha poi sostenuto che "la sola argomentazione della necessità di partecipare a cerimonie religiose con i famigliari ed amici in Italia" non è sufficiente a suo avviso per far accettare la domanda di espatrio. "Visto fra l'altro che migliaia di credenti vengono a trascorrere le festività natalizie qui da noi nello Stato cristiano del Kerala - ha esclamato - perché mai i parenti ed amici non possono venire a trovarli a Kochi? Magari a nostre spese?". Per tutte queste ragioni, ha concluso, "ribadiamo il nostro no alla concessione dell'autorizzazione ai marò a recarsi in Italia", sottolineando che "trattandosi di una richiesta di licenza per motivi familiari e non una modifica delle condizioni della libertà dietro cauzione, l'Italia avrebbe dovuto utilizzare il canale diplomatico e non quello giudiziario".

3. MARO': TERZI, RICHIESTA GARANZIE? RISPETTEREMO REGOLE
(ANSA) - "Se ci verranno chieste garanzie, continueremo a rispettare le regole" indiane. Così il ministro degli Esteri Giulio Terzi, rispetto alla richiesta delle autorità di New Delhi di fare tornare i due marò in India alla fine dell'eventuale licenza natalizia. L'udienza sulla richiesta di permesso per Natale proseguirà domani, ha ricordato Terzi, sottolineando che i due fucilieri sono "lì da quasi un anno in attesa" e in questo periodo l'Italia ha "rispettato tutte le regole".

 

4. I SUSSURRI DELLA FARNESINA TRA NOMINE E INCARICHI VIAGGIO NELLO SCONTENTO - TERZI GIUDICATO «SOSPETTOSO E DIFFIDENTE»
Maurizio Caprara per il "Corriere della Sera"

La Farnesina tornerà presto sotto i riflettori delle televisioni. Giorgio Napolitano e Mario Monti, giovedì il primo e venerdì il secondo, raggiungeranno il ministero degli Esteri per la nona conferenza degli ambasciatori. Si tratta di una riunione che richiama a Roma sotto le feste, quando il biglietto aereo se lo pagano loro, i capi missione delle 123 ambasciate d'Italia sparse per il mondo e delle nove rappresentanze permanenti. L'ultima della serie fu un anno fa. Questa volta l'ospite straniero più celebre sarà il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius.

Ad ascoltare il discorso del presidente della Repubblica sono stati invitati anche i 26 ambasciatori degli altri Paesi dell'Unione Europea più quello della Croazia, una scelta compiuta per sottolineare che l'Italia è saldamente ancorata all'Ue. Ci saranno anche due terzi del Consiglio dei ministri, nel palazzone bianco della Farnesina: 12 componenti su 18. A preparare la conferenza è stato in particolare Michele Valensise, il segretario generale del ministero. La frase che contraddistinguerà i due giorni di dibattito sarà «Diplomazia per la crescita». I 12 ministri verranno divisi in commissioni di lavoro, o tavole rotonde, a gruppi di tre. Quando il titolare degli Esteri Giulio Terzi ha messo in agenda l'appuntamento, non si immaginava che dicembre sarebbe stato per lo più un mese di pre-crisi di governo.

Per paradosso, lo stato pre-agonico di esecutivo e legislatura aumenterà l'attenzione di giornali e tv. Ma dietro la facciata non è un clima idilliaco quello che si respira in queste settimane alla Farnesina. Ambasciatore promosso a sorpresa ministro per il governo dei tecnici messo in piedi nel novembre 2011, Terzi viene giudicato da vari colleghi sospettoso, diffidente e, malgrado la sua indiscutibile cortesia in pubblico, un capo di carattere spigoloso. In uffici meno tranquilli di un tempo.

Questo ramo dell'amministrazione pubblica non risulta certo esente da sprechi. È il sindacato dei diplomatici Sndmae a far notare, in un suo documento intitolato RiFarnesina, che la rete dei 90 consolati d'Italia «risente tuttora di una impostazione tarata sulle esigenze di un tipo d'emigrazione che non esiste più da decenni». Tuttavia la diplomazia è uno strumento importante per il Paese e nelle sue file è in crescita la frustrazione: i fondi a disposizione del ministero, per altro in epoca di globalizzazione, sono diminuiti notevolmente negli ultimi dieci anni. Equivalevano allo 0,3% del bilancio dello Stato. Sono scesi allo 0,2%.

Senza darne comunicazione ufficiale, perché in attesa del gradimento dei Paesi di destinazione non la si dà, pochi giorni fa il governo ha deciso una serie di spostamenti di diplomatici. Per esempio, dalla primavera l'ambasciatore a Londra sarà Pasquale Terracciano, 56 anni, professionista stimato, già ambasciatore a Madrid, oggi consigliere diplomatico del presidente del Consiglio, che era su suo percorso indirizzato verso il Regno Unito da prima della nascita del governo Monti.

Mentre il suo mandato ha i mesi contati e si avvicina la fine della legislatura, Terzi teneva a sistemare alcuni suoi collaboratori. A una designazione che voleva proporre al Consiglio dei ministri ha dovuto rinunciare. Il titolare della Farnesina puntava a far nominare ambasciatore a Buenos Aires Placido Vigo, il capo della sua segreteria particolare. Prima di rientrare a Roma, la sede di Vigo era Panama, e lì, da capo della missione italiana, era in ottimi rapporti con Valter Lavitola, nome che poi ha acquistato notorietà più nelle cronache giudiziarie che nella storia dell'editoria socialista.

Monti e Napolitano, in via riservata, hanno fatto sapere di non ritenere opportuna la nomina per l'Argentina. Terzi ha obiettato che Vigo non è indagato e che non esiste alcun ostacolo legale. Da Palazzo Chigi e Quirinale è rimasto quel sostanziale veto che in diplomazia si edulcora con la definizione di «perplessità». Per non presentare la candidatura è bastato ricordarsi che a Buenos Aires l'ambasciatore in carica non è ancora in scadenza.

Il governo ha accettato invece di destinare alla guida dell'ambasciata a Belgrado Giuseppe Manzo. Dinamico, ampiamente apprezzato da diplomatici e giornalisti, agli occhi di alcuni Manzo (45 anni, un'età che alla Farnesina si può considerare non ancora matura) avrebbe però la colpa di essere diventato il capo del servizio stampa del ministero dopo aver lavorato con Terzi a Washington e all'Onu. Il Sndmae ha sostenuto che in Serbia l'ambasciatore andrebbe scelto tra quanti hanno un grado superiore al suo, consigliere d'ambasciata. Stando all'amministrazione, la circolare invocata non è più valida da tempo.

Per il posto di ambasciatore a Ottawa Terzi ha ottenuto la nomina di Gian Lorenzo Cornado, il suo attuale capo di gabinetto. Ci si interroga su che cosa farà nei prossimi mesi il ministro: si vociferava di una candidatura parlamentare con Futuro e libertà, i pronostici hanno virato sul Pdl o una delle liste di centro in cantiere. Nulla di certo. A metà settimana, riflettori puntati. Ma di questo se ne parlerà nei corridoi.

 

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