letta salvini calderoli

PROSSIMA FERMATA, PROPORZIONALE! - LA BOZZA DELLA NUOVA LEGGE ELETTORALE È PRONTA: L’HA PREDISPOSTA ROBERTO CALDEROLI, SU INPUT DI MATTEO SALVINI ED ENRICO LETTA - L’IDEA E’ UN PROPORZIONALE "CORRETTO" DA UN PREMIO DI MAGGIORANZA - I PARTITI SAREBBERO LIBERI DI CORRERE IN SOLITARIA PER RITROVARSI IN ALLEANZA SOLO DOPO IL VOTO: A TUTTI CONVIENE IL SUPERAMENTO DEI COLLEGI UNINOMINALI (NEL ROSATELLUM PESANO PER UN TERZO DEI SEGGI)

enrico letta matteo salvini meeting rimini 3

Giovanna Casadio per “la Repubblica”

 

La bozza della nuova legge elettorale è pronta. Roberto Calderoli, su input di Matteo Salvini ed Enrico Letta, ha lavorato gomito a gomito con Dario Parrini, il presidente dem della commissione Affari costituzionali del Senato, per portare a casa il risultato. Che poi sia quello buono è tutto da verificare. Ma «il dialogo c'è» con la Lega sulla riforma elettorale: ammette il segretario del Pd, convinto però che i tentativi da qui a fine estate potrebbero essere più d'uno.

 

calderoli

«C'è più di un'interlocuzione in corso», precisano dal Nazareno. L'importante è avere aperto una breccia. Archiviare le attuali regole di voto, il Rosatellum, è l'uscita di sicurezza per i partiti insofferenti alla camicia di forza di coalizioni che sono campi di battaglia più che di alleanza. Già prima delle Comunali qualcosa si è mosso, quando la travagliata partita del Quirinale aveva mostrato le difficoltà delle coalizioni.

 

ENRICO LETTA E MATTEO SALVINI

Dopo i ballottaggi del 26 giugno, il lavoro di Calderoli e Parrini è diventato un testo che prevede la possibilità per ciascun partito di correre con le proprie insegne, un proporzionale quindi, che restituisca però con un premio la stabilità per governare. Un premio piccolo, per evitare l'incostituzionalità già in passato segnalata dalla Consulta di disproporzionalità nell'assegnazione dei seggi. La coalizione, se c'è, è resa evidente agli elettori con la sottoscrizione di un programma comune da parte delle diverse forze politiche.

 

calderoli

Ma come si scelgono gli eletti è la questione aperta: preferenze, listini corti, quale altra soluzione? Nelle file dei progressisti, la scissione dei 5Stelle e il continuo bradisismo a cui Giuseppe Conte sta sottoponendo il governo Draghi, hanno provocato una accelerazione verso una riforma elettorale. Letta per la verità, già da mesi faceva pressing per una legge proporzionale, fosse il "Brescellum" (la proposta ferma in commissione Affari costituzionali della Camera e cara ai 5Stelle) o qualsiasi altra soluzione.

 

Aprire un cantiere di riforma elettorale è diventata una necessità, che però ha dovuto fare i conti con il muro alzato dal centrodestra, convinto di vincere facile insieme. Così dicono anche le simulazioni in mano ai leghisti. Però il deterioramento dei rapporti tra Salvini e Giorgia Meloni rischia di impedire persino di percorrere l'ultimo miglio dei preparativi per le Politiche, ovvero la spartizione dei collegi uninominali.

 

giorgia meloni 3

Il Rosatellum infatti, la legge attuale, è un mix di maggioritario (per 1/3 con collegi uninominali in cui è eletto il candidato di coalizione che ha avuto più voti) e proporzionale (per 2/3 ripartiti proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che abbiano superato le soglie di sbarramento). Gli accordi a destra si trasformerebbero in disaccordi profondi e paralizzanti.

 

A sinistra si procede con semplici esempi: quanti elettori dem sarebbero disposti a votare, nel collegio x, il grillino Danilo Toninelli, ad esempio? E viceversa quanti grillini si convincerebbero a dare il loro consenso a Lorenzo Guerini, simbolo e bandiera per il Pd di Letta, ma non per i 5Stelle di Conte. Al di là delle contingenze ultime, fanno sapere dal Nazareno, che ripristinare una corsa elettorale in cui ciascun partito renda visibile la propria identità, funziona.

LORENZO GUERINI

 

Anche in vista di un fronte largo, di cui il Pd sia il pivot. Calderoli, nella scrittura del testo, ha raccomandato «proporzionalità e ragionevolezza » del premio di maggioranza, perché ancora gli bruciano le bocciature della Consulta sul "suo" Porcellum. Potrebbe essere dato all'insieme di partiti che già abbiano raggiunto il 45% di consensi. Infine, i tempi. Ci sono, se c'è la volontà politica: è il leit motiv di chi sponsorizza questa nuovo modello elettorale.

 

danilo toninelli e la querela di berlusconi

Fratelli d'Italia potrebbe essere d'accordo, nonostante l'avversione per il proporzionale, convinta dal premio di maggioranza e dalla possibilità di correre da soli ma poi di ritrovarsi insieme nel centrodestra. I 5Stelle hanno sempre voluto una legge proporzionale. Come Articolo Uno e Sinistra italiana. Anche un futuro polo centrista ne trarrebbe vantaggio. In verità tra i dem ci sono alcune perplessità. Il responsabile riforme Andrea Giorgis frena. Però i lavori sono ormai in corso.

Ultimi Dagoreport

trump netanyahu pasdaran iran

DAGOREPORT - L’IRAN NON È IL VENEZUELA, E NEMMENO L’IRAQ: È UN PAESE STERMINATO CON 90 MILIONI DI ABITANTI. LE BOMBE SUI CAPOCCIONI CONTURBANTI DEGLI AYATOLLAH NON BASTERANNO PER UNA NUOVA RIVOLUZIONE: LA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE NON È COMPOSTA DAI RAGAZZI CHE SCENDONO IN PIAZZA E SOGNANO DEMOCRAZIA E LIBERTÀ SESSUALE, MA È RELIGIOSA E TRADIZIONALISTA – LE QUESTIONI DA TENERE D’OCCHIO SONO TRE: 1) QUANTO CI VORRÀ PER NOMINARE LA NUOVA GUIDA SUPREMA? E CHI SARÀ?; 2) QUANTO POTRÀ RESISTERE L’IRAN? QUANTI MISSILI CI SONO ANCORA NELL’ARSENALE?; 3) QUANTO DURERANNO GLI EUROPEI CON IL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ E UN’INFLAZIONE CHE SVUOTERÀ ANCORA DI PIÙ LE TASCHE DEI CITTADINI, GIÀ SVENATI DA QUATTRO ANNI DI GUERRA IN UCRAINA?

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…

carlo conti la moglie sal da vinci e la moglie

DALLA BATTUTA "SESSISTA" DI CARLO CONTI ALLA MOGLIE CHE APRIREBBE LE PORTE ALLA VIOLENZA ALLA “CULTURA DEL POSSESSO” NELLA CANZONE DI SAL DA VINCI, SANREMO SI CONFERMA PER L’ENNESIMA VOLTA IL TERRENO PREFERITO DALLE ERINNI FEMMINISTE PER SPARARE CAZZATE: SI SONO LANCIATE IN UNA BATTAGLIA POLITICO-IDEOLOGICA CHE VEDO "TOSSICITA'" IN TUTTO - METTERE NELLO STESSO CALDERONE IL FEMMINICIDIO CON LA BATTUTA CHE IL PRESENTATORE FA ALLA MOGLIE CREA UN LINK PERICOLOSO E FUORVIANTE: SE TUTTO È VIOLENZA, NIENTE PIÙ LO È DAVVERO - PER NON PARLARE DELLA DEMONIZZAZIONE DEL BRANO DI SAL DA VINCI DA PARTE DELLE ORGANIZZATRICI DEL "LILITH FESTIVAL" DI GENOVA - LA POLEMICA PRETESTUOSA SULLE POCHE ARTISTE DONNE IN GARA...

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...