GLI AMERICANI HANNO CAPITO CHE SARANNO DAZI AMARI - PROTESTE CONTRO TRUMP IN 1200 CITTÀ STATUNITENSI: DA WASHINGTON A SEATTLE PASSANDO ANCHE PER LA FLORIDA (ULTRA-REPUBBLICANA), PIÙ DI MEZZO MILIONE È SCESA IN STRADA PER MANIFESTARE CONTRO IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E IL SUO SODALE MUSK - GLI STRISCIONI: "ELON, NON SEI NAPOLEON: NESSUNO TI HA ELETTO"- "QUEI DUE VOGLIONO IMPOVERIRE TUTTI. USANO IL CAOS PER CONSOLIDARE IL LORO POTERE" - GLI STUDENTI STRANIERI CON IL VOLTO COPERTO, PER PAURA DI ESSERE RIMPATRIATI...

 

Estratto dell'articolo di Anna Lombardi per "La Repubblica"

 

proteste contro donald trump 8

Giù le mani dalle università, dalla scuola, dalle biblioteche pubbliche». E pure «dai nostri alleati, dal Canada, dall’Ucraina, dalla Nato, dall’Unione europea, dagli scambi commerciali». Ancora, «giù le mani dalla sanità, dai vaccini, dalla ricerca». Ma anche «dai posti di lavoro, dai fondi pensionistici, dal carrello della spesa ».

 

Una lista così lunga che Mary Stebbins, bibliotecaria di 46 anni, sul suo cartello ha scritto: “Ho troppi motivi per protestare e qui non entrano tutti”. Scuote la testa mentre ti dice: «Le mosse di questa amministrazione mi indignano ogni giorno. Ma mai avrei immaginato la follia dei dazi. Trump e Musk vogliono impoverire tutti. Usano il caos per consolidare il loro potere».

 

proteste contro donald trump 3

Nonostante la giornata fredda e la pioggia battente, New York non s’è tirata indietro: anzi, tanti hanno dipinto i loro slogan anti Trump (“Siamo una democrazia, ghigliottiniamo i re”) e anti-Musk (“Elon, non Napoleon: nessuno ti ha eletto”) direttamente sugli ombrelli. Nella Grande Mela almeno 20mila persone – ma c’è chi dice molte di più – hanno partecipato a quella che è stata solo una delle almeno 1.200 proteste che hanno scosso e risvegliato l’America.

 

A cui hanno aderito 150 organizzazioni, da Greenpeace a Human Rights Campaign, insieme a sindacati e a molti membri del partito democratico. Oltre mezzo milione di persone scese in piazza unite dal comune slogan “Hands Off” - giù le mani, appunto – per protestare contro «l’eccesso di autoritarismo e il programma sostenuto dai miliardari» affollando i numerosi eventi organizzati in tutti e 50 gli Stati:

proteste contro donald trump 2

 

da Boston a Minneapolis, da San Francisco a Portland e nella capitale Washington: dove sul National Mall, a due passi dalla Casa Bianca, s’è tenuta la manifestazione più partecipata. Ma pure in centri solitamente non scossi dalle proteste, come Ventura, California, dove si sono presentati in mille. E perfino Fort Lauderdale nella trumpiana Florida.

 

È un popolo variegato quello che riempie Bryant Park, nel cuore di Manhattan, per poi marciare fino a Madison. Trova la sua voce sotto i leoni di pietra della New York Public Library, cantilenando «Ehehe ohoho, Donald Trump must go», se ne deve andare. Visibilmente sollevati e felici di ritrovarsi in tanti. Certo, numerosi giovani indossano mascherine chirurgiche e non per paura dell’influenza: «Siamo studenti universitari stranieri, protestare è ormai pericoloso per noi. Cerchiamo di non farci identificare» ti dice Aldine egiziana, studentessa di Economia alla New York University [...]

proteste contro donald trump 5

 

Dalle stazioni della metropolitana esce un fiume di persone determinate a riprendersi la parola coi loro cartelli fatti in casa. Molti dominati dai pinguini delle isole australiane Heard e McDonald, perfino loro vittime dei dazi di Trump: “F#ck your tariff” proclama uno, l’epiteto addolcito da un fiocco di neve al posto della U. “Pure all’Ikea trovi gabinetti migliori di quello assemblato da Trump”, c’è scritto su un altro.

 

[...] I genitori hanno portato i bambini: stringono disegni in difesa della scuola pubblica. Ci sono pure gli studenti di teologia della Fordham University, alcuni con la tonaca: “Giù le mani dai migranti” c’è scritto sul loro striscione. Colpisce il cartello di Susan Dwight: “Vi ricordate la poliomielite? Io no”: «Sono una ricercatrice, una biologa molecolare. Grazie a Elon Musk ho appena perso il lavoro». [...]

proteste contro donald trump 4proteste contro donald trump 7MEME SUI DAZI DI TRUMP ALLE ISOLE MCDONALD E HEARDMEME SUI DAZI DI TRUMPproteste contro donald trump 6proteste contro donald trump 1

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...