matteo salvini giorgia meloni sergio mattarella

PUR DI ROMPERE IL DAZIO A GIORGIA MELONI, LA LEGA ARRIVA ADDIRITTURA A METTERE IN DISCUSSIONE IL COLLE – IL SENATORE NO-EURO CLAUDIO BORGHI ATTACCA DIRETTAMENTE IL CAPO DELLO STATO SULLA QUESTIONE TARIFFE: “CHI NON VUOLE TRATTATIVE BILATERALI CHE POTREBBERO ESENTARE L’ITALIA DAI DAZI? LA RISPOSTA È SEMPLICE: MATTARELLA” – IL CARROCCIO INSISTE A BATTERE SUL NEGOZIATO BILATERALE CON WASHINGTON: UN MODO PER FAR RIVENDICARE UNA PRESUNTA SPECIAL RELATIONSHIP CON TRUMP RISPETTO ALLA MELONI

GIORGIA MELONI - DONALD TRUMP

1. MELONI GIOCA IN DIFESA: NON È UNA CATASTROFE RIVEDERE PATTO DI STABILITÀ

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per "la Repubblica"

https://www.repubblica.it/politica/2025/04/04/news/meloni_salvini_schlein_vertice_dazi_trump-424105624/

 

[…] Problema a destra: la Lega […] è pronta a chiedere un negoziato diretto con gli Usa nella mozione congressuale che domani e domenica incoronerà Matteo Salvini per la terza volta segretario del partito a Firenze […]. Dai salviniani non arriva mezza critica a The Donald: «Fa gli interessi degli Usa, il problema dell’Italia è l’Europa». Per la Lega, i contro-dazi «sarebbero un suicidio ».

 

mattarella salvini

Il senatore Claudio Borghi attacca il capo dello Stato: «Chi non vuole trattative bilaterali che potrebbero esentare l’Italia dai dazi? La risposta è semplice: Mattarella».

 

Oltre alla strategia con Ue e Usa, Meloni deve gestire anche una coalizione sempre più bizzosa. Proprio Urso ieri in Senato ha rilanciato il «buy european», inviso al Carroccio.

«Nessun leghista era presente ad ascoltarlo in Senato», punge il dem Filippo Sensi.

 

Dall’opposizione, attacca la leader del Pd, Elly Schlein: «I dazi di Trump sono una mazzata per imprese e lavoratori. È incredibile che il governo resti fermo». Dal canto suo Giuseppe Conte si distingue con un giudizio più morbido sul presidente Usa: «La sua — dice il leader 5S — non è una costruzione eccentrica. Ci sono molti economisti che sostengono che in prospettiva migliorerà l’economia americana».

 

trump salvini

2. LA LEGA GIÀ STUDIA LO STRAPPO CON L'UE "TRATTIAMO DA SOLI COL GOVERNO USA"

Estratto dell’articolo di Francesco Malfetano per “La Stampa”

 

Prima ancora che a Palazzo Chigi Giorgia Meloni convocasse vicepremier e ministri per concordare una risposta ai dazi americani, Matteo Salvini aveva già riunito il gruppo economico della Lega.

 

E, neanche a dirlo, la linea del Carroccio è anche stavolta dissonante da quella che è poi trapelata dal vertice convocato dalla premier. Se l'obiettivo comune è non scatenare un'escalation che rischierebbe di travolgere ambo i lati dell'Atlantico, per il vicesegretario leghista Andrea Crippa, nel farlo l'Italia dovrebbe sfilarsi dalla trattativa europea e avviare un confronto bilaterale con Washington […].

 

TWEET SUI DAZI - GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI

«Dal nostro punto di vista gli Stati Uniti tratteranno in maniera bilaterale, non con l'Ue ma con in singoli Stati, e un governo amico degli Usa può fare un buon servizio al paese» è la tesi leghista, determinata a far pesare la special relationship con Donald Trump, che finirà in una mozione che sarà votata domenica.

 

Uno spunto che per tutto il giorno porta numerosi esponenti leghisti ad attaccare i Ventisette, colpevole di aver messo «le proprie pastoie» al commercio globale o essersi avviluppata «tra burocrazia e eco-follie».

 

Distinguo e note stonate che vanno aumentando ad una manciata di ore dal Congresso nazionale del Carroccio, nonostante gli sforzi di Meloni di evitare sbandamenti. A dimostrarlo, oltre alla gestione delle tariffe Usa, anche il capitolo sicurezza. Nel cdm che si terrà a Palazzo Chigi questo pomeriggio - a meno di cambiamenti di programma - approderà una nuova versione del Disegno di legge che è rimasto impantanato in Parlamento da mesi.

 

SERGIO MATTARELLA AL FORUM DELL OLIO E DEL VINO

E lo farà sotto forma di decreto, per accelerare l'iter di norme che l'esecutivo giudica improcrastinabili. Tanto che il nuovo testo, utile a Meloni e i suoi per sviare l'attenzione dal tema dazi, assorbirà una buona fetta delle norme contenute dal provvedimento precedente, costretto nei giorni scorsi a tornare dal Senato alla Camera per un problema di coperture finanziarie.

 

Un'operazione utile a sminare il muro contro muro che si è creato tra la maggioranza e il Quirinale e concordata con il Colle. Mattarella ha infatti chiesto di modificare almeno due punti: la possibilità di tenere in carcere le detenute madri di figli piccoli (eliminando l'obbligo di differimento pena) e il divieto ai migranti irregolari di acquistare sim telefoniche.

 

MATTEO SALVINI - GIORGIA MELONI - ANTONIO TAJANI - MEME IN VERSIONE STUDIO GHIBLI

Aggiustamenti a lungo discussi che, a differenza di FdI e FI, la Lega ha osteggiato provando ad evitare ritardi. Ora però il Carroccio accetterà le modifiche nel Dl, nonostante non abbia apprezzato l'intervento del Quirinale.

 

A chiarirlo è sempre Crippa che spiega come «debba essere la politica a fare le leggi», «poi se dal Colle più alto ci rimandano indietro i testi ne prendiamo atto» anche se «noi eravamo più d'accordo col testo originale, non col testo edulcorato da Mattarella». Un attacco che costringe il Carroccio a correre ai ripari qualche ora dopo, chiarendo in una nota che «il decreto in arrivo ci soddisfa pienamente». […]

donald trump matteo salvini

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...