vladimir putin

PUTIN È ALL’ANGOLO. E PER QUESTO ANCORA PIÙ PERICOLOSO – SONO CAZZI AMARI PER LA RUSSIA, ORA CHE I DRONI UCRAINI STANNO COLPENDO LE SUE INFRASTRUTTURE ENERGETICHE. IL “FINANCIAL TIMES” IPOTIZZA CHE “MAD VLAD” TENTERÀ UN’ESCALATION PER CAMBIARE LE SORTI DELLA GUERRA - QUATTRO SCENARI: “IL PRIMO RIGUARDA AZIONI CONVENZIONALI SUL CAMPO DI BATTAGLIA CONTRO L'UCRAINA. IL SECONDO PREVEDE L'USO DI ARMI NUCLEARI. IL TERZO CONSISTE IN UN ATTACCO DIRETTO ALLA NATO. IL QUARTO È LA ‘GUERRA IBRIDA’, OVVERO OPERAZIONI RUSSE CLANDESTINE VOLTE A COLPIRE INFRASTRUTTURE O INDIVIDUI OCCIDENTALI. SI TRATTA IN OGNI CASO DI SCELTE PESSIME...”

Estratto dell’articolo di Gideon Rachman per il “Financial Times”

 

VLADIMIR PUTIN

Questo fine settimana si è levato del fumo su San Pietroburgo, dopo che alcuni droni ucraini hanno colpito il terminal petrolifero della città. A Mosca si sono formate lunghe code davanti alle stazioni di servizio ancora aperte.

 

La crescente frequenza e precisione degli attacchi ucraini con droni a lungo raggio hanno provocato la più grave crisi dei carburanti in Russia da decenni a questa parte. Hanno inoltre alimentato la sensazione diffusa che l'inerzia del conflitto sia cambiata. [...]

 

VLADIMIR PUTIN - ILLUSTRAZIONE DEL FINANCIAL TIMES

Tuttavia, in pochi credono che il leader russo accetterà semplicemente la sconfitta; i decisori politici occidentali si preparano dunque a un'estate di escalation. "La domanda che tutti ci poniamo", afferma uno di loro, "è: cosa farà Putin?"

 

In linea di massima, tra gli strateghi occidentali si contrappongono due scuole di pensiero. La prima sostiene che stiamo entrando in una fase molto pericolosa e che un Vladimir Putin messo all'angolo probabilmente reagirà in modo violento, nel tentativo di cambiare le sorti della guerra.

 

murale vladimir putin donald trump

La seconda ritiene invece che le opzioni concrete di escalation a disposizione di Putin siano piuttosto limitate. Di conseguenza, il pericolo maggiore potrebbe risiedere nel fatto che i leader occidentali, spaventati dalla minaccia di un'escalation russa, facciano pressioni sull'Ucraina affinché faccia un passo indietro.

 

Esistono quattro possibili scenari di escalation. Il primo riguarda azioni convenzionali sul campo di battaglia contro l'Ucraina. Il secondo prevede l'uso di armi nucleari. Il terzo consiste in un attacco diretto alla NATO. Il quarto è la cosiddetta "guerra ibrida", ovvero operazioni russe clandestine volte a colpire infrastrutture o individui occidentali.

 

raffineria di kapotnya a mosca colpita dai droni ucraini 11

Si prevede che, nel corso dell'estate, la Russia invierà ulteriori truppe nel "tritacarne" del fronte. Di recente, Putin ha sostenuto che le sue forze avessero conquistato la città di Kostyantynivka, un obiettivo chiave per il Cremlino nella regione orientale di Donetsk; tuttavia, tali affermazioni sono state smentite e derise da Volodymyr Zelenskyy.

 

[...] la Russia sta perdendo truppe a un ritmo superiore alla sua capacità di rimpiazzarle: circa 35.000 tra morti e feriti al mese. Si ipotizza che Putin possa proclamare una mobilitazione generale tramite la leva obbligatoria, una mossa che però rischierebbe di scatenare una reazione negativa nell'opinione pubblica.

 

Dopo oltre quattro anni di combattimenti logoranti, ben pochi segnali indicano che la Russia sia prossima a una svolta decisiva. Il desiderio di rivincita e di escalation di Putin potrebbe invece tradursi in attacchi più indiscriminati, come le incursioni di missili e droni che la scorsa settimana hanno causato la morte di 30 civili a Kiev. Tuttavia, per quanto brutali, è improbabile che tali tattiche riescano a ribaltare le sorti del conflitto.

 

VLADIMIR PUTIN - PARATA MILITARE RUSSA A MOSCA - 9 MAGGIO 2026

Nel corso del conflitto, Putin e la sua cerchia hanno più volte alluso esplicitamente al possibile ricorso russo ad armi nucleari tattiche. Tali minacce, però, vengono oggi prese meno sul serio rispetto all'inizio della guerra. I decisori occidentali ritengono che il leader cinese Xi Jinping abbia ammonito Putin a non utilizzare armi nucleari e che il Cremlino sia consapevole del rischio di un intervento diretto dell'Occidente nel conflitto qualora la Russia dovesse ricorrere all'opzione nucleare. [...]

 

Alcuni leader occidentali si preparano invece all'eventualità di una provocazione russa ai danni degli Stati baltici o della Polonia. I responsabili della sicurezza in Lettonia hanno dichiarato che la Russia sta "preparando provocazioni militari" potenzialmente dirette contro di loro.

 

RAID DI DRONI UCRAINI SU SAN PIETROBURGO

Un attacco russo diretto appare improbabile. Tuttavia, gli strateghi occidentali temono da tempo un intervento russo camuffato da rappresaglia per un'aggressione della NATO o giustificato dalla necessità di proteggere le popolazioni russofone nei Paesi baltici. L'obiettivo potrebbe essere quello di innescare una crisi militare e diplomatica capace di dividere l'alleanza occidentale, spingendo così gli Stati Uniti a esercitare maggiori pressioni sull'Ucraina affinché accetti concessioni territoriali.

 

Ma Putin correrebbe davvero questo rischio? Negli ultimi quattro anni ha sempre evitato lo scontro diretto con la NATO, nonostante i timori che la Russia potesse attaccare le linee di rifornimento e le basi sul territorio dell'Alleanza attraverso cui transitano le armi dirette in Ucraina. Un'escalation nell'area baltica potrebbe inoltre richiedere lo spostamento di truppe russe dal fronte ucraino. Putin dovrebbe anche mettere in conto che l'apertura di un secondo fronte direttamente su suolo NATO potrebbe rivelarsi disastrosa, esponendo la Russia al rischio di un'umiliazione.

 

xi jinping e vladimir putin a pechino - foto lapresse

Resta quindi l'opzione della guerra ibrida, fenomeno che ha già caratterizzato gli ultimi quattro anni. Tra gli episodi più noti figurano il piano per inserire ordigni in pacchi spediti tramite DHL e il tentativo di assassinare il vertice di Rheinmetall, importante azienda tedesca del settore della difesa. La Russia continua inoltre a monitorare in modo ostentato infrastrutture occidentali strategiche, come i cavi sottomarini e i gasdotti.

 

Tuttavia, anche un'escalation ibrida mirata alle infrastrutture civili comporta dei rischi. È fuori dubbio che l'Occidente potrebbe reagire. Gli esperti di sicurezza osservano che Russia, Cina e il blocco guidato dagli Stati Uniti potrebbero aver piazzato, l'uno nelle infrastrutture critiche dell'altro, l'equivalente informatico di bombe inesplose.

 

Vladimir Putin - Forum economico internazionale di San Pietroburgo - foto lapresse

Putin dispone certamente di opzioni per un'escalation, ma il problema è che si tratta, in ogni caso, di scelte pessime. Ciononostante, non vi sono segnali che il leader russo sia disposto ad accettare la sconfitta. L'Ucraina e i suoi sostenitori occidentali si preparano dunque ad affrontare un'estate pericolosa. Se riusciranno a superarla — mantenendo costante la pressione sulla Russia — sperano che Putin e la sua cerchia possano trovarsi costretti ad accettare la realtà e ad abbandonare le loro ambizioni massimaliste entro la fine dell'anno. La fine della guerra in Ucraina potrebbe finalmente essere vicina.

RAID DI DRONI UCRAINI SU SAN PIETROBURGORAID DI DRONI UCRAINI SU SAN PIETROBURGOraffineria di kapotnya a mosca colpita dai droni ucraini 9

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...