ilya remeslo putin

“PUTIN È UN PRESIDENTE ILLEGITTIMO, UN LADRO E UN CRIMINALE” - L'AVVOCATO CHE PERSEGUITAVA NAVALNY ILYA REMESLO, STORICO FEDELISSIMO DI "MAD VLAD" ROMPE COL CREMLINO, SMENTISCE L'HACKERAGGIO DEL SUO CANALE TELEGRAM E VERGA UN MANIFESTO IN SEI PUNTI CONTRO PUTIN: “DEVE DIMETTERSI ED ESSERE PROCESSATO COME CRIMINALE DI GUERRA” – L’ATTO DI ACCUSA CONTRO IL CONFLITTO IN UCRAINA (“UNA GUERRA TOTALMENTE SENZA SBOCCHI, CON ENORMI PERDITE, PORTATA AVANTI SOLO PER I COMPLESSI DI PUTIN. PUÒ ANDARE AVANTI ANCORA 5-10 ANNI. SIETE PRONTI A QUESTO?”) E LA DENUNCIA DELL'OSSESSIONE DELLO ZAR RUSSO PER IL LUSSO “AL LIMITE DELLA MALATTIA” - VIDEO

 

 

Dall’articolo di David Puente per open.online - Estratti

 

L’avvocato e blogger russo Ilya Remeslo, storico fedelissimo del Cremlino noto per le sue battaglie contro l’opposizione, ha pubblicato un lungo manifesto su Telegram dal titolo “Cinque motivi per cui ho smesso di sostenere Vladimir Putin“. Come riportato nel suo post, così come dal The Moscow Times, il manifesto si conclude con parole esplicite: «Vladimir Putin non è un presidente legittimo. Deve dimettersi ed essere processato come criminale di guerra e ladro. Viva la libertà, dannazione!».

ILYA REMESLO 27

 

Ilya Remeslo è un avvocato e blogger russo, noto per il suo sostegno alle posizioni del Cremlino e di Vladimir Putin. Negli anni si è distinto come uno dei più attivi sostenitori della linea governativa, utilizzando anche le sue competenze legali per presentare denunce contro attivisti, giornalisti e oppositori politici.

 

È stato coinvolto in diverse campagne contro il leader dell’opposizione Alexei Navalny, partecipando anche a procedimenti giudiziari a suo carico. In passato ha fatto parte della Camera pubblica russa, un organismo consultivo legato al Cremlino, consolidando il suo ruolo all’interno dell’ecosistema mediatico e politico filogovernativo putiniano.

 

I punti di Remeslo contro Putin

Nel lungo messaggio pubblicato su Telegram, Remeslo elenca cinque motivi principali alla base della sua rottura. Il primo riguarda la guerra in Ucraina, definita «assolutamente senza via d’uscita». Secondo il blogger, il conflitto ha causato «1-2 milioni di vittime» e sta andando avanti senza benefici per i cittadini russi.

 

«Una guerra totalmente senza sbocchi, con enormi perdite… può andare avanti ancora 5-10 anni. Siete pronti a questo?» scrive Remeslo, sostenendo che il conflitto venga portato avanti «solo per i complessi di Putin», mentre «noi cittadini comuni non ne ricaviamo nulla, ma perdiamo soltanto».

ILYA REMESLO PUTIN

 

Il secondo punto riguarda l’economia. Secondo Remeslo, «sanzioni, infrastrutture distrutte, perdita di partner commerciali» sarebbero costati «trilioni di dollari che avremmo potuto usare per costruire città, scuole, ospedali». Nel suo manifesto, il propagandista russo accusa il Cremlino di aver favorito «i palazzi del presidente e dei suoi amici», mentre milioni di russi restano poveri.

 

Nel terzo punto critica la repressione digitale e mediatica, sostenendo che il Cremlino abbia tradito le promesse sullo sviluppo di Internet: «Abbiamo visto che Internet mobile non funziona nemmeno nelle grandi città… tutti i social occidentali sono bloccati». Aggiunge, inoltre, che Telegram sarebbe «bloccato all’80%» e che sarebbe prevista una chiusura totale.

 

Il quarto motivo riguarda la permanenza al potere di Putin: «È al potere dal 1999, da oltre 26-27 anni… e sembra voler restare sul trono fino a 150 anni».

 

Remeslo, nel manifesto, richiama il principio secondo cui «il potere assoluto corrompe in modo assoluto», sostenendo che Putin sia cambiato nel tempo.

 

ILYA REMESLO 24

Infine, accusa il presidente di non ascoltare i cittadini: «Le “linee dirette” sono un circo… al presidente non interessano i problemi interni».

 

Secondo il blogger, in Russia non esiste più una vera opposizione: «Quelli che hanno provato a criticare sono stati dichiarati agenti stranieri, sono all’estero o sono morti». Il testo si chiude con un’esclamazione: «Viva la libertà, dannazione!».

 

Come sottolinea il The Moscow Times, attacchi così diretti a Putin da parte di figure vicine al sistema sono estremamente rari. Alcuni esponenti dell’area pro-guerra hanno ipotizzato un crollo psicologico, una messinscena o un hackeraggio del suo canale Telegram.

 

Secondo l’oppositore in esilio Leonid Volkov, citato dal The Moscow Times, «qualcosa non torna» e un attacco simile «supera ogni linea rossa». Tuttavia, è lo stesso Remeslo, il giorno dopo, a smentire ogni teoria, confermando il suo attacco diretto contro Vladimir Putin.

 

Di fronte alle numerose teorie circolate a seguito della pubblicazione del suo manifesto, dall’account hackerato fino a una messinscena, Remeslo ha smentito pubblicamente ogni dubbio.

 

In un video pubblicato sul suo canale Telegram ha dichiarato di aver scritto personalmente il manifesto, mentre in successive dichiarazioni riportate anche dalla stampa ha insistito: «Nulla di tutto questo è organizzato. Sto semplicemente dicendo la verità».

 

VLADIMIR PUTIN IN MIMETICA

Non solo. Il giorno seguente ha rilanciato con un ulteriore attacco, aggiungendo un sesto punto alla lista delle accuse contro Putin, ovvero una «ossessione per il lusso al limite della malattia».

 

Secondo Remeslo, il presidente disporrebbe di numerose residenze, aerei e mezzi blindati, e avrebbe sprecato le risorse del Paese per arricchire sé stesso e il proprio entourage.

 

 

(...)

Ha accusato l’amministrazione presidenziale di orchestrare propaganda e operazioni contro l’opposizione, arrivando a sostenere che alcune azioni contro Alexei Navalny fossero decise ai vertici del potere.

 

 

VLADIMIR PUTINILYA REMESLO 2

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