PUTIN SI METTE COMODO E ASPETTA CHE TRUMP MANDI A FANCULO ZELENSKY – LA RIVELAZIONE DEL “FINANCIAL TIMES”, SECONDO CUI GLI STATI UNITI HANNO INTIMATO ALL’UCRAINA DI ACCETTARE LE RIVENDICAZIONI RUSSE PRIMA DI RICEVERE GARANZIE DI SICUREZZA, NON SORPRENDE NESSUNO: I RUSSI DA SETTIMANE CONTINUANO A PARLARE DI “FORMULA ANCHORAGE”, RIFERENDOSI ALL’INCONTRO TRA PUTIN E TRUMP A FERRAGOSTO, E NON SONO DISPONIBILI A SCENDERE A COMPROMESSI - ZELENSKY NON PUÒ ACCETTARE, NON SOLO PERCHÉ SAREBBE UN’UMILIAZIONE, MA PERCHÉ SERVE UN REFERENDUM PER CEDERE TERRITORI...
GLI USA PREMONO SU KIEV "GARANZIE DI SICUREZZA SE LASCIATE IL DONBASS"
Estratto dell’articolo di Rosalba Castelletti per “la Repubblica”
vladimir putin e donald trump - anchorage alaska
«Il ritiro dal Donbass è la via per la pace per l'Ucraina», scrive su X il negoziatore russo Kirill Dmitriev. Fin qui il solito ritornello moscovita […].
Ci sarebbe però una novità, stando almeno a otto fonti citate dal Financial Times: l'amministrazione statunitense avrebbe sposato le rivendicazioni russe al punto tale da vincolare le garanzie di sicurezza per l'Ucraina alla cessione dell'Est a Mosca.
Come ulteriore incentivo, avrebbe anche promesso più armi per rafforzare l'esercito ucraino.
Una ricostruzione smentita dalla Casa Bianca. «È totalmente falso.
L'unico ruolo degli Stati Uniti nel processo di pace è quello di riunire entrambe le parti per raggiungere un accordo», ha commentato la vice portavoce Anna Kelly accusando il quotidiano britannico di «consentire ad attori maligni di mentire anonimamente per rovinare il processo di pace». Trump, invece, parlando coi giornalisti, ha detto soltanto che starebbero «accadendo cose molto positive». […]
VALERY GERASIMOV VISITA I SOLDATI RUSSI IN UCRAINA
Eppure, ad avvalorare la ricostruzione del Financial Times, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov parla con insistenza di "formula Anchorage", così chiamata perché sarebbe stata concordata tra Donald Trump e Vladimir Putin lo scorso agosto in Alaska.
Stando a diversi media, prevederebbe la cessione a Mosca dell'intero Donbass, in cambio del congelamento dell'attuale linea del fronte nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson.
[…] Mosca […] manda i suoi messaggi subliminali. Con Putin a San Pietroburgo a commemorare l'anniversario della fine dell'assedio dell'allora Leningrado, è toccato al capo di Stato maggiore Valerij Gerasimov rivendicare i successi sul campo con una visita alle truppe nell'Est Ucraina.
volodymyr zelensky donald trump conferenza stampa a mar a lago foto lapresse
Nel filmato trasmesso dalle tv luogo e data non sono specificati.
Gerasimov loda i soldati che «stanno continuando la loro offensiva su tutti i fronti» e, a suo dire, da inizio gennaio, avrebbero conquistato 17 insediamenti e «oltre 500 chilometri quadrati di territorio ucraino» fino a spingersi a «circa 12-14 chilometri dalle estremità meridionali e sud-orientali» di Zaporizhzhia.
Il messaggio sottinteso è sempre lo stesso: Mosca otterrà quello che chiede, se non diplomaticamente, militarmente.
SUI NEGOZIATI MOSCA SI METTE COMODA
Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”
La Russia vuole l’area dell’Ucraina conosciuta come Donbas e crede che in un modo o nell’altro l’avrà. La convinzione le deriva dal fatto che saranno gli Stati Uniti a fare in modo che la cessione avvenga.
Secondo l’Institute for the Study of War ci vorrà del tempo prima che l’esercito del Cremlino riesca a completare la sua conquista della regione di Donetsk, come minimo riuscirà a farlo entro agosto del 2027. Una data lontana alla quale Mosca può arrivare con un dispendio di uomini e denaro notevole.
VALERY GERASIMOV VISITA I SOLDATI RUSSI IN UCRAINA
Per questo pensa che sarà l’Amministrazione americana ad accorciarle la strada, facendo pressione su Kyiv affinché ceda […] quella porzione di territorio che sta tenendo con forza perché è da lì che si protegge l’intero paese.
All’inizio della settimana, Volodymyr Zelensky aveva annunciato di essere pronto a firmare un accordo con gli Stati Uniti per la ricostruzione dell’Ucraina e le garanzie di sicurezza.
Per gli ucraini un accordo del genere è importante anche dal punto di vista negoziale, per mostrare di avere le spalle coperte.
strage di soldati russi a Trudivske nel Donbass
Otto persone informate dei fatti hanno riferito al Financial Times che gli Stati Uniti però non vogliono firmare e non vogliono neanche specificare quali garanzie di sicurezza sono pronti a dare.
Prima di stringere un accordo pretendono che l’Ucraina faccia quello che la Russia chiede: cedere tutto il Donbas.
Zelensky non ha neanche i poteri per raggiungere un accordo del genere, può manifestare la sua volontà politica, ma deve comunque chiedere l’approvazione ai suoi cittadini per cedere dei territori che l’Ucraina non ha perso in battaglia.
Il danno è notevole per gli ucraini. I russi si mettono comodi, stanno a guardare, credono che male che vada combatteranno per oltre un anno, bene che vada ci penseranno gli Stati Uniti ad accorciare i tempi.
Valery Gerasimov e Vladimir Putin
Così Washington ha creato un enorme problema a Kyiv, ha mandato gli ucraini a negoziare, di fatto rassicurando i russi che qualsiasi cosa accada, non è importante quanti “no” dirà Zelensky, per l’Amministrazione Trump la guerra si chiude secondo le regole di Mosca.
RUSTEM UMEROV - KYRILO BUDANOV - VOLODYMYR ZELENSKY - DONALD TRUMP

