mikheil kavelashvili orban vucic georgescu

PUZZONI D'EUROPA, UNITEVI! - CHI SONO I SOVRANISTI DEL VECCHIO CONTINENTE, SOSTENUTI DA PUTIN, CHE CRITICANO L'UE NONOSTANTE I LORO PAESI INCASSINO UNA MONTAGNA DI SOLDI DA BRUXELLES - IN UNGHERIA C'E' ORBÁN, IN SLOVACCHIA ROBERT FICO (CHE È ANDATO A MOSCA PER LA PARATA DEL 9 MAGGIO), IN SERBIA C'È ALEKSANDAR VUCIC, IN GEORGIA È MIKHEIL KAVELASHVILI E IN ROMANIA SIMION - A QUESTI SI AGGIUNGONO LE SVASTICHELLE DI AFD, I TRUMPIANI A STELLE E STRISCE E I LEGHISTI ITALIANI - MILENA GABANELLI: "I NAZIONALISTI GRIDANO AL COMPLOTTO QUAND’È MESSA IN DISCUSSIONE LA LIBERTÀ DEGLI AMICI, MA TACCIONO SE TOCCA AI LORO NEMICI..."

Estratto dell'articolo di Francesco Battistini, Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera”

 

viktor orban robert fico

Il nazionalismo sovranista è la bussola di chi comanda in Ungheria (Viktor Orbán), in Slovacchia (Robert Fico), in Serbia (Aleksandar Vucic), e in Georgia (Mikheil Kavelashvili). Per circa un decennio, ha dominato la scena della Polonia, della Repubblica Ceca e della Bulgaria.

 

Domenica scorsa ha fatto volare al primo turno (40%) il sovranista George Simion, candidato alla presidenza della Romania, fra qualche giorno potrebbe sfondare di nuovo in Polonia e a settembre in Moldova. Ma da dove arrivano questi politici? Chi sono? E soprattutto: fino a che punto possono spingersi?

 

aleksandar vucic vladimir putin 5

In Romania lo scorso novembre si presenta alle elezioni Calin Georgescu: da perfetto sconosciuto in poche settimane accumula 3,4 milioni di follower e passa il primo turno con il 22,4% dei voti. Elezioni poi annullate dalla Corte Costituzionale, e Georgescu escluso dalla corsa elettorale per il sospetto di finanziamenti illeciti ricevuti dalla Russia e per l’uso manipolatorio di bot e d’account falsi su TikTok.

 

Insorgono al grido di «minaccia alla democrazia» il vicepresidente Usa J.D. Vance, Elon Musk, Vladimir Putin, il presidente turco Erdogan, i Conservatori europei e Matteo Salvini che ha parlato di «euro-golpe in stile sovietico». Al posto di Georgescu corre l’ultranazionalista Simion, che il 4 maggio passa il primo turno con il 41%, ed è il grande favorito al ballottaggio.

aleksandar vucic vladimir putin 2

 

Domenica prossima in Polonia si vota per le presidenziali, e l’astro nascente è il populista Slawomir Mentzen, il politico più seguito su TikTok. Vuole liberalizzare le criptovalute, mettere fine agli aiuti all’Ucraina e nel 2019 s’era posto come obiettivo il bando agli ebrei, agli omosessuali, alle tasse e all’Ue.

 

Era arrivato a chiedere l’arresto per le donne che abortiscono e l’impunità per chi infligge punizioni corporali ai bambini. Oggi Mentzen, al secondo posto nei sondaggi e alleato dei tedeschi di AfD all’Europarlamento, ha rivisto un po’ le sue posizioni: quel che basta a evitargli la messa al bando e, forse, a garantirgli la vittoria.

george simion cailin georgescu elezioni romania

 

«Slovacchia first» è la linea che guida Robert Fico, il sovranista che fa a gara con l’ungherese Viktor Orbán nel compiacere la Russia. Comunista ai tempi dell’Urss, oggi legato all’estrema destra e contrario alla Nato, è fra i pochissimi membri Ue ben accolti al Cremlino.

 

L’onda nazionalista bagna anche i Paesi che aspirano a entrare nell’Ue. Tra questi c’è la Moldova, dove il 25 marzo è stata arrestata l’esponente dell’opposizione Evghenia Gutul, contraria all’ingresso del Paese nella Ue e nella Nato. Avrebbe comprato voti e ricevuto finanziamenti illeciti da un oligarca filorusso ricercato dalla giustizia internazionale per il fallimento di tre banche e per un buco da un miliardo di dollari. Il governo di Chisinau l’ha pertanto esclusa dal posto nel governo che, in base alla Costituzione, le spetterebbe. A favore della Gutul sono insorti sia Putin che Erdogan — proprio loro — accusando i moldavi di «minare la democrazia».

cailin georgescu george simion elezioni romania

 

Il nuovo leader della Georgia è l’ex giocatore del Manchester City, Mikheil Kavelashvili, che in dicembre è spuntato quasi dal nulla ed è riuscito a diventare capo dello Stato. Era l’unico candidato, e l’ha eletto un Parlamento boicottato dalle opposizioni, perché votato secondo una legge elettorale ritenuta ingannevole.

 

A Kavelashvili non era mai riuscito di fare nemmeno il presidente della Federcalcio nazionale, perché la legge lo proibisce a chi, come lui, ha solo la terza media. Ma con le sue posizioni filorusse e una propaganda battente su TikTok, ce l’ha fatta a prendere il posto della leader europeista Salomé Zourabichvili.

 

krzysztof bosak e slawomir mentzen

Anche in Serbia è al potere da undici anni, prima come premier e poi capo dello Stato, il nazionalista Aleksandar Vucic. Da giovane inneggiava al massacro di Srebrenica e censurava i giornalisti per conto di Slobodan Milosevic, l’artefice delle pulizie etniche in Croazia, Bosnia e Kosovo. La Serbia aspira a entrare nell’Ue, ma intanto s’oppone alle sanzioni contro Putin, compra armi dalla Cina e fa affari immobiliari con il figlio di Trump, Donald Jr.

 

In Germania il governo e la Corte costituzionale dovranno affrontare una missione impossibile: la messa al bando di AfD. Il partito Alternative für Deutschland dichiaratamente omofobo, islamofobo e negazionista dell’Olocausto, classificato dai servizi d’intelligence dopo tre anni d’indagini come formazione d’estrema destra; mentre l’Ufficio federale per la Protezione della Costituzione l’ha definito «un’organizzazione non compatibile con l’ordine democratico», perché «ignora la dignità umana». [...]

 

mikheil kavelashvili

Contro il rapporto degli 007 si sono schierati Matteo Salvini («gravissimo»), Orbán («l’AfD può contare su di noi»), Elon Musk, il segretario di Stato americano Mark Rubio e il vicepresidente Usa, J. D. Vance: «Questa è tirannia».

 

I nazionalisti gridano al complotto, quand’è messa in discussione la libertà degli amici. Ma tacciono, se tocca ai loro nemici. Il 23 marzo scorso il presidente turco Erdogan ha fatto arrestare il suo principale avversario politico, Ekrem Imamoglu, sindaco di Istanbul e candidato alle presidenziali del 2028. È accusato di corruzione, riciclaggio, turbativa d’asta e terrorismo. Un capo d’imputazione riguarda perfino l’irregolarità nella registrazione della sua laurea. [...]

 

ALICE WEIDEL DI AFD SE LA RIDE DOPO IL NO DEL BUNDESTAG A FRIEDRICH MERZ

Una cosa accomuna tutti i nazionalisti: l’odio per l’Ue. Eppure vengono votati in Paesi che hanno ricevuto enormi benefici dall’ingresso in Europa. La Polonia, entrata nel 2004, è il Paese che più utilizza i fondi strutturali comunitari assegnati ogni 7 anni e oggi è diventata la sesta economia del Continente.

 

La Romania ha avuto dal 2007, data dell’adesione all’Ue, una crescita media del 2-3% annuo, con punte del 4,8% prima della guerra in Ucraina. L’Ungheria è entrata nell’Ue nel 2004: da allora i contributi europei hanno favorito una crescita media del 4%. Gli strumenti per arginare I governi nazionalisti hanno scatenato due guerre mondiali, e da allora le democrazie occidentali hanno fissato paletti vincolanti.

 

PROTESTA CONTRO LA DESTRA A BERLINO (MASCHERE DI WEIDEL - MUSK - TRUMP - PUTIN E VANCE)

Le istituzioni europee, con il Trattato di Lisbona, la Carta dei diritti di Nizza, i criteri di Copenaghen, definiscono le norme che tutti i Paesi membri, e gli aspiranti tali, devono rispettare: dallo Stato di diritto, alle competizioni elettorali trasparenti e leali. Chi le infrange ne paga le conseguenze. [...]

JD VANCE E DONALD TRUMP IN VATICANO FOTO CREATA CON L'AI GIORGIA MELONI AL TAVOLO CON TRUMP E JD VANCE

elon musk intervista alice weidel su x 3marine le pen salvini alice weidel saluta elon musk al congresso di afdALIECE WEIDEL SALVINI

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…