QUALCUNO AVVISI GIORGIA MELONI CHE C’È POCO DA VANTARSI PER ESSERE STATA CHIAMATA DA TRUMP PER IL BOARD PER GAZA: “THE DONALD” HA INVITATO PERSINO PUTIN – DEL PEDIGREE DIPLOMATICO AL TYCOON NON FREGA UNA MAZZA: CONTA IL DENARO, VISTO CHE LA QUOTA DI AMMISSIONE E PERMANENZA PER PIÙ DI TRE ANNI È DI UN MILIARDO DI DOLLARI – DALLO STATUTO EMERGE COME IL PRESIDENTE AMERICANO VOGLIA ROTTAMARE L’ONU IN FAVORE DEL BOARD CHE, OLTRE A GAZA, SI OCCUPERÀ DELLE AREE IN CONFLITTO - AL BOARD SI ACCEDE PER INVITO, IN GENERE CAPI DI STATO GRADITI. E OGNI TRE ANNI IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI DEVE RINNOVARE LORO L’ISCRIZIONE E, IN OGNI MOMENTO, HA IL POTERE DI ESPELLERE I MEMBRI. A MENO CHE NON SI SGANCI UN MILIARDO E…
Cremlino, 'Trump ha invitato Putin nel Consiglio per Gaza'
DISCORSO DI FINE ANNO DI VLADIMIR PUTIN
(ANSA) - Il presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto dal suo omologo americano Donald Trump un invito ad entrare nel Consiglio esecutivo per Gaza. Lo riferisce il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass.
Cremlino, 'Trump ha invitato Putin nel Consiglio per Gaza'
(ANSA) - "Il presidente Putin ha ricevuto un'offerta attraverso canali diplomatici per entrare nel Consiglio di Pace" per Gaza, ha detto Peskov. "Attualmente stiamo studiando i dettagli di questa proposta, speriamo di contattare la parte americana per chiarire tutti i dettagli", ha aggiunto.
LA PACE AMERICANA COSTA UN MILIARDO A TESTA
Estratto dell'articolo di Fabiana Magrì per “la Stampa”
Una cosa appare chiara nel Board of Peace (Bop) apparecchiato da Donald Trump: per entrare a farne parte, ciò che conta non è il pedigree diplomatico ma il peso specifico finanziario di una nazione. La quota di ammissione e permanenza per più di tre anni, infatti, è superiore al miliardo di dollari, con un meccanismo di adesione a pagamento che rischia di creare una gerarchia nei diritti di influenza. «Ciascuno Stato membro rimarrà in carica per un mandato non superiore a tre anni dall'entrata in vigore della presente Carta – si legge nello statuto che è trapelato integralmente sul sito di notizie israeliano Times of Israel –, salvo rinnovo da parte del Presidente», che è lo stesso Trump.
Il limite temporale triennale «non si applicherà agli Stati membri che contribuiscono con più di 1.000.000.000 di dollari in fondi in contanti al Board of Peace entro il primo anno dall'entrata in vigore della Carta».
Altrettanto chiaro appare l'orizzonte della missione di pace: non solo o non tanto Gaza (parola e luogo che nel documento non compare neanche una volta) quanto, potenzialmente, il globo. […] Non stupisce quindi che, alla luce delle critiche manifestate apertamente dall'Amministrazione Trump nei confronti delle Nazioni Unite, si moltiplichino le indiscrezioni sull'intenzione del presidente Usa di creare un organismo destinato a fare concorrenza all'Onu. E come all'Onu, nel consesso internazionale messo in cantiere da Trump dovrebbero convivere realtà statuali che non dialogano direttamente tra loro, come Israele con Qatar, Turchia e Pakistan.
Anche se ogni membro, specifica lo statuto, ha diritto a un voto, molte decisioni richiederanno l'approvazione del presidente del Bop o del suo comitato esecutivo, entrambi a traino Usa. Il peso delle decisioni rischia di essere centralizzato nelle mani di pochi e fortemente legato all'agenda statunitense.
Tanto più che il Board può essere sciolto quando il presidente lo ritenga «necessario o appropriato».
[…]
Canada e Italia, Pakistan e Giordania: fra gli oltre 60 Paesi a cui è stato esteso l'invito accompagnato dallo statuto, escono allo scoperto le cancellerie che confermano di essere state raggiunte. […]
LA POSIZIONE ITALIANA NEI CONFRONTI DEGLI STATI UNITI - VIGNETTA BY NATANGELO
2. BOARD DI PACE, TRUMP FISSA IL PREZZO «UN MILIARDO PER SEDERE AL TAVOLO»
Estratto dell'articollo di Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera”
Per entrare nel resort di Donald Trump a Mar-a-Lago in Florida si paga un’iscrizione da un milione dollari.
Serve per giocare a golf, ma soprattutto allacciare relazioni in vista di affari come il petrolio venezuelano, le terre rare ucraine o la Riviera di Gaza.
[…] Il Consiglio non intende esportare la democrazia in aree di conflitto, un concetto fuori moda, ma «promuovere la stabilità e una governance affidabile». Il Board of peace ha tutta l’aria di voler rottamare l’Onu. Pochi fronzoli ideali e dritti al risultato.
Al Board si accede per invito, in genere capi di Stato graditi. Ogni tre anni (più o meno un ciclo elettorale) Trump deve rinnovare loro l’iscrizione. In ogni momento, però, il presidente-fondatore ha il potere di espellere i membri. Poi ci sono i contributori, una sorta di soci vip.
Secondo il regolamento inviato a 60 governi nel mondo, chi verserà entro il primo anno un miliardo di dollari si garantirà la tessera in via permanente. Un miliardo è tanto per tutti, ma non per le ambizioni di Trump. Gli ospiti che terranno stretta la borsa saranno presto bollati come «scrocconi», per usare un vocabolo trumpiano.
DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI
Per un confronto: il bilancio annuale dell’Onu, caschi blu esclusi, non arriva ai 4 miliardi. Basterebbero 4 soci paganti all’anno per trasformare il Board of peace in una struttura ancora più poderosa.
I leader invitati devono risolvere un dilemma. Se prendono parte all’iniziativa, saranno personalmente complici della distruzione del vecchio ordine mondiale. Sanno anche di sottomettersi a The Donald. Ogni decisione dei soci dell’esclusivo Consiglio è infatti soggetto alla sua approvazione. D’altro canto, molti non potranno rifiutare l’invito del presidente-fondatore. In fondo è sempre il capo della superpotenza globale. Chi ha già annunciato l’adesione sono due trumpiani dichiarati come l’ungherese Orbán e l’argentino Milei.
L’Italia è tra gli invitati. La premier Giorgia Meloni ha detto che «possiamo giocare un ruolo di primo piano. Siamo pronti a fare la nostra parte».
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giorgia meloni donald trump
IL PASSO DELL OCA GIULIVA - VIGNETTA BY MANNELLI
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