CARROCCIO O CATORCIO? - QUEL CHE RIMANE DI BOSSI ACCANTONA, PER ORA, LA VENDETTA CONTRO I RIBELLI SPIRI-TOSI DEL VENETO - MA IL SENATÙR MEDITA LA COLTELLATA ALLA SCHIENA: SCARICARE TOSI PRIMA DELLE COMUNALI 2012 PER TOGLIERGLI IL SOSTEGNO LEGHISTA - IL SINDACO DI VERONA HA FIUTATO IL SILURO E S’ATTREZZA: GIÀ IN CANTIERE UNA LISTA CIVICA IN CUI COINVOLGERE UDC E FEDELISSIMI DI GALAN - LA ‘PADANIA’ FA IL POMPIERE DELLA LEGA: CENSURATO LO ‘STRONZO’ DI BOSSI A TOSI…

1 - STRONZO DOVE?
La Padania censura Bossi. Il quotidiano non ha scritto degli insulti che Umberto ha rivolto a Tosi. Per leggere di Lega, ognuno è Libero di comprare quello che vuole.

2 - BOSSI PERDONA TOSI: «NON SARÀ ESPULSO»
Paolo Bracalini per "il Giornale"

Mentre Tosi era in volo per Albany, capitale dello Stato di New York gemellata con Verona, gli saranno fischiate più volte le orecchie, perché il suo nome è stato il leit motiv delle telefonate leghiste sull'asse Roma-Milano-Treviso, quartier generale del «nemico» Gian Paolo Gobbo, segretario della Lega Nord Veneto. Cosa fare col ribelle veronese? I leghisti vicini al segretario federale stanno spingendo per un provvedimento punitivo, per il sindaco di Verona e per gli altri eterodossi come lui, tipo Fontana a Varese.

Si parla di una riunione fissata lunedì prossimo in via Bellerio per discutere la modalità della purga. «Bossi è inca... nero» dicono i suoi pretoriani, che in verità alimentano l'ira del capo per sistemare i loro conti con Tosi. Ecco perché in serata il Senatùr ha preso tempo: «Cacciare Tosi? No,l'ho invitato per lunedì».Da parte sua Maroni, colonnello amico del sindaco, ha parlato con Bossi per cercare di calmare le acque. Molti però sono convinti che «il Bobo» non solo condivida le uscite di Tosi,ma che ne assecondi l'escalation polemica, così da tendere la corda al massimo e provocare una reazione dei vertici (ad esempio una sospensione del veronese) che farebbe esplodere la rivolta e permetterebbe di riassestare il partito.

Tra l'altro, giocando di rimessa, in modo da evitare l'accusa di voler fare le scarpe al capo.
Un gioco molto rischioso, però. Anche perché su Tosi converge un altro ragionamento della Lega, stavolta puramente elettorale. Tra qualche mese (primavera 2012) a Verona si vota, il sindaco leghista ha già detto di volersi ricandidare, e i numeri (Tosi è il secondo sindaco più popolare d'Italia) li ha. Ma cosa succederebbe se Bossi lo punisse? Qui le vicende intestine della Lega si mescolano al vortice di correnti che in Veneto spazzano sia il partito di Bossi sia il Pdl.

Nelle mappe più aggiornate, si racconta di un Tosi molto vicino alle componenti ex forziste del Pdl, quelle legate a Galan (anche lui spesso critico con i colleghi «romani», in primis Tremonti),e addirittura di un'ipotesi di lista civica pro-Tosi con gli ex forzisti del Pdl in appoggio (ma non gli ex An di Alberto Giorgetti, coordinatore Pdl del Veneto). Una purga leghista per Tosi scombinerebbe insomma un quadro già molto agitato, dove non si dà più per scontata l'alleanza Lega-Pdl per le comunali a Verona.

La vera resa dei conti della Lega in Veneto sarebbe il congresso nazionale, ma i congressi mancanti (Treviso e Padova) sono stati congelati. Intanto si contano le forze. Da una parte c'è la fazione bossiana-cerchista, quella di Gobbo e Bricolo (ex pupillo di Tosi), che può contare su diversi parlamentari tutti veneti ma che nei congressi provinciali è perdente. Poi c'è l'ala di Zaia, abbastanza neutrale nello scontro, con il suo gruppo di consiglieri regionali e amministratori di area Treviso. E Tosi? Dalla sua ha tutti i consiglieri regionali veronesi, tranne due,l'assessore alla Sanità, il vicepresidente del consiglio regionale, mentre il Veneto orientale è coperto dal suo Daniele Stival (veneziano-tosiano), assessore regionale.

I deputati tosiani? Matteo Bragantini e Giovanna Negro, alleati dei maroniani lombardi. Poi la finanza, che interessa molto Tosi. Il suo uomo è Giovanni Maccagnani, avvocato, nel cda di Cariverona e di Cattolica Assicurazioni. E poi molti sindaci, consiglieri provinciali e qualche coordinatore provinciale leghista (vedi Paternoster, segretario a Verona). Un esercitino mica male per uno «str...».

3 - E TOSI PENSA DI CORRERE DA SOLO
M. Pan. e G. Zul. per "Libero"

Flavio Tosi non è in un bunker per difendersi dai siluri di Bossi, ma negli Stati Uniti. Il suo viaggio era programmato da tempo e questa sera interverrà a Porta a Porta dagli studi di New York. Ha (temporaneamente) lasciato una città - e soprattutto un Carroccio - letteralmente sotto choc dopo il violento attacco che il Senatur gli ha sferrato l'altro giorno, dandogli dello «stronzo» che porta nel movimento «i fascisti». Tutta colpa di un'intervista nella quale Tosi raccontava il disagio dei parlamentari lumbard nel votare alcuni provvedimenti «da voltastomaco».

Che Tosi fosse nel mirino era noto, e come lui altri suoi fedelissimi come il segretario scaligero Paolo Paternoster che il capo della Liga Giampaolo Gobbo voleva commissariare. Ieri, mentre un sondaggio di TeleArena su chi avesse ragione tra il sindaco e il Senatur premiava Tosi, i seguaci di Flavio si sono incontrati per fare il punto della situazione. Il clima è pesante anche perché il direttivo provinciale veronese è nel mirino di Gobbo, che vorrebbe controllarne i provvedimenti prima di renderli operativi. Non sarebbe un commissariamento nella forma ma nella sostanza.

E se Tosi venisse espulso? Parecchi militanti sono pronti a stracciare la tessera. Ieri hanno preso d'assalto anche RadioPadania. Se ci sarà il cartellino rosso, c'è già un'idea in vista delle comunali dell'anno prossimo. Flavio farebbe una lista civica che accoglierebbe anche alcuni delusi in arrivo dal centrosinistra. Della coalizione farebbero parte pure gli azzurri ribelli e l'Udc. Insomma, Tosi potrebbe puntare alla riconferma. Anche se la Lega dovesse cacciarlo. I militanti hanno pronto lo slogan: «Meglio stronzi che rincoglioniti».

 

UMBERTO BOSSI FLAVIO TOSIROBERTO MARONI E FLAVIO TOSI Giancarlo Galan - CHIALBERTO GIORGETTI FLAVIO TOSILUCA ZAIA

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