QUELLA CRICCA NAPOLETANA DELLE SLOT MACHINE E LE IRRUZIONI DI FINI CON CORALLO – TUTTO NASCE DA UN INCONTRO FRA URSO E IL FACCENDIERE AI CARAIBI – A SVELARE I RAPPORTI, CHE RISALGONO AL 2002, SEMPRE LABOCCETTA - I BONIFICI PER IL SEGRETARIO DI GIANFRANCO

Fabio Amendolara per “la Verità”

 

Quattro tracce, tra il 2002 e il 2006, fotografate in documenti giudiziari di più inchieste descrivono le relazioni tra Francesco Corallo, il re dei giochi online, Gianfranco Fini (che in quel momento era vicepresidente del consiglio e leader della destra non berlusconiana) e alcuni dei suoi più stretti collaboratori, prima dell' arrivo dei fratelli Tulliani.

FRANCESCO CORALLOFRANCESCO CORALLO

 

«Già emerge dagli atti l' inizio dei rapporti tra Corallo e Fini, che solo successivamente ha coinvolto i Tulliani», sottolinea il giudice per le indagini preliminari Simonetta D' Alessandro nell' ordinanza di arresto per Giancarlo Tulliani (che nel frattempo da Dubai, dove si è trasferito, ha fatto ricorso, insieme al papà Sergio Tulliani e alla sorella Elisabetta Tulliani, al Tribunale del riesame di Roma chiedendo il dissequestro dei beni). In una prima versione l' ex deputato del Pdl Amedeo Laboccetta, durante l' interrogatorio di garanzia, ha collocato il primo incontro tra Fini e Corallo nel mese di luglio del 2004 (il famoso viaggio-vacanza a Sint Maarten); e ha descritto lo svolgersi dei rapporti nel 2005 (con l' intervento di Francesco Proietti Cosimi, segretario particolare di Fini, sul direttore dei Monopoli, Giorgio Tino, per le diffide che l' agenzia aveva fatto alle società di Corallo).

gianfranco fini e adlfo ursogianfranco fini e adlfo urso

 

Laboccetta, sottolinea il gip, inciampa su qualche particolare: ad esempio, far risalire al 2004 il rapporto Fini-Corallo non è esatto. «Il punto palesemente carente di questa prima versione», scrive il giudice, «è far ritenere che Fini abbia conosciuto Corallo, i suoi piani, i suoi disegni solo dal 2004, quando invece sin dal 2002 tutti gli uomini più in vista di Alleanza nazionale a Napoli, e più collegati a Fini, ossia Adolfo Urso, Giancarlo Lanna (un passato da vicecoordinatore di An in Campania e poi tra i promotori di Futuro e libertà, il suo nome è legato alla Atlantis di Corallo, ndr) e Laboccetta, perseguivano questo disegno di genesi esclusivamente campana, e per profitti evidentemente campani, cui il partito, nella sua massima espressione, forniva avallo e sostegno».

 

Giancarlo Lanna e Adolfo UrsoGiancarlo Lanna e Adolfo Urso

Laboccetta sembra non voler rivangare gli sfondi schiettamente napoletani, ma in realtà su Urso qualcosa se la fa scappare: «Bisogna cominciare dal dicembre 2002, all' epoca ero consigliere comunale di Napoli, allorché Corallo mi contattò affinché potessi fargli incontrare il viceministro con delega al commercio estero Urso. Corallo aveva a cuore la risoluzione di un incaglio di rapporti tra il governo di Sint Maarten è la Sace, una società pubblica controllata dallo Stato italiano che si occupa di investimenti all' estero.

 

Doveva fare una cortesia a politici di Sint Maarten e si stava attivando ma non so come sia finita questa vicenda. Effettivamente organizzai un incontro tra loro, in occasione di una vacanza di 15 giorni (Capodanno 2002) a Sint Maarten ove, ospiti di Corallo furono Urso e la moglie, nonché l' avvocato Lanna e la moglie. L' avvocato Lanna era consigliere di amministrazione della Simest, controllata dalla Sace, ed era il braccio destro di Urso».

giancarlo-lannagiancarlo-lanna

 

Nello studio romano di Lanna, inoltre, stando a quanto dichiarato tempo fa al settimanale Panorama da Remo Molinari (ex socio di Corallo) fu «messa appunto l' associazione temporanea di imprese» che poi ha ottenuto la concessione ministeriale. Ma perché Laboccetta nasconde i legami napoletani? Secondo il giudice «per non chiarire la sequenza tra la fase in cui i Tulliani sono in rilievo e quella anteriore, in cui operavano i soli soggetti napoletani, a cui Fini avrebbe aggiunto poi l' allora amministratore delegato di Consip, Ferruccio Ferranti, a lui vicinissimo».

 

Forte di questo passaggio, probabilmente, Fini ha fatto sapere di aver dato mandato ai suoi legali per querelare Laboccetta. Ma c' è anche un altro elemento fondamentale che prova una relazione tra i finiani e Corallo prima dell' arrivo dei Tulliani: oltre all' incontro tra Corallo e Urso (nel 2002), alla vacanza a Sint Maarten, durante la quale Corallo ha ospitato Fini e consorte e altre 14 persone (nel 2004) e all' intervento di Proietti Cosimi sul direttore dei Monopoli per non far escludere la società di Corallo dalla concessione per la gestione dei giochi online (nel 2005), c' è l' arrivo di bonifici dalle Antille olandesi.

ferruccio ferrantiferruccio ferranti

 

Nel marzo 2006 l' azienda di Corallo invia 120.000 euro a una associazione culturale di Subiaco, il paese di Proietti Cosimi. Il presidente è Pierluigi Angelucci, che di Proietti Cosimi è un collaboratore. In un mese e mezzo ritira circa 119.000 euro in contanti: «Quell' operazione mi è stata chiesta direttamente da Checchino (Proietti Cosimi, ndr). I soldi li ho ritirati per lui. Mi sembra di averglieli portati a casa e in via della Scrofa (sede di Alleanza nazionale, ndr)». Tempo dopo la società di Corallo finanzia anche la Ke.is, un' azienda della famiglia di Proietti Cosimi: tra il 2008 e il 2010, ad esempio, Atlantis invia 300.000 euro per la sponsorizzazione di alcuni musical (allestiti dalla Ke.is).

 

Proietti CosimiProietti Cosimi

Ma il curatore fallimentare della Ke.is (che nel frattempo era finita in disgrazia) se ne accorge e invia gli atti alla Procura. L' indagine ipotizza che si tratti di fatture «per operazioni inesistenti» e che questa operazione sia servita per «evadere le imposte sui redditi», accuse (che vedono Proietti Cosimi imputato in un processo penale) molto simili a quelle che oggi vengono contestate a Corallo e che dimostrano un rapporto finanziario e di relazione personale molto stretta tra il re del gioco online e il segretario particolare di Fini.

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....