virginia raggi migranti

RAGGI SCHIZOFRENICI - OGGI C'E' ALLARME 'MIGRANTI', IERI ERANO 'RIFUGIATI, NOSTRI FRATELLI E SORELLE. ROMA CITTA’ ACCOGLIENTE FARA’ LA SUA PARTE” - DOPO LA DELUSIONE ALLE AMMINISTRATIVE, GRILLO E I SUOI PUNTANO TUTTO SULL'IMMIGRAZIONE. MA TRA EURO/NO EURO, E GARANTISMO A GIORNI ALTERNI, LA COERENZA DEI GRILLINI E' MORTA SENZA MANCO ESSERE ANDATI AL GOVERNO

 

Stefano Zurlo per “il Giornale”

 

virginia raggi sul luogo del rogo del campervirginia raggi sul luogo del rogo del camper

Giravolte e retromarce. Un passo avanti, uno indietro e uno di lato. Tutto e tutto il contrario. Proclami e scomuniche. Sulla giostra dei Cinque stelle c' è posto per tutte le posizioni e, soprattutto, per sconfessare il giorno dopo quello che si era gridato il giorno prima. Da morte all' euro a viva l' euro, Europa no anzi sì, le capriole sono la specialità olimpica dei grillini.

 

Cosi sul tema scivolosissimo dell' immigrazione su cui, secondo molti osservatori, si stanno facendo prove di Realpolitik e di larghe intese con il Carroccio. Nel 2013 i senatori pentastellati presentano un emendamento per abolire il reato di immigrazione clandestina. È un segnale politico fortissimo, ma Grillo e Casaleggio vogliono recuperare voti anche dall' altro versante e buttano nel cestino quel documento.

CAMPER ROGO CENTOCELLECAMPER ROGO CENTOCELLE

 

Il trasversalismo viene prima di tutto, Grillo chiude agli arrivi indiscriminati e si sposta a destra. Come Virginia Raggi, regina del pendolarismo più sfrenato e sfacciato. I suoi tweet fanno a pugni, anzi sembrano scritti da due persone diverse e invece portano sempre la firma del sindaco di Roma.

 

Il primo, del dicembre scorso, è tutto infiorettato di buonismo: «I rifugiati sono nostri fratelli e sorelle. Roma città accogliente farà la sua parte». Sei mesi dopo, e soprattutto dopo la batosta delle amministrative, il primo cittadino cambia registro, si fa ruvido e lancia al prefetto una sorta di ultimatum simil leghista: «Roma è sottoposta ad una forte pressione migratoria. Cosi non si può andare avanti». È questo il nuovo mantra.

ROMA VIA CURTATONE EX SEDE ISPRA OCCUPATA DAGLI IMMIGRATIROMA VIA CURTATONE EX SEDE ISPRA OCCUPATA DAGLI IMMIGRATI

 

Qualche volta, però, i cambiamenti sono cosi plateali da lasciare interdetti. Il fondatore del Movimento è categorico sull' euro: «Il problema - afferma il 18 dicembre 2014 - non è uscire dall' euro, è uscire il prima possibile». Ma già a luglio dell' anno dopo, ecco la piroetta che annulla la precedente sparata: «Io non ho mai detto fuori dall' euro, io non voglio uscire dall' euro».

di maio virgultidi maio virgulti

 

Sempre nel 2014 Luigi Di Maio, oggi quotato come aspirante premier, lancia la raccolta delle firme per indire un referendum sul tema. Non è, non dovrebbe essere, una posizione neutrale. Di Maio mettendo l' accento sul no con paroloni definitivi: «Uscire significa più investimenti, meno troika, meno tasse». Ma Luigi Di Battista, altro pezzo da novanta dell' album grillino, torna a fare l' acrobata, sposando la linea dell' ambiguità: «Noi vogliamo che a decidere sia il popolo». Meglio di un' anguilla.

RAGGI ANTI MIGRANTI GIUGNO 2017RAGGI ANTI MIGRANTI GIUGNO 2017

 

 

Contro l' euro, ma anche no. La stesso comportamento ondivago e ipocrita, buono per tutte le stagioni, ritorna sull' Europa. Il fondatore tuona peggio di Savonarola: «L' Europa è un Club Med per trombati». Scandalo e indignazione nei Sacri Palazzi di Bruxelles. Ma con Grillo mai dire mai. La coerenza non è un virtù, semmai un incidente di percorso. Eccolo il profeta che si corregge: «L' Europa va cambiata da dentro, noi vogliamo rimanere nella Ue».

FILIPPO NOGARIN SINDACO DI LIVORNOFILIPPO NOGARIN SINDACO DI LIVORNO

 

Un giudizio sorprendente, pronunciato non in un giorno qualunque, ma in piena bagarre Brexit e scagliato in faccia al vecchio compagno di tante battaglie euroscettiche Nigel Farage, scaricato, anzi tradito sul più bello. Con un goffo e penoso tentativo di accreditare gli europarlamentari a Cinque stelle presso il gruppo dei liberali dell' Alde che però respingono in tempo reale gli intrusi.

 

RAGGI PRO MIGRANTI DICEMBRE 2016RAGGI PRO MIGRANTI DICEMBRE 2016

Mezzucci e manovre per uscire dai pasticci, provocando ulteriori gaffe, e tentativi disperati per trovare la quadratura. Come capita sul fronte bollente degli avvisi di garanzia. Il primo Di Maio sembra il figlio di Robespierre: «È facendo i garantisti con i politici che abbiamo rovinato l' Italia. Altro che presunzione di innocenza, io vedo solo presunzione di indecenza».

 

Basta uno spillo fuori posto e il malcapitato amministratore viene buttato fuori a calci. Ma poi il rigore si attenua. Solo per qualcuno, perché gli altri vengono sempre bastonati. Al sindaco di Livorno Filippo Nogarin si perdona tutto, al suo collega di Parma Federico Pizzarotti, ex grillino, nulla. Due pesi e due misure. Teorizzati col nuovo codice etico: quello basato sulla discrezionalità. Decidono i capi e i capi hanno sempre ragione.

PIZZAROTTIPIZZAROTTI

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