de luca vianello iacona gabanelli

“DA RAI 3 CAMORRISMO GIORNALISTICO” - IL GOVERNATORE PIDDINO DELLA CAMPANIA DE LUCA A RUOTA LIBERA CONTRO “REPORT” E “PRESA DIRETTA”: “PUTTANATE” - I VERTICI DEL PD TACCIONO, IL DIRETTORE DI RAI 3, VIANELLO: “INACCETTABILE”

1. DE LUCA CONTRO RAI3: "CAMORRISMO GIORNALISTICO"-VIDEO

 

2. LOBBY E CAMORRISMO: DE LUCA MINACCIA RAI 3

Vincenzo Iurillo per il “Fatto Quotidiano”

 

DE LUCADE LUCA

Rai3 fa " camorrismo giornalistico" e dice "puttanate incredibili", Presa Diretta compie attacchi a freddo, Report manipola le interviste, il sistema dei media viola la Costituzione perché definisce condannate persone in assenza di sentenza definitiva (come lui, un anno per abuso d' ufficio, appello a dicembre), e "gli amici del Fatto Quotidiano possono pure sbizzarrirsi ma io sono orgoglioso delle mie vicende giudiziarie". Dalla sua Salerno il Governatore Pd della Campania Vincenzo De Luca attacca l' informazione.
 

QUELLA RETE E’ RADICAL CHIC

Adopera toni che fanno sembrare le antiche intemerate di Berlusconi poco più di una birichinata. E gli scroscianti applausi della festa nazionale di Scelta Civica, platea tappezzata dallo slogan "Italiani per passione", sono il termometro dello stato di salute che gode in questo paese il diritto di cronaca e la libertà di stampa.

 

ANDREA VIANELLO ANDREA VIANELLO

De Luca è furibondo. Ce l' ha principalmente con Rai3, definita "la più grande fabbrica di depressione" e la "lobby radical chic del Paese". Ce l' ha con Riccardo Iacona - al quale dedica, senza farne il nome, qualche parola per la puntata di Presa Diretta due settimane fa sul Pd campano e sulle sue vicende - e con Milena Gabanelli per una vecchia puntata di Report dedicata al caso Crescent. Puntata leggendaria, l' emblema dei cordiali rapporti tra De Luca e le testate che non lo osannano.
 

Prima cacciò Bernardo Iovene dalla sua stanza di sindaco perché aveva acceso la telecamera senza avvertirlo. Poi, qualche mese dopo, si sottopose a una intervista il cui esito non lo lasciò soddisfatto: "Se viene un giornalista e poi mi spezzetta e ne escono solo dieci secondi, questo per me è camorrismo giornalistico".
 

Ma non solo. "Il camorrismo per me è avere forme di violenza verso gli altri essere umani, è un modo di essere, di lavorare" da parte di chi conduce "campagne di informazione che tendono a distruggere la vita di un essere umano e le famiglie sul nulla tramite attacchi personali, atti di imbecillità, ma non ingenua".

milena gabanelli blumilena gabanelli blu

 

Il moderatore Enzo D' Errico, direttore de Il Corriere del Mezzogiorno, fatica a moderare un immoderabile: " Il nostro ordinamento prevede gli strumenti per difendersi, come le querele", prova a ricordargli. De Luca manco se ne accorge e riparte in quarta: "L' idea che ci sia un' area che per definizione non è sottoposta alla critica.
 

Cioè, uno che scrive su un giornale per definizione non può essere criticato. Uè, ma dove sta scritto? Nessuna generalizzazione. Rispetto i giornalisti come Biagi, Montanelli, Ronchey e tutti coloro che parlano un linguaggio anche duro ma di verità. Ho il diritto di criticare chi, privo di argomenti, spara titoloni distruggendo la dignità della persona. Sono come i gestori di un pub che per attirare clientela sparano musica a tutto volume".
 

NEI DEM SOLO PELUFFO DICE: È FANGO

DE LUCADE LUCA

Il direttore di Rai3 Andrea Vianello reagisce: "Definire 'camorrismo giornalistico' il lavoro di una rete del servizio pubblico e dei grandi professionisti che ne fanno parte è assolutamente inaccettabile. Tutte le critiche sono bene accette, ma questa volta si è passato il limite".

 

Dai vertici del Pd silenzio. L' unica voce che si leva contro il governatore è quella di Vinicio Peluffo, capogruppo dem in Vigilanza Rai, "gli strali lanciati da De Luca contro Rai 3, Report e il Fatto non hanno alcuna giustificazione e sono inaccettabili. De Luca si scusi e si attenga al proprio ruolo istituzionale anziché infangare il lavoro di un' intera rete del servizio pubblico. Solidarietà a Vianello".

 

Milena Gabanelli risponde così: "Il signor De Luca ha molta dimestichezza con l' insulto senza mai entrare nel merito. Se pensa che le sue parole siano state manipolate, indichi dove, se gli sono state attribuite falsità indichi quali.

 

riccardo iacona presa direttariccardo iacona presa diretta

Il resto non mi interessa, incluso il termine camorrista, il cui significato De Luca dovrebbe ben conoscere. La puntata in questione, chiunque volesse vederla per comprendere meglio i fatti, e confrontarla quindi con la sua 'registrazione integrale', può visionarla sul sito di Report, il titolo dell' inchiesta di Bernardo Iovene è 'Al posto giusto'".

 

andrea vianelloandrea vianelloDE LUCA VIANELLO IACONA GABANELLIDE LUCA VIANELLO IACONA GABANELLI

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?