maria elena boschi gif

AVVISO AI NAVIGATI: RANDELLATA A DESTRA E A MANCA, MARIA “ETRURIA” BOSCHI MOSTRA I CANINI: “NON CANCELLO SPESSO GLI SMS. NE HO QUINDI MOLTI IN MEMORIA, ANCHE CON ALTRI ESPONENTI DEL MONDO DEL CREDITO E DEL GIORNALISMO. NON SOLO QUELLI CON VEGAS” - “DAL MOMENTO CHE MI SEMBRÒ INSOLITA LA RICHIESTA DI VEDERCI A CASA SUA ALLE OTTO DEL MATTINO, CHIESI CHE..."

MARIA ELENA BOSCHI

Barbara Jerkov per “il Messaggero”

 

Sottosegretaria Boschi, lei ha sempre amato parlar chiaro. Partiamo proprio da qui, allora: lei è diventata il problema del Pd?

«Il Pd ha molti problemi, come tutti i partiti democratici europei. Ma continuo a pensare che sia l' unica speranza per il futuro del Paese contro gli estremismi M5S e della destra. E ancora oggi siamo, persino nei sondaggi negativi, il primo gruppo parlamentare della prossima legislatura.

 

giuseppe vegas

Quanto a me: vogliono far credere che il problema delle banche sia io. Ma è una strumentalizzazione tanto meschina quanto evidente. Sono un volto facile da colpire. Ma dopo due anni di ricerca ossessiva nessuno ha potuto smentire ciò che dissi in Parlamento sulle banche. E nessuno parla più di pressioni o favoritismi. La verità arriva, basta non avere fretta».

 

Premier e segretario hanno detto che lei verrà ricandidata senza se e senza ma. Nel Pd però tanti non sono dello stesso parere e tifano, dietro le quinte, per un suo passo indietro. Per il ministro Orlando sulla sua candidatura bisogna ragionare. Ha deciso cosa farà e dove correre?

«Sarà il Pd a decidere se e dove candidarmi. E' una regola che vale per tutti nel nostro partito che, a differenza degli altri, decide le candidature democraticamente nei propri organi statutari».

 

MARIA ELENA BOSCHI

Quella che si apre oggi è una settimana chiave per la Commissione banche. Alla luce di queste ultime settimane, pensa sia stato un errore da parte del Pd insistere perché questa commissione si svolgesse, tanto più così a ridosso della campagna elettorale?

«Il Pd per primo ha chiesto che venisse istituita la Commissione di inchiesta già alla fine del 2015. I tempi parlamentari hanno portato ad insediare la Commissione a ridosso della campagna elettorale. La Commissione sta offrendo però spaccati della storia del sistema bancario italiano degli ultimi 15 anni molto interessanti.

 

boschi ghizzoni

Certo il clima da campagna elettorale rischia di far perdere ai cittadini un' occasione preziosa per fare chiarezza perché le opposizioni stanno usando la Commissione per una sorta di regolamento dei conti politico. Viene usato il mio nome, e la vicenda di Etruria, come paravento per non andare ad indagare sui veri scandali. Ma le persone perbene non hanno paura della verità. Il governo a guida Pd ha penalizzato la mia famiglia, non l'ha aiutata: mio padre è stato commissariato e mandato a casa, mio fratello si è licenziato. Dov'è il favoritismo? Ma così facendo abbiamo salvato i risparmi di migliaia di correntisti: giusto così».

MARIA ELENA BOSCHI

 

L'opposizione chiede che anche lei venga chiamata a rispondere. Cosa replica?

«Deciderà il presidente della Commissione. Se riaprono le audizioni, io sono a disposizione. A me la verità non fa paura, mai».

 

Vegas ha parlato di un suo interessamento diretto per Etruria.

«I ricordi di Vegas mi sono sembrati stranamente selettivi. Chi ha seguito la sua audizione potrebbe stupirsi davanti a certi Non ricordo anche su episodi molto recenti. Ma è stupefacente che l' azione del capo della Consob di questi sette anni faccia notizia per il pranzo che mi ha offerto al ristorante a Milano e non per tutto il resto. Sette anni alla Consob e quali anni: di tutto pare restare soltanto qualche incontro con la Boschi. Chissà perché...».

de bortoli

 

Lei ha detto di avere degli sms in cui Vegas le proponeva di incontrarsi in orari e luoghi, come dire, poco istituzionali. Come mai li ha conservati tutto questo tempo? E cosa pensò, all' epoca di questo tipo di invito?

«Non cancello spesso gli sms. Ne ho quindi molti in memoria, anche con altri esponenti del mondo del credito e del giornalismo. Non solo quelli con Vegas. Dal momento che mi sembrò insolita la richiesta di vederci a casa sua alle 8 del mattino, chiesi che l' incontro si svolgesse al ministero o in Consob. Non sta a me dire perché Vegas lo propose, certo io non accettai. Quanto alla serietà istituzionale di Vegas ricordo che già indicato come capo dell'Autorità di vigilanza partecipò al voto di fiducia al governo Berlusconi. E non aggiungo altro».

 

IGNAZIO VISCO

Domani in Commissione verrà sentito il governatore di Bankitalia Visco: è vero che lei incontrò che il vicedirettore generale di Bankitalia Panetta? Avete parlato anche di Etruria?

«Sì, certo. Come ho parlato con Panetta più volte delle crisi di altre banche. Da MPS alle popolari venete, sia nel mio precedente ruolo che in quello attuale con il governo Gentiloni. Non so dirle con quanti altri ministri Panetta abbia parlato oltre a me, sicuramente con Renzi e con Padoan, forse con altri. Con me è sempre stato molto istituzionale.

 

FABIO PANETTA

Ovviamente anche con lui, nessuna pressione ma solo il necessario scambio di informazioni. Se poi interessa posso fornire elenco dettagliato di tutto il mondo bancario che ho incontrato in quattro anni al governo, da Mustier a Miccichè, da Costamagna ai responsabili delle Banche di credito cooperativo. E raccontare le discussioni sui singoli punti, sugli emendamenti. Non ho capito però se la Commissione di inchiesta vuole discutere degli scandali bancari di questi anni o della mia agenda».

 

LA LETTERA DI IGNAZIO VISCO A BANCA ETRURIA

L'audizione dell'ex ad Consoli ha confermato la sua presenza, seppur silenziosa, al vertice a casa di suo padre con alcuni consiglieri di Etruria e Ad e presidente di Veneto Banca. Non pensa che la sola presenza di un ministro in carica, quale era lei nella Pasqua 2014, potesse configurare un interessamento di fatto per la vicenda?

«Quando vado a Laterina dormo a casa dei miei. Ero in casa, sono arrivati degli ospiti di mio padre, li ho salutati con educazione. Come devo dire che sono stati molto educati loro. Come ha dichiarato Consoli non ho partecipato ad alcuna riunione, non sono intervenuta ed in seguito non l' ho più visto, né incontrato. Che questa sia da tre giorni la notizia di molti giornali mi suona incredibile. E io che pensavo che gli scandali fossero altri».

il servizio di francesca biagiotti a ballaro su pier luigi boschi 6

 

Mercoledì sarà la volta di Ghizzoni. De Bortoli nel suo libro ha dato una versione di un suo incontro con l' ex Ad di Unicredit legato al salvataggio di Etruria. Lei ha sempre negato pressioni, Ghizzoni non ha mai confermato né smentito. Vuole chiarire una volta per tutte?

«Più volte ho incontrato Ghizzoni per il mio ruolo istituzionale, nel caso di specie perché da lui invitata a un appuntamento Unicredit a Milano. L'ho poi visto più volte a Roma. Con Ghizzoni abbiamo parlato del sistema bancario, non solo di Banca Etruria o Unicredit. Non ho mai fatto pressioni perché Unicredit comprasse Banca Etruria, né avrebbe potuto accettarle un Amministratore delegato di una importante banca quotata.

il servizio di francesca biagiotti a ballaro su pier luigi boschi 7

 

I nostri rapporti sono sempre stati corretti. E per quello che ne so il rapporto di Ghizzoni con altri membri del governo era altrettanto corretto come ha dimostrato la vicenda di Atlante seguita direttamente dal premier Renzi e dal ministro Padoan con Ghizzoni e non solo con lui. Quanto a De Bortoli, c' è un procedimento aperto, ci vedremo in Tribunale».

 

Ha mai pensato che se dopo la sconfitta referendaria anche lei avesse lasciato tutta questa tempesta non si sarebbe scatenata?

il servizio di francesca biagiotti a ballaro su pier luigi boschi 5

«Non credo di svelarle un segreto se le dico che io per prima volevo andarmene. Il presidente Gentiloni ha insistito perché fossi al suo fianco e ha fatto affidamento sul mio senso istituzionale. Gentiloni, non altri. Avrei voluto essere giudicata sulla base dei risultati, non delle chiacchiere e degli insulti. Su banca Etruria ho solo detto la verità, a partire dal discorso in Parlamento. E la mia famiglia non ha ricevuto vantaggi dalla mia attività istituzionale, anzi. Può qualcuno smentirmi su questo? Nessuno. E allora mi tengo stretta la verità e vado avanti. Anche se tanto odio ingiustificato fa male».

GENTILONI BOSCHIBOSCHI E GENTILONImaria elena boschi gentiloni renziil servizio di francesca biagiotti a ballaro su pier luigi boschi 4

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”