GIOCANO A CHI DÀ LE DIMISSIONI PIÙ PESANTI - I PIDIELLINI MINACCIANO DI MOLLARE? E RE GIORGIO RICORDA CHE PUÒ SEMPRE LASCIARE IL COLLE, CREANDO IL CAOS

Antonella Rampino per "la Stampa"

«Nessuno si faccia illusioni»: la lettera di dimissioni è pronta, nel cassetto. E forse è solo e proprio l'ira di queste ore che tiene Giorgio Napolitano dal dare immediato corso a quel che ha sempre detto, sin dal momento in cui ha accettato un secondo mandato presidenziale, non voluto ma chiesto dai politici con il cappello in mano, e tra i primi proprio da Silvio Berlusconi.

Se vi comporterete da irresponsabili, disse nel discorso d'insediamento davanti ai parlamentari che con buona dose di masochismo presero ad applaudirlo, io mi dimetterò. Ieri, da politico d'esperienza qual è, il presidente ha compreso al fulmicotone dove andava a parare quella messinscena delle dimissioni dei parlamentari del Pdl consegnate ai loro stessi capigruppo: alle elezioni anticipate.

E a Renato Schifani, a Gaetano Quagliariello, e a Gianni Letta che - tra gli altri- gli han telefonato in sequenza allarmati per la china di follia che andavano prendendo le cose dopo il gran consiglio di Palazzo Grazioli con i Verdini e le Santanché che urlavano a Berlusconi «ti arrestano, le procure di Bari e Napoli son pronte ad arrestarti», Napolitano ha fatto sapere che lo scioglimento delle Camere è un'illusione e che se davvero i parlamentari del Pdl dessero le dimissioni lui ne denuncerebbe pubblicamente il carattere eversivo di attacco alle istituzioni repubblicane.

E a quel punto, ecco un messaggio ben chiaro e comprensibile anche ai più oltranzisti del centrodestra, la questione sarebbe nelle mani del prossimo presidente della Repubblica: di un nuovo Capo dello Stato, eletto da questo Parlamento. Ovvero, dal Pd e da Grillo.

Giorgio Napolitano non intende avallare nessuna delle tentazioni eversive che spirano dal Pdl. È pronto a dare le dimissioni spiegandone pubblicamente il motivo, lo ha ripetuto ieri a tutti gli interlocutori, e anche ad Enrico Letta. Che nella telefonata a Napolitano ha comunicato anche la propria frustrazione, «è inaudito, convocano un'assemblea per far saltare il governo mentre io qui a New York cerco di rappresentare un'Italia solida agli investitori stranieri, e un'Italia che lavora alla stabilità internazionale davanti all'Assemblea dell'Onu...».

Perché poi, magari domattina sarà per l'ennesima volta tutto smentito, ma tutto rischia di ricominciare daccapo un minuto dopo, secondo il fenomeno ormai ben noto del "pendolo di Berlusconi". Da tempo, al Colle si segue con preoccupazione l'andamento oscillante di esasperazioni e proteste e poi giuramenti di pace perpetua, preludio di minacce di guerra termo-nucleare globale per l'indomani.

E il tutto basta e avanza, quanto a logoramento del governo mentre il Paese frigge nella crisi economica e alla viste c'è la Legge di stabilità, casi squadernati come quello di Alitalia e Telecom, tanto che ancora ieri sera Napolitano ha dovuto ricevere Franco Bernabè. E poi, istituzioni internazionali che osservano come l'Italia sia sulla via della de-industrializzazione, il Fondo Monetario che valuta il rapporto deficit/Pil addirittura al 3,2 per cento, e quei sei miliardi in ballo da trovare, per non aumentare di un punto l'Iva e non ripristinare l'Imu....Insomma l'Italia ha dei problemi tali, e un tale vitale bisogno di stabilità, che proprio non si comprende come il centrodestra non se ne renda conto. Tanto che ufficialmente il Quirinale fa sapere di «verificare con esattezza» le ventilate dimissioni del Pdl.

Napolitano è perfettamente consapevole del fatto che l'Aventino improprio che il Pdl vorrebbe inscenare contiene un messaggio implicito a lui personalmente diretto: nonostante la chiarezza e la linearità con la quale il presidente ha messo per iscritto tutto quanto concerne la situazione del «leader incontrastato» di quella parte politica, e pur superata la fase delle pressioni sul Quirinale per grazie, commutazioni di pena, è sempre un salvacondotto che si attende.

Come se il pdl si aspettasse, e Napolitano ne ha avuto una chiara percezione anche nei molti contatti avuti, chessò, che con una telefonata alle "toghe rosse" tutto si placherebbe. Qui all'ira presidenziale si somma il più pieno sconcerto davanti agli autentici deliri di un bel pezzo della maggioranza. Alla quale, probabilmente, non è estraneo lo stesso Berlusconi. Anche per questo i moduli di quelle dimissioni sono già pronti.

 

NAPOLITANO E TESTA BERLUSCONI BERLUSCONI BERTINOTTI MARINI NAPOLITANO Napolitano e Berlusconi addormentato LA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI RENATO SCHIFANI Stefano Folli Gaetano Quagliariello e Andrea Riccardi MARIO DRAGHI ED ENRICO LETTA FOTO INFOPHOTO Gianni e Maddalena Letta

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO