renzi berlusconi

SE MI LASCI, TI CANCELLO - RENZI E’ CONVINTO CHE L’OPPOSIZIONE BANANA-SALVINI LO RAFFORZI: PUR DI NON ANDARE AL VOTO, MOLTI PARLAMENTRARI DI “FARSA ITALIA” SONO PRONTI A SOSTENERE IL GOVERNO - “BERLUSCONI E’ IN UN VICOLO CIECO”

Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera”

BERLUSCONI VS RENZI BY GIANNELLIBERLUSCONI VS RENZI BY GIANNELLI

 

«Più Silvio Berlusconi minaccia le elezioni più crescono i nostri numeri al Senato, è matematico», è un Matteo Renzi tranquillo, che non fa propaganda né tenta la carta dello sbruffone, quello che fa questi ragionamenti. 
 

Un Matteo Renzi che fa il presidente del Consiglio e deve avere tutti i pezzi sulla scacchiera, inclusa la regina, quella che più volte aiuta a fare scacco matto. «In questo modo la nostra maggioranza è blindata fino al 2018, checché ne dica Silvio Berlusconi che vorrebbe andare al voto addirittura nel 2015 pur di mantenere il Consultellum, sperando di guadagnare qualcosa. Non solo, se va avanti così noi andiamo alle elezioni nel 2018 e vinciamo». 
 

bacio renzi berlusconibacio renzi berlusconi

E ancora: «Ma ha interrogato i suoi in proposito? Vedrà che in Senato, dove abbiamo una maggioranza di più stretta misura più lui insiste più lì la situazione sarà tranquilla perché i parlamentari, pur di non andare al voto, a Palazzo Madama voteranno molti dei nostri provvedimenti». 
 

VIA COL VENTO RENZI E BERLUSCONI VIA COL VENTO RENZI E BERLUSCONI

Il presidente del Consiglio sembra quasi augurarsi il «Berlusconi furioso». Innanzitutto perché a primavera regalerà al centrosinistra la Campania. L’ennesima regione strappata alla destra, visto che in queste condizioni sarà assai complicato per il Nuovo centrodestra andare con Forza Italia in quella terra e non con il Partito democratico. Quella è un’operazione che il presidente del Consiglio aveva in mente sin dall’inizio. Cioè sin da quando ha visto che in quella regione il Partito democratico era diviso in bande e per questa ragione rischiava di perdere. L’apporto del Nuovo centrodestra consentirà a Renzi di ottenere anche questa regione. 
 

Ma non solo. È una partita più ambiziosa delle elezioni regionali quella che Matteo Renzi si sta giocando: la partita di una «maggioranza blindata fino al 2018», che «intercetta la ripresa» e «non sciupa questa occasione» e, quindi, «vince» anche alle prossime elezioni, mettendo in cantiere «nuove riforme». Perché l’idea del premier è quella di «far uscire il Paese dalla crisi» e di rilanciarlo per «aprire una nuova stagione». 
 

renzi e beppe grillo con il gelatorenzi e beppe grillo con il gelato

Perciò l’alzata di scudi di Silvio Berlusconi lo preoccupa nel contingente, ma solo fino a un certo punto: «Dai voti del primo giorno di ripresa della riforma costituzionale alla Camera, quelli in cui Forza Italia doveva dimostrare la grande opposizione — dice ai suoi — mi pare di aver visto solo un gran delirio da cui non sanno come uscire. E nonostante Berlusconi abbia tentato di fare tutto ciò per ricompattare il partito non mi pare che ci sia riuscito, anzi». 
 

Secondo il presidente del Consiglio, che, come è noto, non usa le sfumature per descrivere la situazione politica, Berlusconi «si è infilato in un vicolo cieco». E si è messo «con Beppe Grillo e Matteo Salvini nel mondo di chi protesta e non propone». Peraltro, ultimo arrivato in una terra che non è la sua. Nemmeno tanto bene accetto. Tanto che i parlamentari di Forza Italia da ieri mandano sms a tutti, colleghi di Camera e Senato di diversi gruppi (dal Partito democratico al Nuovo centro democratico, per intendersi) e a giornalisti per dire loro che non capiscono più le mosse del «capo» e, soprattutto, non le possono approvare come facevano un tempo.

SALVINI SICILIASALVINI SICILIA

 

Qualcuno di quei messaggini è arrivato anche agli emissari del presidente del Consiglio. Con un unico, evidente, scopo: far sapere all’inquilino di Palazzo Chigi che non tutti i deputati e senatori azzurri la pensano come l’ex Cavaliere. È per questa ragione che Renzi, tranquillo, assicura ai suoi: «Vedrete che una ventina di parlamentari di Forza Italia a Palazzo Madama voterà per noi ogni volta che ci sarà bisogno». 


Dopodiché Renzi tutto è tranne che un incosciente, anzi è un gran calcolatore: studia ogni mossa con grande attenzione e non lascia nulla al caso. Sa bene che alla Camera «la partita è completamente diversa da quella del Senato per i numeri».

 

RENZI MATTARELLA ALFANO RENZI MATTARELLA ALFANO

A Montecitorio, ha spiegato ai fedelissimi, prima o poi passa tutto, magari più lentamente, se questi di Forza Italia continuano sulla linea di Renato Brunetta e magari sull’Italicum si può anche slittare a settembre ma ci si arriva, senza toccare una virgola, perché, come abbiamo detto più volte, quella legge ormai non si tocca più.

 

È a Palazzo Madama «che comincia un’altra partita». Anche lì i «numeri ci sono». Ma non sono solidi come quelli della Camera, per cui «bisognerà procedere giorno per giorno», ma «ci aiuterà la mancanza di lucidità di Berlusconi che per andare dietro a Matteo Salvini sta ugualmente spappolando il suo partito e sta allontanando da lui il Nuovo centrodestra». 
 

Brunetta Salvini foto Lapresse Brunetta Salvini foto Lapresse BERLUSCONI VERDINI ALFANO INAUGURAZIONE SEDE FORZA ITALIA FOTO LAPRESS BERLUSCONI VERDINI ALFANO INAUGURAZIONE SEDE FORZA ITALIA FOTO LAPRESS

Perciò la parola d’ordine del presidente del Consiglio è una sola: «Sulle riforme si va avanti come prima, più di prima». Nessun tentennamento nemmeno verso la sinistra interna: «Pensare di ricambiare la legge elettorale adesso, dopo che l’abbiamo discussa, ridiscussa e cambiata un sacco di volte, accettando molte proposte della minoranza e delle altre forze politiche significa soltanto volerla mandare per le lunghe», spiega il presidente del Consiglio ai collaboratori.

 

E «di fatto significa non farla per niente», ma «noi non ci fermeremo». E su questo il presidente del Consiglio non ha esitazioni o dubbi: «Non si torna indietro, io non torno indietro. Non si pensi che siccome Forza Italia è partita all’attacco, o perché c’è chi è scettico dentro lo stesso Partito democratico io ceda». 


Anzi, di più. Ai parlamentari del Partito democratico, nella direzione prevista per lunedì 16 febbraio il premier-segretario farà un discorso più chiaro (e più semplice) del solito, benché l’eloquio esplicito non gli faccia certo difetto. Dirà loro senza tanti mezzi termini che «toccherà al Partito democratico dimostrare senso di responsabilità e di lealtà». Il che significa mettere ogni parlamentare del Pd di fronte alla propria coscienza. 

 

Ultimi Dagoreport

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…