D’ALEMA MI FA UN BAFFINO! - RENZIE FONZIE TORNA ROTTAM’ATTORE: “D’ALEMA HA DISTRUTTO LA SINISTRA. È LA PRIMA VOLTA DA VENT’ANNI CHE PERDE UN CONGRESSO”

Giovanna Casadio per "La Repubblica"

Questioni concrete. Come il lavoro. «Che si deve trovare anche se uno non è il figlio di un prefetto...». Allusione al figlio della Cancellieri. Matteo Renzi a tutto campo. In tv a tre settimane dalle primarie, e nella serata in cui ci sono i dati semi definitivi sul voto degli iscritti del Pd, lancia l'offensiva del cambiamento. «Chi non vuole cambiare non voti per me alle primarie... è un appello al contrario».

Però su Rai3, a "Che tempo che fa", assicura lealtà al premier Letta, con qualche prezzo da pagare, perché il Pd è l'azionista di maggioranza del governo e allora «su Imu e non Imu si fa come diciamo noi». Quindi, se il sindaco di Firenze diventerà segretario del partito, ebbene «il segretario democratico e il premier nel 2014 saranno due persone differenti ma andranno d'accordo, perché le cose che si devono fare vanno fatte. Letta sa perfettamente che se il Pd è forte e non gioca alla bella statuina anche il governo è più forte».

L'ironia sulle belle statutine, e su chi sta in Parlamento a fare niente, è feroce. Il "rottamatore" proclama: non ci saranno sconti per nessuno. «Dobbiamo parlare nel merito delle questioni, non della mia cravatta o della mia pettinatura... ». Su D'Alema è sarcastico: «D'Alema pensa che se vinciamo noi renziani distruggiamo la sinistra, senza pensare che l'hanno già distrutta loro». Una freddura che irrita l'ex premier, supporter di Gianni Cuperlo, lo sfidante di Renzi alle primarie.

«È la prima volta da vent'anni D'Alema perde un congresso», rincara. D'altra parte al sindaco di Firenze e ai renziani non è andata giù la campagna dalemiana sul "Renzi estraneo al Pd". Il partito con Renzi divenuto leader quanto cambierà? Stravolgerà il suo dna? Va rivoltato quasi tutto. Come un calzino da ribaltare è pure il paese. Perciò via le Province («Nel 2014 non si vota più per le Province »); via il Porcellum, l'attuale legge elettorale («Subito riforma elettorale»); e via anche il Senato.

«Bisogna ridurre il numero dei parlamentari - insiste - e per farlo si dovrà eliminare il Senato e trasformarlo in una Camera delle Autonomie». Solo così «si supera il concetto di bicameralismo perfetto di cui aveva parlato il costituente e si semplifica: bisogna dividere per due il numero dei parlamentari per moltiplicare per due e biblioteche comunali e asili ». Nel Senato ci saranno i sindaci, i presidenti delle Regioni: nessuno prenderà una doppia indennità.

Ovvio che poi ce n'è per tutti. Per Berlusconi, per i "falchi" e per "le colombe" del fu-Pdl e per la scissione «a tempo determinato », neppure fosse Beautiful. Un caterpillar, Renzi. In quest'altra parte del campo politico, nel fronte del centrosinistra, garantisce rapporti franchi, pur ammettendo la propria ambizione di andare a Palazzo Chigi: «Ci sono momenti in cui bisogna fare un passo indietro, mi piacerebbe giocare la mia partita per il paese, ma in questo momento c'è un governo, sarebbe ingiusto da parte mia anteporre la mia ambizione personale all'interesse comune».

Sarà il Veltroni di Prodi? Non lo sarà, però giù a testa bassa, battutacce e sciabolate. Sconvolto per le intercettazioni della Cancellieri? «Molto di più per quelle delle baby squillo». Grillo urla? «Più urla e più ha fallito. Cosa hanno fatto i 5Stelle, a parte quella che crede alle sirene e quello con i microchip in testa dopo essere stati eletti?». Praticamente nulla. E anche lì nel popolo grillino, Renzi conta di pescare consensi.

 

matteo renzi lingua MATTEO RENZI A BARILIGRESTI E DALEMA dalema moretti foto mezzelani gmt Gianni Cuperloe bersani article FABIO FAZIO E ENRICO LETTA FABIO FAZIO E ENRICO LETTA

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?