L’ARMAGEDDON DEI SINISTRATI – RENZI: ‘IL GOVERNO HA ESAURITO IL SUO COMPITO’, OGGI IN DIREZIONE IL VOTO CONTRO LETTA – TORNA IL RISCHIO SCISSIONE: ENRICHETTO A CAPO DI UN NUOVO PARTITO, UN ASINELLO 2.0?

Giovanna Casadio per ‘La Repubblica'

Il Pd si prepara a sfiduciare Letta. Fino a tarda sera sono in azione i mediatori tra i due contendenti, tra Enrico Letta e Matteo Renzi, per evitare la sfida all'O.K Corral nella direzione convocata per questo pomeriggio. Il partito si trova a scegliere tra il "suo" premier e il "suo" segretario.

Renzi ha preparato un ordine del giorno molto duro contro il governo: «Il compito dell'esecutivo Letta è esaurito». È l'operazione- verità sull'inadeguatezza del governo che il segretario ha in mente di fare. Non si proporrà però per la staffetta a Palazzo Chigi: non vuole apparire come colui che si presta a manovre e manovrine di Palazzo. Nel recinto in cui vuole schiacciarlo Enrico, il leader dem non vuole restarci.

Il documento renziano sarà messo in votazione. E la direzione sarà in streaming. Tanto per stanare le posizioni di tutti i dem e evitare che qualcuno giochi poi a rimpiattino. «Parlerò a viso aperto», premette il segretario. È stata ieri una lunga giornata di
colloqui e di riunioni al Nazareno, la sede del Pd. Stamani prima della direzione ne sono previste altre.

Il "correntino" guidato da Gianni Cuperlo si è dato appuntamento poco dopo mezzogiorno. Ma la posizione sembra scontata. La si ascolta a Montecitorio dove capannelli di deputati seguono davanti alle tv la conferenza stampa nella quale Letta scandisce il suo "non ci sto" e promette di resistere e andare avanti. «Ormai è troppo tardi», ripetono in tanti.

Cuperlo passa il cerino al segretario: «È lui che deve chiarire - spiega in una nota il leader della minoranza - Nei giorni scorsi abbiamo noi per primi chiesto un chiarimento di fondo su un governo di svolta. E dopo avere ascoltato la conferenza stampa del capo del governo, non è possibile nascondere la grande preoccupazione per la piega che ha assunto il confronto interno alla maggioranza e al nostro stesso partito».

È una porta ancora non del tutto chiusa al premier, perché sia Cuperlo che Cesare Damiano valutano positivamente il merito delle proposte, quel programma di Impegno 2014 illustrato da Letta. Però - è l'altra riflessione - «alla luce dei giudizi politici espressi da Renzi, tocca proprio al segretario del Pd dire parole di chiarezza sul percorso che il primo partito della maggioranza intende seguire».

Un conflitto così forte è drammatico per la tenuta dei Democratici. Pippo Civati parla di Far West, di un western a cui si assisterà in direzione. Civati non voterà nessun documento, e segue la linea di sempre: varare la legge elettorale e poi al voto. «Non si trova l'algoritmo del Pd», ironizza amaro Emanuele Fiano, il capogruppo in commissione Affari costituzionali. Beppe Fioroni, leader dei Popolari, dice che lo scontro ormai è giunto fino
a un punto di non ritorno. «Letta sembra avere parlato più da leader politico...», riflette Dario Ginefra.

Se il duello tra Enrico e Matteo arriverà allo showdown in direzione, sarà per i Democratici «una guerra atomica». La definizione è di Gero Grassi. «È una rivoluzione in corso, un redde rationem », avverte Civati. Letta potrebbe partecipare alla riunione dem: «Sono un uomo del Pd...», ha detto in conferenza stampa invitando proprio il partito
e in primo luogo il segretario Renzi ad assumersi la responsabilità sul destino del governo. Di voto subito, se la situazione si impantanasse in un braccio di ferro, parlano i renziani. E il segretario stesso potrebbe rilanciare.

Alcuni dem intravedono scenari in cui Letta potrebbe mettersi a capo di un nuovo partito. Fioroni ricorda che quando Prodi fu costretto alla staffetta con D'Alema, i prodiani diedero vita all'Asinello. Ernesto Carbone, renziano della prima ora, a bordo della cui Smart Renzi è andato a Palazzo Chigi all'incontro con il premier, attacca: «Il fatto che Letta ora parli di programma senza scadenze dimostra che il suo unico obiettivo è restare a Palazzo Chigi. Altro che i 18 mesi per fare le riforme: le riforme sono naufragate, a rivitalizzarle ci ha dovuto pensare il Pd». I Democratici sperano che il peggio possa essere scongiurato e un accordo tra i due leader si trovi.

 

MATTEO RENZI E LA BOMBA A ENRICO LETTA letta renzi b cuperlo alla direzione pd Cesare Damiano e moglie CESARE DAMIANO E COMPAGNA - copyright PizziPIPPO CIVATI E STEFANO RODOTAGIUSEPPE FIORONI prodi dalema 2006 lap

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