RENZI A PALAZZO CHIGI MA LA MOGLIE RESTA A PONTASSIEVE: ‘IO FIRST LADY? NON LO SONO E MAI LO SARÒ’ – RIUSCIRA’ MATTEUCCIO A NON FARSI PUNGERE DALLE API REGINE ROMANE? AH, SAPERLO…

Massimo Vanni per ‘La Repubblica'

L'ha sentito «per un secondo» prima del discorso alla direzione del Pd, racconta. Ma non è il tempo che conta: in un modo o nell'altro Agnese ha sempre accompagnato i momenti di svolta del marito Matteo Renzi. Era con lui il giorno della sconfitta delle primarie contro Bersani, quell'amaro 2 dicembre 2012. Era in platea il giorno gioioso della vittoria delle primarie da segretario del Pd, l'8 dicembre scorso. Ed è vicina a lui oggi.

Anche se la via per Palazzo Chigi non dovesse essere quella delle elezioni: «Un rischio arrivarci così? Non spetta a me dare giudizi politici, ma come si dice il meglio è nemico del bene. Nessuno lo avrebbe pensato, nessuno se lo sarebbe augurato. Poi però si deve fare i conti con la realtà, non siamo sciolti dalle contingenze, non si possono fare proclami assoluti: nell'imprevisto i bravi sanno scegliere il meglio e lo vivono senza recriminare», dice Agnese affacciandosi dal cancello di casa di Pontassieve, a tredici chilometri dal capoluogo toscano.

Per lei è stata una giornata come le altre: lezione a scuola la mattina, i figli nel pomeriggio. E, schiva com'è, non pare intenzionata a cambiare vita: «Io ‘first lady'? Io non sono niente, non c'è stata nessuna formalizzazione. Eppoi lo sapete, quell'appellativo non mi appartiene, anche se Matteo diventasse premier». Agnese sa solo che, se tra qualche giorno dovesse accadere, l'impegno di Matteo sarà totale: «Lo conosco, so che ci metterà l'anima. Ci metterà l'energia consueta che mette in tutte le cose che fa», assicura. Per poi salutare con un sorriso: «Adesso rientro in casa per vedere come va a finire ».

Anche a casa dei genitori il televisore è rimasto accesso tutto il pomeriggio. Quindici chilometri più in là, a Rignano sull'Arno, il paese dove Matteo è cresciuto e tutti lo salutano per strada, il babbo Tiziano e la nonna Maria alle 15 erano già in poltrona davanti
alla Tv: «Voglio sentire cosa dice», spiega babbo Tiziano, ex consigliere Dc e oggi segretario del Pd locale. Non ne può più dei giornalisti che lo assediano: «Ho grande rispetto del lavoro dei giornalisti, ma anche della mia vita privata. D'ora in poi non esisto », ha postato su Facebook.

E tanto per chiarire da lunedì non ci sarà neppure fisicamente: lo attende con la moglie una vacanza a Miami, a casa di amici. «Vedrò il giuramento di mio figlio, se ci sarà, via web», chiarisce. Quanto al rischio di arrivare a Palazzo Chigi senza elezioni, nessuna incertezza: «Matteo non ascolta certo quello che dico. E io sono il meno indicato per consigliargli prudenza: quando ero insegnante a tempo indeterminato mi sono
dimesso rischiando tutto per fare il rappresentante», spiega babbo Tiziano. Come dire, l'audacia è un vecchio vizio di famiglia.

La sorella Matilde, più piccola di qualche anno di Matteo, abita nel cuore del paese, proprio in faccia alla chiesa. Ed è gelosissima della sua privacy: «Scusate, rispetto il vostro lavoro ma noi non c'entriamo niente», taglia corto rientrando a casa a metà pomeriggio.

A Rignano i quarantenni lo ricordano sul campetto di calcio, proprio accanto alla chiesa, dove Matteo trascorreva i pomeriggi: «Voleva sempre vincere. E quando perdeva portava via il pallone ». Il parroco don Giovanni Nerbini conosce bene Matteo: «Ci siamo conosciuti e frequentati negli scout». Don Nerbini conosce però altrettanto bene la famiglia: ogni domenica pomeriggio il babbo Tiziano va a suonare l'organo in chiesa, alla messa delle 17.

E spesso condividono il viaggio a Medjugorje. «Matteo si è mostrato abile, tifo per lui come fanno tanti altri rignanesi - dice - anche se ho paura dei lacci in cui potrà imbattersi, dei lacci che possono mettergli. Avrei preferito la strada delle elezioni ma sarebbe bello se diventasse premier e riuscisse dove tanti hanno già fallito. Ha già impresso accelerazione alla politica».

Il sindaco di Rignano Daniele Lorenzini, anche lui esponente Pd, dedica ogni anno un premio speciale ad un concittadino che si sia distinto per qualche opera: «E quest'anno non avrò certo il problema di chi scegliere tra i cittadini rignanesi», annuncia fin d'ora. Per lui vedere Renzi sul trampolino della premiership è una «grande soddisfazione». Ed è anche convinto che «farà molto bene». Del resto, aggiunge il sindaco, «in paese chi lo ha visto nascere e crescere lo ha sempre considerato un leader».

 

Agnese-Landini-e-Matteo-Renzi.agnese renziMATTEO RENZI E MOGLIE AGNESE matteo-renzi-padre-covermatteo renzi e la madre laura MATTEO RENZI CON LE NONNE MATTEO RENZI NEL CANDIDATO SINDACO A FIRENZE AGNESE LANDINI MOGLIE DI MATTEO RENZI MATTEO RENZI CON LA MOGLIE AGNESE

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO