UN MATTARELLUM IN TESTA A RE GIORGIO - RENZIE FONZIE TENTATO DAL RITORNO ALLA VECCHIA LEGGE ELETTORALE, IN ACCORDO CON BEPPEMAO E BERLUSCONI, PER VOTARE SUBITO

Ugo Magri per ‘La Stampa'

Già stasera, al massimo domattina, la prima Commissione della Camera comincerà a occuparsi della riforma elettorale appena «scippata» al Senato. Il suo presidente, l'avvocato barese Francesco Sisto (Forza Italia) ha in animo una riunione «orientativa» per pianificare i lavori.

Se ci saranno professori da ascoltare, «tecnici» di cui è impossibile ignorare il parere, si procederà da subito a fissare le audizioni. «Non intendo perdere nemmeno un minuto», spiega Sisto, nelle cui orecchie risuona il rimbrotto di Napolitano per «l'acqua pestata nel mortaio» dall'altro ramo del Parlamento. «Però», mette le mani avanti, «senza nemmeno ansia da prestazioni...».

Il giusto mezzo. La Commissione si attende che dai vertici politici arrivino indirizzi chiari. E soprattutto, che il neo-segretario Pd faccia la prima mossa. Renzi ha dichiarato domenica che vorrebbe una nuova legge elettorale tempo al massimo un mese, cioè prima che la Corte costituzionale renda note le motivazioni con cui ha giustiziato il «Porcellum».

Fonti vicine al sindaco-segretario precisano che questo sarebbe il traguardo ottimale; poi, certo, nessuno ne farà questione di giorni. Basterebbe che il testo della riforma ottenesse disco verde in Commissione, sulla base di un accordo politico ferreo da fotocopiare in Senato, e già andrebbe bene.

Paradossalmente, la scelta più difficile è proprio quella che compete a Renzi. Il quale si trova in queste ore davanti a un bivio: può imboccare la strada che gli addita Napolitano (gliel'ha pubblicamente ricordata ancora ieri), che consiste nel mettere al primo posto la stabilità di governo.

Dunque, cercare anzitutto un accordo con Alfano, che però non ha alcuna fretta di metterlo nero su bianco, vorrebbe che maturasse nei tempi maestosi di una riforma del bicameralismo, e comunque non accetterà mai un ingranaggio che lo getti nelle fauci del Caimano, il giorno in cui si tornerà a votare.

Sul merito della possibile intesa, c'è fitta nebbia, sebbene il vice-premier e il ministro delle Riforme Quagliariello (citato quale esempio da Napolitano) abbiano offerto a Renzi una disponibilità al doppio turno di marca francese, che offre numerose cartucce alle forze intermedie. Se ne discuterà nell'ambito del negoziato programmatico delle prossime settimane.

L'altra via è quella dove vorrebbero attirarlo Berlusconi e Grillo. Presuppone un accordo fulmineo almeno quanto lo desidera il segretario Pd, con il sottinteso che subito dopo si potrebbe tornare alle urne. Silvio e Beppe non vedono l'ora, nella convinzione di vincere; Matteo sembra voglioso almeno quanto loro. Un canovaccio d'intesa esiste e si chiama «Mattarellum».

Vale a dire la legge con cui si è votato per tre volte dal '94 al 2001. Ha il pregio che, dal punto di vista costituzionale, non può essere contestata. E già questo sarebbe un consistente argomento per tornare al passato. Ma poi ce n'è un altro, che molto attrae i capi-partito: permetterebbe loro di scegliersi i candidati, uno per collegio, senza che siano gli elettori a fare la cernita con le preferenze. Il «Mattarellum» offre, sotto questo punto di vista, il massimo del controllo politico consentito dalla sentenza della Consulta.

Se prenderà questa via, Renzi può contare sui Cinque stelle. Il grillino Giarrusso lo dice chiaro: sul Mattarellum «non c'è da fare accordi, c'è solo da votare». Quanto a Berlusconi, domenica s'è sbilanciato anche lui «per la legge che c'era prima». Nardella, esploratore per conto di Renzi, ha stuzzicato Brunetta a chiarire se l'uscita del suo Capo era stata buttata lì tanto per dire, ovvero si tratta di una posizione meditata. Il capogruppo «azzurro» gli ha fatto capire che è roba seria, provare per credere...

 

napolitano letta renzi napolitano renzi MATTEO RENZI E GIORGIO NAPOLITANOalfano berlusconi adn x BEPPEGRILLO Ignazio La Russa Gaetano Quagliariello TITTI E RENATO BRUNETTA PUBBLICATO DA ZUCCONI

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...