goffredo buccini

“NON CI SONO BUONI E CATTIVI. C'E' LA SPERANZA CHE I MAGISTRATI SMETTANO DI INSEGNARE AI POLITICI A STARE A TAVOLA…” - NEL LIBRO "LA REPUBBLICA SOTTO PROCESSO", GOFFREDO BUCCINI RICOSTRUISCE 30 ANNI DI STORIA ATTRAVERSO IL CONFLITTO FRA GIUDICI E POLITICI - I PARADOSSI DEL CASO ANDREOTTI, LE PEREGRINAZIONI DI ANTONIO DI PIETRO DOPO "MANI PULITE", LE CONCLUSIONI DELL’INCHIESTA “MAFIA CAPITALE” E L'ANEDDOTO DELLA PERA DI EINAUDI...

Alessandra Tarquini per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

goffredo buccini

Per molti versi il libro di Goffredo Buccini La Repubblica sotto processo. Storia giudiziaria della politica italiana 1994-2023 , in uscita domani per Laterza, è il seguito de Il tempo delle Mani pulite , pubblicato nel 2021 dallo stesso editore, in cui l’autore ha raccontato la propria esperienza di giovane cronista alla Procura di Milano.

 

In realtà, La Repubblica sotto processo non è solo la cronaca di una penna esperta che utilizza una mole impressionante di fonti. In questo nuovo lavoro, Buccini ricostruisce trenta anni di storia attraverso il conflitto fra giudici e politici che è uno dei fattori di crisi della nostra democrazia.

 

Facciamo qualche esempio e iniziamo dai magistrati che fra il 1993 e il 2004 processarono Giulio Andreotti per associazione mafiosa. Buccini ricorda che il procuratore Gian Carlo Caselli e i suoi colleghi costruirono l’impianto accusatorio sulla base delle dichiarazioni dei pentiti, anche quando la loro credibilità appariva palesemente discutibile. Alla fine, i giudici assolsero l’ex presidente del Consiglio «a metà», ritenendo che fosse colluso con la mafia fino al 1980, ma che non fosse perseguibile, essendo decorsi i tempi della prescrizione. Da quel momento, Andreotti si sarebbe dissociato, arrivando a promuovere provvedimenti normativi per contrastare la criminalità mafiosa.

GIULIO ANDREOTTI AL TELEFONO

 

Da parte sua, Antonio Di Pietro non appare più lineare: dopo Mani pulite, ha corteggiato «qualsiasi politico gli facesse profferte per il futuro» e, senza alcuna coerenza, ha cercato pervicacemente la scalata verso il successo. Certo, un pubblico ministero che lascia la magistratura ha il diritto di fare e di dire ciò che vuole. Ma allora perché nel 2002 il capo della Procura di Milano, Francesco Saverio Borrelli, invitò tutti a «resistere, resistere, resistere come su un’irrinunciabile linea del Piave» contro le riforme proposte dal governo Berlusconi, mentre inaugurava l’anno giudiziario?

 

goffredo buccini

Leggendo alcuni passaggi di questa lunga storia dovremmo dedurre che ha ragione chi tuona contro le toghe rosse o chi denuncia il delirio di onnipotenza dell’ordine giudiziario. In realtà, se volgiamo lo sguardo verso la classe politica, ci accorgiamo di come sia tutto decisamente più complicato.

 

Nel 2007 il fortunato volume di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, La casta (Rizzoli), documentò decenni di truffe: dagli aerei di Stato che volavano 37 ore al giorno per portare un parlamentare a una festa a Parigi, ai rimborsi elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute; dalle comunità montane nate a 39 metri sul livello del mare, alle commissioni culturali che si chiedevano se Plutone fosse un pianeta. Diciassette anni dopo, possiamo criticare Stella e Rizzo perché hanno scritto un libro che ha favorito il diffondersi di un’antipolitica qualunquista? Effettivamente, sostiene Buccini, La casta fu solo il dito che indicò la luna, e cioè una «classe politica vergognosa» e «impresentabile», che dopo Mani pulite si era suicidata, perdendo credibilità e non riuscendo a rinnovare sé stessa.

ANTONIO DI PIETRO SUL TRATTORE

 

 

(...) Nel 2015 la Procura della capitale ha mostrato l’esistenza di un’organizzazione criminale che, fra l’altro, si occupava della gestione dei centri di accoglienza per i migranti.

 

Secondo i pubblici ministeri, destra e sinistra avrebbero preso parte ad un giro di affari mafioso. Dopo un percorso processuale molto complicato, la Cassazione ha dichiarato che nella capitale esistevano sì due organizzazioni criminali, quella di Salvatore Buzzi e quella di Massimo Carminati, ma ha negato che fossero associazioni mafiose. È una dinamica che si ripete: esiste un’indagine perché esiste un reato. Esiste un coinvolgimento dei partiti in una realtà corrotta, che si rivela meno grave di come rimbalza sui mass media.

goffredo buccini foto di bacco

 

E, soprattutto, esistono il delirio di onnipotenza di alcuni magistrati e la miseria di alcuni politici perché, da tempo — nota Buccini — si è perso il senso della pera di Luigi Einaudi.

 

In una cena al Quirinale, con i collaboratori del «Mondo», la rivista diretta da Mario Pannunzio, il presidente della Repubblica Luigi Einaudi voleva mangiare una pera, ma trovandola eccessivamente grande, e non volendo sprecarla, chiese agli astanti: «C’è qualcuno che vuole dividerla con me?».

 

Gli invitati sorrisero ed Ennio Flaiano, alzando la mano come a scuola, disse: «Io, presidente». Alle sue spalle, il maggiordomo in livrea arrossì per la domanda poco protocollare e sparì dietro una tenda, dopo aver posato la metà della pera davanti a Flaiano.

 

Dunque, mentre Einaudi nel 1951 non sprecava le pere, noi siamo stati governati da una classe dirigente che gestiva i soldi pubblici in modo improprio, con un debito schizzato alle stelle negli anni Ottanta che ci ha esposti alla gravissima crisi dello spread nel 2011.

DI PIETRO COLOMBO BORRELLI

 

Dopo aver letto La Repubblica sotto processo potremmo chiederci se il trentennio 1994-2023 è rappresentativo di un percorso più lungo. È vero, storicamente, abbiamo un problema con il rispetto delle regole, con la corruzione, con il senso dello Stato.

 

D’altra parte, non possiamo valutare i politici soltanto sulla base del loro rapporto con le procure. Uno dei più grandi statisti italiani, l’uomo a cui dobbiamo il decollo industriale e il suffragio universale maschile, Giovanni Giolitti, fu coinvolto nello scandalo della Banca romana nel 1893. Assolto dalle accuse, riprese la sua carriera politica, ma per tutta la vita venne tacciato di gestire il proprio potere con metodi clientelari.

 

Alcide De Gasperi nel 1950 realizzò la riforma agraria, la più grande opera di redistribuzione della ricchezza mai effettuata in Italia, con un milione di ettari di terreni espropriati ai latifondisti e assegnati ai contadini. In quegli anni, la Democrazia cristiana governava saldamente l’Italia e nel farlo costruiva consenso, in vari modi. Poteva accadere che il deputato Tizio riuscisse a far assumere i suoi compaesani in un ministero o magari, nel decennio successivo, alla Rai.

goffredo buccini foto di bacco (2)

 

Il Partito comunista, che godeva dei finanziamenti illeciti provenienti dall’Unione Sovietica totalitaria, ha contribuito alla modernizzazione di questo Paese e ha consentito l’approvazione di leggi importanti che ad oggi costituiscono la struttura portante della democrazia italiana. Giudichiamo, allora, le classi dirigenti sulla base dei loro progetti, sulle scelte operate, sulla capacità di gestire i conflitti e di riformare la realtà che hanno di fronte.

 

di pietro colombo borrelli

In questo senso, la crisi del sistema non dipende soltanto dal dilagare della corruzione o dallo strapotere delle procure e il richiamo alla legalità non può essere il perno di una visione politica perché, semmai, ne è un presupposto.

 

Come scrive Buccini alla fine del libro, non ci sono buoni e cattivi, ma solo la speranza che i magistrati smettano di insegnare ai politici a stare a tavola e che i politici imparino a non sprecare le pere. Alle sue parole preoccupate e condivisibili, aggiungiamo l’auspicio che i secondi siano all’altezza delle trasformazioni del mondo in cui viviamo, con competenza, passione e senso di responsabilità.

buccini coverDI PIETRO E COLOMBO AL FUNERALE DI BORRELLIGOFFREDO BUCCINI

Ultimi Dagoreport

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...