LA RESA DI ORBAN - DOPO AVER PERSO LE ELEZIONI, IL FILO-PUTINIANO ORBAN SBLOCCA I 90 MILIARDI DI PRESTITI PER L'UCRAINA. CON IL SUO VETO, IL PREMIER UNGHERESE AVEVA PARALIZZATO LA UE PER TRE MESI - DOPO LA VITTORIA DI PETER MAGYAR, ZELENSKY HA ANNUNCIATO DI RIPRISTINARE L'OLEODOTTO "DRUZHBA", BOMBARDATO DAI RUSSI, CHE PORTA IL GREGGIO IN EUROPA - LA MINACCIA DI MAGYAR A NETANYAHU: "SE VIENE IN UNGHERIA LO ARRESTIAMO..."
Estratto dell'articolo di Tonia Mastrobuoni per "la Repubblica"
peter magyar dopo la vittoria foto lapresse
In Ungheria e in Europa la musica è cambiata. E una conferma è arrivata ieri dalla decisione di Budapest di sbloccare i 90 miliardi di prestiti per l'Ucraina non appena il petrolio ricomincerà a fluire attraverso l'oleodotto Druzhba. L'annuncio ufficiale è arrivato dal premier uscente Viktor Orbán in una lettera al presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa. Ma è una pura formalità.
In realtà l'autocrate aveva paralizzato la Ue per tre mesi proprio con la scusa dell'oleodotto bombardato dai russi: pretendeva lo riparasse Kiev. E intanto insultava quotidianamente il presidente ucraino Zelensky e riempiva l'etere di fake news sull'Ucraina. All'indomani della vittoria elettorale del suo rivale, Peter Magyar, il presidente ucraino, visibilmente sollevato, ha annunciato che avrebbe ripristinato Druzhba. Di conseguenza Budapest mollerà la presa sui 90 miliardi di prestiti destinati a Kiev.
vladimir putin volodymyr zelensky - guerra in ucraina
L'Ungheria con Magyar volta pagina. Se Benjamin Netanyahu, condannato dalla Corte penale internazionale per violazioni dei diritti umani e crimini di guerra, entrerà nel Paese sarà arrestato, ha dichiarato il premier in pectore. «Ho chiarito che l'Ungheria intende rimanere membro della Corte penale internazionale».
peter magyar dopo la vittoria foto lapresse
Una delle sue principali promesse, del resto, riguarda il ripristino della legalità e la lotta alla corruzione. E una delle premesse per restituire in Ungheria i pesi e contrappesi che Orbán aveva smontato sistematicamente, sarà quella di sostituire le più alte cariche della magistratura e i vertici dello Stato. Per Magyar i capi della Procura generale, della Corte costituzionale, della Curia e delle altre alte corti, tutti fedelissimi di Orbán, hanno tempo fino al 31 maggio per rassegnare le dimissioni, ha chiarito ieri. [...]
VIKTOR ORBAN - VLADIMIR PUTIN
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