stefania giannini in topless

MISSING IN ACTION – DOV’È FINITA LA GIANNINI? SCAVALCATA DA RENZIE, SI È CHIUSA NEL SILENZIO, MA “QUANDO DA TE DIPENDONO UN MILIONE DI LAVORATORI DELLA SCUOLA IL SILENZIO NON È POSSIBILE”

Giovanni Belardelli per “Il Corriere della Sera

 

STEFANIA GIANNINI QwJu0aUz_400x400STEFANIA GIANNINI QwJu0aUz_400x400

Di fronte alla non esaltante spettacolo di una riforma della scuola enfaticamente annunciata e poi rinviata molti si saranno chiesti cosa pensi al riguardo il ministro Stefania Giannini. Ciò che tutti hanno potuto vedere, infatti, è che la titolare di viale Trastevere, - dopo aver annunciato anche lei misure rivoluzionarie al Meeting di Rimini - al momento sembra uscita di scena.

 

Una uscita di scena forse indotta dall’intenzione dello stesso presidente del Consiglio Renzi di occuparsi più o meno direttamente della materia. Fatto sta che il ministro Giannini è intervenuta pubblicamente per confermare l’abolizione del test di Medicina, una misura molto popolare tra studenti e famiglie anche se rischia di gettare nel caos le università per le ragioni di sovraffollamento fatte presenti da tutti i rettori; ma sulle misure per la scuola che dovevano essere discusse nel Consiglio dei ministri di venerdì non si sono registrate negli ultimi giorni dichiarazioni sue che potessero far capire cosa pensa al riguardo.

matteo renzimatteo renzi


Sul metodo utilizzato dal premier Renzi avrebbe forse potuto far presente anche lei quel che ormai tutti — dai commentatori ai comuni cittadini — pensano: e cioè che annunciare grandi rivolgimenti, suscitando troppe aspettative, rischia di alimentare due cose che nel Paese circolano già fin troppo: disillusione e sfiducia. Come sanno bene, credo, i 100 mila precari di cui è stata annunciata (e ora rimandata) l’assunzione: una misura che ha molte ragioni sociali, per le aspettative create nel tempo in tanti aspiranti docenti di ruolo; ma in cui è difficile vedere qualcosa di rivoluzionario, assomigliando essa troppo a certe infornate di assunzioni da Prima Repubblica.

aula scolasticaaula scolastica

 

O forse non è del tutto così: ma il ministro che ha la responsabilità del nostro sistema scolastico avrebbe avuto il compito, ci permettiamo di osservare, di spiegare meglio una misura del genere e in che senso l’assunzione in massa di precari (a scapito, evidentemente, di altri, più giovani, aspiranti insegnanti) corrisponderebbe a quel principio del merito che si vorrebbe fosse un caposaldo della grande riforma.


Anche riguardo a questo, cioè all’introduzione di carriere e retribuzioni degli insegnanti legate a una valutazione del merito, si tratta di cosa non nuovissima, visto che vi si cimentò già, senza successo, nel 2000, il ministro Luigi Berlinguer. Una cosa, per giunta, di non facile attuazione anche al di là delle consuete resistenze sindacali: una volta che in una scuola vi siano insegnanti con qualifiche di merito diverse, non si capisce chi accetterà mai di avere gli insegnanti di qualifica inferiore.

MINISTERO PUBBLICA ISTRUZIONE MINISTERO PUBBLICA ISTRUZIONE

 

Benché dal punto di vista mediatico faccia assai meno colpo (e infatti nessuno ne parla), sarebbe già un ottimo risultato se si potessero allontanare dall’insegnamento i non molti forse (ma neppure pochissimi) docenti che — per la demotivazione legata ad anni di faticoso insegnamento precario oppure per la insufficiente preparazione — lavorano con scarso merito.


Questo o altro avrebbe forse potuto osservare e chiarire il ministro Giannini, anche correndo eventualmente il rischio di qualche frizione con il presidente del Consiglio. Quando da un ministro dipendono un milione di lavoratori della scuola (tra docenti e non), quando a quel ministro guardano milioni di studenti e di genitori italiani, il silenzio non è un’opzione possibile.

 

Ultimi Dagoreport

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…