expo roma 2030

IL RILANCIO DI ROMA? CON L'EXPO! LO HANNO FATTO A MILANO, SI PUO' RIFARE ANCHE A ROMA: DOPO ANNI IN CUI LA CITTA’ ETERNA E’ RIMASTA NEL CONO D’OMBRA DI MILANO, PER RIDARE LUSTRO ALL’URBE I CANDIDATI SINDACI DELLA CAPITALE SCRIVONO A DRAGHI PER PROPORRE ROMA COME SEDE DELL’ESPOSIZIONE UNIVERSALE DEL 2030 - È UNA PROPOSTA CHE RIEMPIE IL BUCO DEL MANCATO EXPO DEL 1942 CANCELLATO DAL CONFLITTO MONDIALE. SI POTREBBE TORNARE A BASARE IL PROGETTO ALL’EUR PER...

Guido Stazi* per MF- Milano Finanza

 

GUIDO IANNUZZI T34

Da inizio settembre un carro armato sovietico T-34 galleggia, a Roma, al centro del laghetto dell’EUR. Nulla di allarmante, è la performance artistica di Guido Iannuzzi, che evoca robusti richiami storici e culturali e potrebbe indicare un importante, innovativo e attualissimo percorso di sviluppo per la città e per chi la amministrerà nei prossimi anni;
 
partendo dal quartiere immaginato alla fine degli anni trenta del secolo scorso dai grandi architetti razionalisti italiani, Marcello Piacentini, Adalberto Libera, Luigi Moretti, Giuseppe Pagano e molti altri, in vista dell’Esposizione Universale di Roma (EUR) del 1942, poi cancellata dal secondo conflitto mondiale.
 

gualtieri raggi calenda michetti

Il regime fascista aveva, naturalmente, immaginato l’Expo romana in funzione autocelebrativa; ma le idee prendono una vita propria e il razionalismo italiano era animato da una dimensione globale, con grandi collegamenti internazionali; e uno di quegli architetti, Giuseppe Pagano, tra i progettisti anche della Città Universitaria di Roma e della Bocconi di Milano, morì nel campo di concentramento di Mauthausen nel 1945, il giorno prima dell’arrivo dei tank russi, i T-34, appunto.
 
Il T-34 piazzato da Iannuzzi al laghetto dell’EUR razionalista è dipinto con i colori sgargianti della Bauhaus, il movimento fondato nella Germania di Weimar nel 1919 da Walter Gropius, che rivoluzionò arti visive e architettura dando vita al design moderno, con l’idea di integrare, tramite l’arte, l’industria e l’artigianato; progettando e realizzando edifici, oggetti, materiali; tutti moderni, razionali, utili e belli. In modo non dissimile dal razionalismo italiano che ricercava la funzionalità, la pulizia delle forme integrate in un classicismo atemporale che le rendeva, appunto razionali e modernissime.

virginia raggi carlo calenda roberto gualtieri enrico michetti foto di bacco

 
Così come le incredibilmente moderne creazioni di Mies Van der Rohe, l’ultimo direttore della scuola Bauhaus, chiusa nel 1933 dal nazismo. E quindi il T-34 di Iannuzzi torna ad evocare e a collegare, questi due grandi movimenti che, a distanza di un secolo, conservano intatta la loro modernità e la loro carica innovativa, indicando come l’incrocio di competenze, di sapienze artistiche e tecniche, genera capacità di innovazione tecnologica; e può innescare un volano in grado di mobilitare realtà produttive, istituzioni culturali e politiche, cittadini.
 
Qualche mese fa Ursula von der Leyen ha lanciato un progetto denominato, non a caso, “New European Bauhaus”; un’iniziativa interdisciplinare per pensare e realizzare modi di vivere futuri, situati al crocevia tra arte cultura, inclusione sociale, scienza e tecnologia, per un futuro sostenibile e funzionale ai piani di aiuto e sviluppo in fase di attuazione; la Presidente della Commissione ha detto “ Voglio che Next Generation EU dia il via a un’ondata di rinnovamento europeo e renda la nostra Unione leader dell’economia circolare.
 

EXPO ROMA 2030 - 9

Ma questo non è solo un progetto ambientale o economico: deve essere un nuovo progetto culturale per l’Europa”. Perché, in Italia, non portarsi avanti col lavoro e cominciare da Roma? Dal cuore razionalista e moderno della città -per una volta astraendosi dai sacri ruderi- e dal Bauhaus Think Tank, così è intitolata la performance del laghetto, auspicando che qualcuno si metta a pensare in grande.
 
Un’idea forte già c’è: prima dell’estate i quattro candidati a sindaco della città hanno firmato insieme una lettera a Draghi per proporre Roma come sede dell’Expo 2030: “Una grande opportunità per il rilancio definitivo di Roma come importante metropoli internazionale, in grado di attrarre investimenti, proporre al mondo grandi progetti di innovazione e rigenerazione urbana, rilanciare il lavoro e l’economia dell’intero Paese. Per questo chiediamo al presidente del Consiglio Mario Draghi, e all’intero Governo, di candidare l’Italia e la sua Capitale a ospitare l’Esposizione Universale nel 2030”. Per una volta tutti i cittadini romani sottoscriveranno in anticipo.
 

padiglione italia a dubai 6

E sarebbe importante tornare a basare il progetto all’EUR, in parte immaginando di riutilizzarne gli spazi razionalisti in un grande piano di rigenerazione urbana; perché il futuro sostenibile e inclusivo, sia, come dice la Commissione “una meraviglia per gli occhi, la mente e l’anima. Un futuro in cui anche l’estetica giochi la sua parte per creare le opportunità di trasformare in meglio le nostre vite. In cui arte, cultura e bellezza sono connesse a scienza e tecnologia e migliorano la qualità dell’esistenza”.
 
Perché non sognare ad occhi aperti che, archiviata la pandemia, Roma, la Città Eterna, non riprenda a distanza di un secolo una sua ispirazione modernista e mostri al mondo che, oltre a essere l’Italia “un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori”, è capace di immaginare e organizzare una straordinaria Expo. Lo abbiamo fatto a Milano lo possiamo rifare anche a Roma. *Economista

MARIO DRAGHI AL TELEFONO

 

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