del debbio berlusconi salvini bisignani

”NON MI CANDIDO A SINDACO DI MILANO, TORNO IN TV A PARLARE ALLA GENTE”. PAOLO DEL DEBBIO ANNUNCIA AL “CORRIERE DELLA SERA” LA SUA DECISIONE. IL SUO NOME AVREBBE MESSO D’ACCORDO BERLUSCONI E SALVINI. GIÀ, QUELLI CHE DECIDONO CHI SFIDA RENZI – ED ECCO LA PROFEZIA DI LUIGI BISIGNANI NEL SUO ULTIMO LIBRO CON MADRON. CHI RACCOGLIERÀ IL TESTIMONE DA BERLUSCONI? “GRANDE, GROSSO E POPOLARE, UNO CHE OLTRE A SAPER CUCINARE PER LA PANCIA DELLA GENTE È UN FEDELISSIMO: PAOLO DEL DEBBIO, RECALCITRANTE ALL’IDEA”. IL TEMPO NON MANCA

1. L’INTERVISTA «NON CORRERÒ DA SINDACO DI MILANO I NOMI GIUSTI? BERLUSCONI O ALBERTINI»

DEL DEBBIODEL DEBBIO

Elisabetta Soglio per “Il Corriere della Sera

 

«Non mi candiderò a fare il sindaco di Milano». Paolo Del Debbio chiude definitivamente la partita, «perché preferisco Cologno a Palazzo Marino». Meglio insomma gli studi dove, i prossimi 7 e 8 settembre, ripartono le sue seguite trasmissioni.

 

Anche perché, come qualcuno ha malignato, lì pagano meglio?

«Se qualcuno è abituato a ragionare in termini di soldi, è un problema suo. Nel ’94 avrei potuto fare il parlamentare e il ministro e, se la mia bussola fosse quella del denaro, mi sarei sistemato allora. Ma, a parte la parentesi da assessore con Gabriele Albertini, la politica attiva non mi interessava e non mi interessa».

 

del debbio2862del debbio2862

Neppure l’avventura da primo cittadino?

«A me piace molto il mio lavoro, ci siamo inventati una formula che abbiamo tirato su con fatica e funziona. Credo di dare anche un minimo contributo dal punto di vista sociale facendo parlare la gente, quella che non sta sui social, per capirci».

 

Ce l’ha coi social?

«Dico solo che se vai al Giambellino, o in qualsiasi altro quartiere popolare, e chiedi cosa pensano dell’ultimo tweet di Renzi che ha polemizzato con Fassina, ti prendono a calci. I politici e il mondo dell’informazione hanno completamente perso il contatto con la realtà».

 

“Populista e me ne vanto”, insomma, come titola il suo ultimo libro?

«Cerco di capire quali siano le questioni che interessano ala gente e non mi importa avere mille o diecimila follower. Anche fossero dieci milioni in Italia quelli che usano i social: ecco, io scelgo di parlare agli altri 50 milioni» .

 

Torniamo a Palazzo Marino. Lei no: chi allora?

del debbio pillitteri2849del debbio pillitteri2849

«Io vedo solo due nomi che potrebbero vincere per il centrodestra: Silvio Berlusconi e Gabriele Albertini».

 

Ancora?

«È l’operazione usato sicuro. Berlusconi continua ad avere un grande carisma e Albertini è stato l’ultimo vero sindaco di Milano: uno che ti mette al riparo dal tema della corruzione, che ha a cuore la città e non i propri interessi, che si occupa dei problemi reali».

 

Devono essere queste le caratteristiche del prossimo sindaco?

«Guardi, basterebbe fare ai potenziali candidati, ai nomi che girano e gireranno, il test della bava. Se uno ha troppa bava alla bocca non farà l’interesse dei cittadini e quindi è meglio scartarlo».

 

E la società civile? Passera e De Albertis?

del debbio confalonieri  2891del debbio confalonieri 2891

«Ma vogliamo far rovesciare Hegel nella tomba? Bravissime persone, ma la società civile è quella della vita di tutti i giorni, che loro osservano dai salotti e dai Palazzi. Uomini di potere, altro che società civile».

 

E a sinistra, come la vede?

«Vedo che Renzi ha paura di Milano, perché sa che qui deve vincere. Roma ormai è una cloaca e infatti là manda Orfini: qui invece è una cosa seria e deciderà lui. Sta facendo passare Expo come un grande successo internazionale, e su Expo i conti li faremo alla fine. Poi porterà il G7 e deciderà anche il candidato sindaco».

 

gabriele albertinigabriele albertini

Quanto l’hanno pressata per accettare di candidarsi?

«Non pressioni fastidiose. Me l’hanno chiesto in tanti e mi ha anche fatto piacere: penso, tra le altre, alle ultime dichiarazioni di Santanchè, Brunetta, Salvini. E poi sono intervenuti anche alcuni che non mi stimano e non condividono il mio modo di fare tivù: ma si sono convertiti pensando di poter sfruttare la mia popolarità televisiva per vincere a Milano».

 

Ne ha parlato a Berlusconi?

«Mai sentito. Nei suoi confronti uso l’atteggiamento che insegnò Leonardo da Vinci con la farfalla e la candela. Mi sono avvicinato ma credo di avere saputo tenere in modo sapiente le distanze. Non come quelli che sono andati troppo vicini alla sua luce, credendo magari di guidarlo o di diventare luce loro stessi. Di questi non è rimasta neppure la cenere».

 

Il suo giudizio su Pisapia?

«Mi pare un uomo con tratti elegantissimi e mi piaceva quando faceva le battaglie sulla giustizia. Come sindaco dico quello che dicono tutti: è una brava persona, di sicuro non è uno che ruba. Ma sull’operato, ecco: o mi è sfuggito, o non me ne sono accorto o non so».

 

turandot renzi e pisapiaturandot renzi e pisapia

Un’ultima curiosità: il Patto del Twiga di cui si è favoleggiato?

«Ma scusi: uno può andare a mangiare dove vuole e con chi vuole? Poi, certo, se sei a tavola con persone come Salvini, Santanchè e Sallusti, mica parli della tempura o degli studi sulla cupola del Brunelleschi. Abbiamo chiacchierato anche di politica. Ma lo sanno: io non mi candido».

 

2. LA PROFEZIA DI BISIGNANI

 

Luigi Bisignani Paolo Madron: I potenti al tempo di Renzi Luigi Bisignani Paolo Madron: I potenti al tempo di Renzi

brano tratto da “I potenti al tempo di Renzi” (Chiarelettere) di Paolo Madron e Luigi Bisignani

 

Ma Berlusconi, che in questo momento le pizze si limita a mangiarle, penserà pure a un nuovo pizzaiolo.

Rimarrà a preparare l’impasto finché ne avrà le forze. Ma il proprio delfino, per evitare sorprese, proverà a individuarlo tra quelli a lui più vicini.

 

Sempre la stessa idea che Marina possa raccoglierne il testimone?

Resta la migliore opzione, e mai come in questi mesi ha seguito passo passo suo padre e la politica. Chi ci sta facendo un pensierino è anche sua sorella Barbara, più espansiva

madron bisignanimadron bisignani

della primogenita e più avvezza a interfacciarsi con i media da quando si occupa del Milan.

 

Se fossi in lui penserei anche a un cuoco toscano, un conterraneo

del premier.

Vedrai che indovino: grande grosso e popolare, che, oltre a saper cucinare per la pancia della gente, è un fedelissimo: Paolo Del Debbio, recalcitrante all’idea.

 

 

 

 

 

 

 

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