A VOLTE RITORNANO! RIFONDAZIONE COMUNISTA VOTA PER RIENTRARE NEL CENTROSINISTRA E, TANTO PER CAMBIARE, SI SPACCA - IL 12 APRILE SCORSO, CON UNA MAGGIORANZA RISICATA NEL COMITATO POLITICO NAZIONALE (89 SÌ, 80 NO), È PASSATA LA PROPOSTA DEL SEGRETARIO MAURIZIO ACERBO DI APRIRE A UN “FRONTE DEMOCRATICO PER LA COSTITUZIONE” – MA QUANTO VALE OGGI RIFONDAZIONE? IL PESO ELETTORALE È AL DI SOTTO DELL’1 PER CENTO, MOLTO LONTANO DAI TEMPI DI FAUSTO BERTINOTTI QUANDO VALEVA IL 5-7 PER CENTO - ACERBO HA COME PRINCIPALE AVVERSARIO INTERNO PAOLO FERRERO, EX MINISTRO NEL SECONDO GOVERNO PRODI, IL QUALE ADESSO NON NE VUOLE SENTIRE PARLARE DI ALLEANZE…
Matteo Pucciarelli per repubblica.it - Estratti
Sarebbe una specie di ritorno al futuro, (eventuale) accordo di “desistenza” incluso: il rientro di Rifondazione comunista nel centrosinistra, la falce e martello che mai accettò la svolta della Bolognina, con la successiva trasformazione del Pci in Pds, e che poi si era pian piano dispersa in mille e sempre meno determinanti rivoli.
Bene, la notizia è che il 12 aprile scorso, con una maggioranza risicata nel Comitato politico nazionale (89 sì, 80 no), è passata la proposta del segretario Maurizio Acerbo: l'apertura a un “Fronte democratico per la Costituzione”. Pur mantenendo autonomia programmatica, è spiegato nel documento,
maurizio acerbo rifondazione comunista
il Prc si dichiara quindi disponibile a convergere con il campo largo alle Politiche per cacciare la destra dal governo, superando la linea di ferrea separazione con il Pd sancita nel 2008 e inaugurata con il disastro della Sinistra Arcobaleno, che finì sotto la soglia di sbarramento. Il ragionamento è pragmatico: con una legge elettorale a turno unico, restare fuori dai poli significa relegarsi all’irrilevanza. L'obiettivo dichiarato è intercettare una parte dei no al referendum sulla giustizia che non hanno ancora una rappresentanza politica.
Il cambio di prospettiva viene giustificato con i mutamenti avvenuti nel centrosinistra dopo l'elezione di Elly Schlein alla guida del Pd, la riduzione del peso dei centristi e la presenza di M5S e Avs in coalizione.
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Dopodiché come detto Rifondazione, che oggi verosimilmente ha un peso elettorale al di sotto dell’1 per cento, molto lontano dai tempi di Fausto Bertinotti quando valeva il 5-7 per cento - alle Europee del 2024 il cartello Pace terrà dignità, promosso da Michele Santoro, raggiunse il 2,2 per cento - è spaccata in due. Acerbo ha come principale avversario Paolo Ferrero, ex ministro della Solidarietà sociale nel secondo governo Prodi, il quale adesso non ne vuole sentire parlare di alleanze più o meno formali con il centrosinistra.
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