MOVIMENTO 5 SVASTICHE - POLEMICA PER LE PAROLE DI GRILLO SUL PD E SINDACATI DEFINITI LA “PESTE ROSSA” COME CANTAVANO LE SS IN UN LORO INNO - IRONIA SU TWITTER: “M5-SS” – CASALEGGIO SI SPOSA

Emanuele Buzzi per ‘Il Corriere della Sera'

La polemica cresce pian piano, poi divampa improvvisamente sul web. Nel mirino della Rete, l'intervento di Beppe Grillo sabato a Livorno contro sinistra e sindacati, in modo particolare le parole «peste rossa», che sono state anche utilizzate in passato in un canto delle SS, una delle unità naziste tra le più spietate. «Abbiamo già combattuto molte battaglie. A sud, nord, est e ovest: E ora siamo pronti per l'ultima lotta contro la peste rossa. Le SS non riposano, distruggono!», recita l'inno.

Su Twitter il Movimento viene preso di mira. C'è chi usa l'ironia («pesterossa = M5SS», scrive Lavitolo), chi invece - come Rubinesque - commenta: «Con Grillo che sbraita come un ossesso ciarlando di peste rossa, apprezzo ogni giorno di più Napolitano». Monta l'indignazione. «Ma non avete limiti?», domanda Barbara Collevecchio.

C'è anche chi dà un'altra spiegazione alle parole. «"Peste rossa" è una citazione dal poeta polacco Józef Szczepanski, il fatto che venisse usata dalle sanguinarie SS è una mera coincidenza», scrive Alessandro Serrao, in un post che riprende - fornendo una lettura diversa - tutti gli altri detti di destra utilizzati dai Cinque Stelle.

«Non c'è nessuna difesa da fare nei confronti di Beppe: quando Boldrini ci chiamò eversori nessuno disse nulla. Le persone intelligenti hanno imparato a capire il nostro linguaggio», dice Laura Castelli. La deputata pentastellata contrattacca: «Sulle parole usate, non possiamo negare l'evidenza. Se l'informazione oggi si vuole attaccare a un termine lo faccia, ma la verità è che i sindacati negli ultimi dieci anni hanno contribuito ad affossare parte del Paese».

Ma la giornata dei Cinque Stelle è segnata anche dall'intervista di Grillo ad Agorà . Anche in questo caso qualche polemica sul web perché il leader ha abbracciato la giornalista sulla spiaggia di Marina di Bibbona. Il gesto non è passato inosservato. Anzi. Sui social network è stato un susseguirsi di interpretazioni. Grillo dice ad Agorà : «Se vinciamo le Europee, il giorno dopo vado da Napolitano e chiedo di fare un governo guidato da noi». Poi però cambia idea.

«Se il M5S sarà votato come primo gruppo politico alle europee dovranno avvenire due cose, immediatamente - scrive qualche ora dopo sul blog -. La prima è che Napolitano dovrà dimettersi, non rappresenta più da tempo il sentimento del Paese né la volontà degli elettori. Potrebbe ritirarsi a Cesano Boscone ed incontrare con tutto comodo una volta alla settimana il noto pregiudicato, quasi meglio di adesso che deve farlo scomodare al Quirinale. La seconda cosa che dovrà avvenire sono le elezioni politiche anticipate».

Il post del leader viene ripreso sulla stessa lunghezza d'onda da alcuni parlamentari. Alessandro Di Battista interviene a margine di un comizio in piazza Duomo all'Aquila a sostegno dei candidati alle europee e alle regionali e ricorda le Quirinarie e il voto per la successione al Colle.

«La rete ha scelto Rodotà e io ho scritto sulla scheda Rodotà - dice -, invece si è scelto di rivotare un presidente indecente politicamente come Giorgio Napolitano, che dovrebbe fare le valige e raggiungere l'ospizio dove Berlusconi farà i servizi sociali così si incontreranno più velocemente». Intanto Grillo lancia il suo pronostico «Da questa campagna elettorale mi aspetto una marcia trionfale. Prima pensavo di vincere, adesso stravinceremo».

2. IL MATRIMONIO DI CASALEGGIO CON LA COMPAGNA SABINA
Da ‘Il Corriere della Sera'

Un atto comunale, protocollato come numero 53. La data è quella del 24 aprile: si tratta di una pubblicazione di nozze. Il matrimonio in questione però ha un peso speciale nella galassia dei Cinque Stelle.

Lo sposo è lo stratega del Movimento, Gianroberto Casaleggio, che si unirà alla storica compagna Elena Sabina Del Monego. la sposa, come Casaleggio, è un'esperta informatica e si occupa di contenuti web. La coppia ha già un figlio, Francesco, nato nel 2005. La cerimonia si terrà a Milano.

 

 

CASALEGGIO E GRILLO f afd a a f f d a ea BEPPE GRILLO E CASALEGGIO AL QUIRINALE Stefano Rodota grillo su rodota e bersani

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)