ANTONIO RIZZO: “IL FATTO” LASCI STARE AMATO: UN GIUDICE COSTITUZIONALE COSÌ È QUELLO CHE CI MERITIAMO, ANCHE GRAZIE A RENZI CHE INVECE DI OCCUPARSI A CAMBIARE IL PALAZZO SI VESTE DA FONZIE E SFILA DA CAVALLI

Superbonus (Antono Rizzo) per Dagospia

Ho conosciuto Giuliano Amato nei primi anni ‘90 quando io ero candidato alla Segreteria del Movimento Giovanile Socialista in contrapposizione (da sinistra) all'iper craxiano Luca Josi.

Amato, inutile dirlo, arruolato nelle truppe degli ultra' craxiani aiutava Josi nella sua campagna e nel frattempo farneticava di un limitazione del diritto delle donne di abortire.
Un cattolico in un partito laico, un amico dei poteri forti in un partito riformista ed alla fine un "traditore" (parola di Bettino) non appena le cose si misero al peggio.

Riciclatosi a destra (nominato da Berlusconi all'Antitrust), poi a sinistra con una Presidenza del Consiglio regalatagli senza meriti, Amato e' l'espressione perfetta dell'Italia che sta con la Spagna o con la Franza basta che se magna.
Lui magna poco in verita', si accontenta di una sponsorizzazione di un torneo di Tennis ad Orbetello per appoggiare un incompetente alla presidenza dell'ABI. Si accontenta di una pensioncina da oltre 20 mila euro al mese mentre predica contro gli sprechi della politica e la lottizzazione partitica. Chi puo' scontentare un personaggio cosi'? Nessuno!

E' il lasciapassare perfetto per dichiarare incostituzionale qualsiasi legge che possa scomodare l'oligarchia politica o economica del Paese, e' il "dottor Sottile" che aiutera' gli altri giudici a trovare le giustificazioni plausibili per aiutare i propri amici nei ricorsi alla Corte, sara' il punto di equilibrio della conservazione della Casta politica ed economica italiana. La garanzia perfetta che a dispetto della crisi economica e dell'involuzione del paese nulla cambiera', tutto sara' come prima.

La famiglia Letta (zio e nipote) appartengono alla stessa scuola di Amato e come Lui hanno fatto e faranno carriera, garanti dell'immobilismo assoluto e della difesa di tutte le caste ed oligopoli sono, in questo momento, il braccio esecutivo dell'inerzia italica, e si sa per tenere immobile un Paese ci vuole forza ed amici internazionali potenti.

Allora perche' amici del ‘'Il Fatto'' continuate ad attaccare il povero Giuliano, quando telefonava alle vedove di tangentopoli faceva solo il suo mestiere di padre della Patria, come ha sempre fatto in migliaia di conversazioni e telefonate non registrate tentava di mantenere immobile il Paese e salvare la propria poltrona e reputazione.

Peter Gomez lasci stare Amato: un giudice costituzionale cosi' e' quello che ci meritiamo, il passato che non passa mai e' il futuro dell'Italia, anche grazie a Renzi che invece di occuparsi a cambiare il Palazzo si veste da Fonzie e sfila da Cavalli.

 

amato foto mezzelani gmt Intervento di Giuliano Amato Giuliano Amato Massimo Franco Carla Fendi Antonio Rizzobonino amato enrico letta AMATO, NAPOLITANO, DE GENNARO

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?