ROMA SCAPOCCIA PER “ARFIO” – IL PIDDINO ANTONELLO VENDITTI CHE SOSTIENE GRILLO VOTA MARCHINI!

Mario Ajello per "Il Messaggero"

Antonello Venditti è una persona, un artista, che ha la sinistra nel cuore. «Io sono del Pd. Ma di quale Pd? Il Pd non sa che cos'è e che cosa vuole essere», dice Antonello. Racconta i suoi sogni, le sue delusioni, la passione di volare con la poesia e con la musica sopra le cose, anche quelle della politica.

Sei di sinistra da sempre e per sempre?
«Ma certo. Un compagno! Però vivo il mio momento storico e cerco di interpretare anche i miei sogni. Non rimanendo schiavo dell'apparato e dei cervelli altrui. Serve aprire, liberare le energie, guardare il futuro senza paraocchi. La maniera in cui è stata gestita dal Pd la fase della formazione del mancato governo con il movimento 5 Stelle, e il suicidio di questo partito nell'abbattere la candidatura di Prodi al Quirinale, mi hanno provocato un'indignazione profonda».

Al punto che, per la chiusura della campagna elettorale a Roma, non starai sul palco di piazza San Giovanni con Marino?
«Starò al parco Schuster, insieme a Alfio Marchini. Non per uno spettacolo elettorale, ma per un concerto che potrà essere la festa di tutti i romani. C'è in me, e credo anche in Marchini, un approccio fortemente sentimentale e passionale verso la nostra città.

Nell'86 ho scritto: "C'è un cuore che batte nel cuore di Roma". Serviva un candidato simbolo di Roma e che vivesse a Roma. I romani conoscono poco Marino. Ma forse sono io che conosco poco il Pd. Perchè appoggiando a livello di governo Berlusconi, il Pd appoggia anche Alemanno. E allora, non capisco per quale motivo devo votare un candidato di un partito che sul piano nazionale convive con Alemanno».

Stai criticando il governo delle larghe intese?
«Io non posso aspettare altri anni, per vedere un governo non manovrato da Berlusconi. La responsabilità di questa situazione è certamente del Pd che, non votando Rodotà come presidente della Repubblica, ha impedito qualsiasi avvicinamento al movimento 5 Stelle».

Non sarai mica grillino?
«Grillo è un mio amico e sostengo il movimento 5 Stelle. Rappresenta una grande opportunità per tutti noi di slegarci dagli apparati dei partiti. Il Pd, e anche il movimento 5 Stelle, hanno perso una buona occasione per poter cambiare definitivamente l'Italia».

Roma, intanto, di che cosa ha bisogno?
«Di aria. Di libertà. Di fiducia. Di entusiasmo. Tutta la campagna elettorale di Alemanno si basa su una finta idea di sicurezza. Invece, questa città va liberata nelle sue più intime espressioni di cultura. Sta per uscire il film di Sorrentino, "La grande bellezza". Questo Roma deve recuperare: la sua grande bellezza. A tutti i livelli, in ogni ambito, nella politica, nell'economia, nella vita quotidiana delle persone, nella maniera di guardare se stessa e il mondo».

«Roma scapoccia» è il gioco di parole che s'ispira alla tua celebre canzone. Si può evitare che vada a finire così?
«Me lo auguro. Anzitutto, Marchini è romano. In più, visto che il Pd non ascolta i propri elettori, può essere una risposta liberatoria nei confronti di una falsa ragion politica che strangola tutto. Per quanto mi riguarda è più di sinistra sostenere Marchini, anche con il voto disgiunto, piuttosto che un partito immobile e diluito. Incapace di ascoltare la città, come testimonia la sconfitta alle scorse elezioni per il Campidoglio».

Ma perché mai un uomo nuovo, un non politico di professione, dovrebbe riuscire dove i politici falliscono?
«I Marchini hanno una storia politica che viene da lontano. Io Alfio non lo conosco bene. Ma so, come sanno tutti, che suo nonno, che si chiamava come lui, regalò Botteghe Oscure al Pci. Quella famiglia, come spesso capita, ha più dato che ricevuto dalla sinistra. Su Alfio però pende ancora, purtroppo, la vicenda di Alvaro».

Cioè?
«Il Marchini presidente della Roma che vendette Capello, Landini e Spinosi alla Juve. Penso che Alfio, se non farà quello che dice, commetterà a sua volta un autogol clamoroso. Ma nel frattempo, godiamoci venerdì la serata di musica in pace. Aspettando il derby Roma-Lazio, che in finale di Coppa Italia non s'è mai visto. Facciamo festa tutti insieme. Forza Roma, quella vera, e tutta intera».

 

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